Credo che stavolta nemmeno il tifoso amante della statistica e dotato dell’ottimismo più marcato potrà tirar fuori la storiella delle sconfitte settembrine patite in casa dal Milan di Sacchi e da quello di Zaccheroni contro la Fiorentina per dire che no, non è tutto da rifare, ma che bisogna pazientare. Col ca**o! E perdonatemi l’eufemismo. Ero tra quelli che invocava calma e sangue freddo ma, maledizione, qua ci sarebbe da mandar via qualsiasi essere vivente che calpesti Milanello, dall’allenatore all’ultimo dei giocatori.

Prestazione imbarazzante, disastrosa, vergognosa degna di un gruppo di calciatori mediocri, nei piedi, nella testa e nell’atteggiamento, gestiti da un allenatore che, sinora, sta dimostrando di avere analogo, misero spessore.

Se Montella, osteggiato dai più, criticato da tutti (me compreso, evidentemente) negli anni passati, si può permettere di venire a spadroneggiare a San Siro a livello di ritmo, di idee, di mentalità e di tecnica è evidente che la colpa non è esclusivamente di chi guida la squadra visto che la situazione, per noi, non cambia, qualunque allenatore segga sulla nostra panchina.

Questo progetto, questo gruppo, quello nato dalle ceneri del Giannino, ha fallito.

I due teorici leader tecnici, Suso e Calhanoglu, sono calciatori che nei momenti topici spariscono, si eclissano, semplicemente non esistono. Il teorico leader in campo, ossia Capitan Romagnoli, non ha evidentemente il carisma e la personalità necessarie per trascinare i compagni nei momenti difficili. Il leader designato dalla dirigenza, Donnarumma, ha vent’anni ed ha tutto il diritto di sbagliare, come fatto a Torino qualche giorno fa. Quest’anno, poi, ad aggravare la situazione, è venuta meno anche la leadership Casciavit che incarnava Gennarino Gattuso fino all’anno scorso e che, forse, qualche punto in più ce lo aveva portato, nonostante tutti limiti tattici e di coraggio che aveva mostrato il suo Milan.

Il primo tempo di ieri è stato pessimo, chiuso sotto di un solo gol per puro caso. All’unico tiro in porta dei nostri (il classico, ormai logoro, sinistro a giro di Suso che conoscono anche alle latitudini più estreme del pianeta) ha fatto da contraltare una Fiorentina organizzata e cattiva che ci ha aggredito a centrocampo, rubandoci ossigeno e palloni, buttandosi negli spazi e palleggiando con una facilità imbarazzante. Emblema della superiorità viola la giocata di Ribery, un campione, ruolo sconosciuto nella nostra rosa, il quale ha slalomeggiato in area manco fosse Alberto Tomba, superando con irrisoria ed irridente semplicità i paletti piantati nel prato, al secolo Musacchio e Romagnoli, nell’azione che ha provocato il rigore del vantaggio gigliato.

I fischi dello stadio al 45’ sono stati tutti, pienamente meritati ma non hanno sortito alcun effetto se non quello di deprimere ancor di più i rossoneri in campo.

Il secondo tempo, infatti, è stato peggio del primo perché la mediocrità di cui parlavo prima si è palesata in maniera ancor più evidente, emergendo anche nelle cose più banali. Se dopo un primo tempo scialbo ed anonimo tutti noi abbiamo auspicato che i giocatori fossero più decisi, meno molli, con “più palle”, la risposta che è arrivata dal campo è stata quella di Musacchio, che, dopo pochi minuti, ha rifilato a Ribery un calcione col piede a martello nella trequarti avversaria, costringendoci a giocare con un uomo in meno tutto il resto del match. Da lì in poi è stata un’agonia totale, con la Fiorentina padrona del terreno di gioco che ha scherzato con noi come il gatto con il topo, infilzandoci per altre due volte e permettendosi anche il lusso di sbagliare un calcio di rigore. Un simile scempio ha indotto la Curva Sud a lasciare lo stadio ad un quarto d’ora dal termine. Bruttissimo segnale.

L’estemporaneo guizzo di Leao, che a un certo punto, stanco della tristezza che lo circondava, ha avuto un giovanile sussulto di orgoglio ed ha dimostrato di saper giocare a calcio, gli ha garantito quanto meno di innalzarsi dal piattume generale, meritandosi una striminzita sufficienza.

Per il resto, tolto Donnarumma che ha parato il rigore a Chiesa, c’è da  stendere un velo pietoso ed annegare nelle insufficienze. Male i due terzini che, arruffoni e poco attenti, hanno raramente attaccato la fascia. Stesso dicasi per Romagnoli che ha mostrato i soliti limiti di personalità. Benino nel complesso Bennacer anche se ha provocato i due rigori, mentre per Kessie le solite corse infinite condite da passaggi improponibili, leggermente meglio di lui il subentrato Krunic.

Poi, a livello di prestazione individuale, si scende direttamente agli inferi. Se Musacchio meriterebbe la gogna per la cazzata che ha fatto, Suso, Calhanoglu e Piatek, ossia coloro che sarebbero teoricamente deputati ad alzare il livello della squadra, andrebbero spediti dritti dritti a giocare, gratuitamente, il torneo annuale di calcio a 7 dell’ARCI. Rigorosamente over 50, perché la mobilità è stata più o meno quella. Lo spagnolo ha trotterellato in maniera indisponente per tutti gli 80 minuti in cui è stato in campo, con lo stesso spirito battagliero che mostro io quando gli amici mi costringono a giocare dall’altra parte della città, dopo cena, d’inverno e con zero gradi. Il turco ha fornito una prestazione lenta e supponente che ha ricordato quelle del peggior Montolivo. Il polacco si è sbattuto ma non ha toccato un pallone, facendosi anticipare sempre e pungendo con la pericolosità di una lumaca di terra. Una cosa vergognosa.

A fine partita Maldini ha confermato Giampaolo, non so se giustamente ma sinceramente non vedo nel suo esonero (per quanto, ad oggi, appaia meritatissimo) la panacea di tutti i mali visto che nelle scorse stagioni, pur con condottieri diversi, abbiamo sempre navigato lì, nella mediocrità più assoluta. Da anni, infatti, affrontiamo le domeniche calcistiche con la triste rassegnazione  di chi sa che più di tanto, da questa squadra, non potrà mai avere. Oggi l’asticella della mediocrità sembra essersi addirittura abbassata e pare puntare dritta verso il livello disperazione.  Attendiamo, con angoscia, segnali di vita dal Pianeta Milan.

 

Comments

  1. Possibile che non si riesca a tenere in panca Suso e Chala? Io non credo si possa giocare peggio di così. I nuovi a me piacciono molto, ad eccezione di Krunic che non si era mai praticamente visto fino a ieri, il problema sono i bidoni comprati da Fassone e Mirabelli che nessuno vuole e che ad oggi sono ancora mezza squadra. Per il resto io avrei tenuto Baka.

  2. L’esonero di Giampaolo avrebbe senso solo se riuscissimo ad ingaggiare un uomo capace di fare Miracoli. Non mi risulta ce ne siano.
    Serve una reazione immediata di squadra e società, non voglio più vedere i giocatori scendere in campo con la faccia di chi ha già perso. Dobbiamo avere coraggio e tanta, tantissima pazienza.

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