Dopo i 3 punti con la Spal il Milan attende in casa la Lazio, che non perde da 30 anni a San Siro. I nostri quest’anno sembrano guardare molto al sociale, quindi probabilmente entreranno in campo per rompere questa striscia poco piacevole per i romani.

Le formazioni

Due soli cambi rispetto alla partita con la Spal, Calabria sostituisce Musacchio, quindi Pioli sceglie di partire sotto 1 a 0 e Krunic sostituisce Kessie lasciato in prestito all’agricoltura, compito che sicuramente gli si addice maggiormente.
Suso dopo il gol vittoria, preferìsce mantenere l’udito e si dà per indisponibile, spegnendo sul nascere un altro concerto di clacson.

La cronaca

Partita aperta, spumeggiante, il Milan sembra non aver paura. Probabilmente sanno che perderne una in più ormai non fa la differenza. I nostri con un Paquetà versione Rino Gattuso fanno un pressing molto deciso che sembra mandare in affanno la Lazio. Il problema però nasce quando ti accorgi che in difesa ci siamo presentati con Calabria e Duarte. Immobile e Correa sembrano due sciatori che fanno lo slalom tra i 2 malcapitati difensori rossoneri. Il gol sembra nell’aria, al minuto 25 il trenino Theo resta alto e Lazzari è libero di crossare per Immobile che a dispetto del suo cognome brucia Duarte che si dimostra molto brasiliano nella marcatura.

Ci si aspetta un Milan in crisi isterica tipica degli ospiti di Barbara D’Urso, invece no, la squadra con calma reagisce e al minuto 28 trova il pari con un autogol di Bastos che Piatek dato il momento alla Kalinic, prova a far passare per un suo gol. Non ci crede nemmeno lui però. 1 a 1 e palla al centro.

I ragazzi di Pioli prendono coraggio, Castillejo da buona Barbie Girl, sembra rinvigorito come fosse appena uscito con Ken e vola sulla fascia mettendo in difficoltà la Lazio. Al 33′ però deve lasciare il campo a Rebic per infortunio. Brutta perdita per la partita. Si chiude così il primo tempo.

Nel secondo tempo parte bene ancora il Milan, si svegliano Bennacer e Calhanoglu, Padre Pioli ci crede, si improvvisa Guardiola, fuori Paquetà e dentro Leao. Tutti gli attaccanti insieme, manca solo il Lord.
Tutto molto bello, se non fosse che Piatek non stoppa una palla, che Rebic sembra un Borini che prende 0.5 mln in più e che Leao entra deciso per conquistarsi la nomea di nuovo Niang.
La partita sembra prendere il binario del pareggio, ma quando meno ce lo aspettavamo, Duarte si disimpegna così così, Theo è in ritardo e Correa si infila realizzando il 2 a 1. Mazzata clamorosa per il Milan che non riesce più a reagire e colleziona l’ennesima sconfitta stagionale. La zona retrocessione si avvicina.

 

TOP & FLOP

Top:

Chalanoglu: altro che kebabbaro, ristorante chic da guida Michelin. #Craccanoglu

Luis Alberto: oggi in versione Guti. Assist e giocate da campione. #GoodVersion

Acerbi: il giocatore che avevamo al Milan era il sosia incapace. Oggi è un muro. #TheWall

Flop:

Savic: da mister 100 milioni a mister 100 milioni di motivi per non prenderlo. Prestazione da Onazi. #MilionDollarBaby

Calabria: ogni mattina, in Africa, una gazzella si sveglia e gioca a calcio meglio di lui. #NienteLeone

Piatek: più fuori luogo di un clown in uno squadrone di trincea. #Krusty

 

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