Ridateci i piedi dolci e brasiliani di Pendolino Cafù e non i lisci e gli errori in disimpegno di Calabria.

Ridateci la fase difensiva e le galoppate di Mauro Tassotti e non le amnesie difensive ed i buchi di Conti.

Ridateci la malizia e la sana cattiveria agonistica di Billy Costacurta e non la collezione di gialli nevrotici di Romagnoli.

Ridateci l’esperienza e l’intelligenza di Filippo Galli titolare ad Atene nel 94 e non la stupida irruenza di Musacchio.

Ridateci la solidità e la tenacia di Kakha Kaladze e non la fiacchezza ed i cento retropassaggi a partita di Ricardo Rodriguez.

Ridateci i polmoni e la testa di Rino Gattuso e non i polmoni e basta di Kessie.

Ridateci la brillante regia di Demetrio Albertini e non la lentezza sterile delle trame di Biglia.

Ridateci il terzo tempo di Ambrosini e non i tre tocchi e passaggio in orizzontale di Calahnouglu.

Ridateci l’eleganza e gli assist di Manuel Rui Costa e non l’eleganza e le foche di Paquetà.

Ridateci le serpentine, i cross e la costanza di Roberto Donadoni e non la mattonella a corrente alternata di Suso.

Ridateci la freddezza di Jon Dahl Tomasson e non l’inconcludenza di Castillejo.

Ridateci i gol, l’elettricità ed il dinamismo di Marco Simone e non la testa bassa e pedalare di Fabio Borini.

Ridateci i gol, la serietà e la volontà di Daniele Massaro e non i gesti ed i silenzi polemici di Piatek.

Ridateci le idee di Sacchi e non i cambi di Torino-Milan.

Ridateci la sagacia di Capello e non dichiarazioni sconcertanti post Udinese-Milan.

Ridateci l’albero di natale di Ancelotti e non numeri e schemi a casaccio da inizio luglio.

Ridateci le esultanze di Galliani e non i silenzi di Gazidis.

Ridateci le trattative silenti di Braida e non gli inseguimenti urlati ai quattro venti su Correa.

Ridateci il vecchio cuore rossonero come urlava Seba Rossi alla curva e non gli assegni e la faccia di Mino Raiola.

Ridateci la possibilità di essere fieri del Milan e non l’obbligo di dover aprire ogni domenica l’album dei ricordi per dimenticare le vostre indegne prestazioni.

ps: nell’elenco troverete oltre alcuni “fenomeni” della rosa attuale anche tanti calciatori che negli ultimi 30 anni hanno giocato e vinto onorando la gloriosa maglia rossonera. Noterete che tutti hanno alzato almeno una Coppa Campioni o Champions League.

Non troverete nessun fuoriclasse, non sono stati scomodati Baresi, Van Basten, Maldini Kakà per intenderci. “Semplici” campioni, ma soprattutto prima ancora Uomini. Quello che non sono gli splendidi modelli da Instagram in partenza per Genova.

Forza Milan

 

 

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