Niente da fare. E’ l’ennesima stagione da buttare nel cesso, questa più delle altre probabilmente. Non che mi aspettassi chissà cosa dalla trasferta di Torino ma se nemmeno dopo una prestazione così buona riusciamo a fare punti, beh allora è inutile pensare di cavare qualcosa di buono da qui a maggio. Navigheremo, probabilmente, a metà classifica a meno di clamorosi tracolli (nostri o degli altri) che potrebbero far svoltare l’annata in peggio o in meglio. L’hanno vinta loro, come accade ormai da un decennio (allo Stadium abbiamo sempre perso, ma proprio sempre, non per modo di dire), grazie ai campioni che noi non abbiamo. Ma a Pioli, oggi, non si può rimproverare nulla, sta cercando di costruire qualcosa nel deserto che si è ritrovato a percorrere. E, dal punto di vista della manovra e dell’impegno, ci sta anche riuscendo. Certo, in attacco continuiamo a fare il solletico, o poco più, agli avversari ma abbiamo tenuto botta alla Juve per 90 minuti, proponendo una squadra corta e persino spregiudicata in alcuni frangenti. Non è poco. Ma la finalizzazione manca clamorosamente.

Quando ho letto le formazioni ero felicissimo del fatto che Sarri avesse tenuto in panchina Douglas Costa e Dybala, due che ci hanno sempre fatto malissimo. Ed infatti quando li ha mandati in campo, insieme hanno spaccato la partita. Maledetti.

Nel primo tempo i millemila punti di distacco tra le due squadre non si sono affatto visti. Non abbiamo rischiato praticamente nulla grazie all’ottima prova del quartetto difensivo in cui hanno brillato sia Romagnoli che, udite udite, Andrea Conti, attento e propositivo. Anzi, a dire la verità, se c’era una squadra che meritava di chiudere la prima frazione in vantaggio questa era il Milan. Se solo Piatek avesse la metà della cattiveria che lo aveva caratterizzato nella scorsa stagione probabilmente il suo colpo di testa, solo soletto nel cuore dell’area di rigore, sarebbe finito quanto meno nello specchio della porta e non a 4 metri di distanza dal palo. A centrocampo il terzetto Paquetà-Bennacer-Krunic si è opposto efficacemente ai loro palleggiatori non disdegnando buone trame e creando anche occasioni da gol, come nel caso del colpo di testa del brasiliano che ha chiamato Szczesny al miracolo. Bennacer, in particolare, ha dimostrato che possiamo puntare seriamente su di lui, giocando con gran personalità. Poco dentro la partita, invece, Suso e Calhanoglu, schierati praticamente alle spalle di Piatek.

Il secondo tempo è stato altrettanto equilibrato, forse giocato dai nostri con meno spregiudicatezza e con più errori in uscita ma, fino alla sostituzione di un pessimo CR7, non avevo angosce particolari. Poi, con l’ingresso di Dybala prima e di Douglas Costa poi, le mie palpitazioni hanno cominciato a salire e le sigarette ad aumentare, alimentate dalla paura che accadesse quel che poi è effettivamente accaduto. E dire che nell’azione immediatamente precedente al loro gol, Bonaventura, inserito da Pioli al posto di Krunic per provare a vincerla, ha avuto sul piede la palla per mandare Leao davanti al portiere ma ha sbagliato completamente la misura del passaggio. La legge più antica del calcio è sempre implacabile e dal (potenziale) gol mangiato è arrivato il (reale) gol subito, grazie a uno scambio ad alta velocità tra Douglas Costa, Higuain e Dybala sul quale i nostri si sono fatti trovare colpevolmente impreparati e poco reattivi.

Era il 77’, da lì in poi abbiamo provato a rimetterla su chiudendo la Juve nella sua area di rigore senza, tuttavia, creare occasioni particolari ed, anzi, rischiando di prendere il raddoppio su un paio di ripartenze che loro non hanno concretizzato, vuoi per errori personali (Higuain), vuoi per la grande opposizione di Donnarumma sull’ennesimo spunto di Dybala.

Sui singoli voglio sottolineare la buona prestazione di Conti (finalmente!) che, soprattutto in fase difensiva, ha mostrato grandi miglioramenti, con tanti recuperi corretti e zero amnesie. Speriamo gli dia fiducia anche per poter spingere come sapeva fare un tempo. Romagnoli ottimo fino al gol, quando però si è fatto uccellare con troppa facilità da Dybala. Sufficienti Duarte e Theo Hernandez. Bennacer il migliore del centrocampo, maledico la sua ammonizione che lo terrà fuori contro il Napoli. Con i partenopei, sempre per squalifica, dovremo fare a meno anche di Calhanoglu che oggi, però, non ha inciso come nelle precedenti uscite.

Su Paquetà credo che Giampaolo avesse ragione: a volte fa troppo il brasiliano. Ha una grande tecnica ma tende a strafare perdendo davvero una marea di palloni per tentare la giocata, anche quando proprio non dovrebbe. Paradossalmente va meglio in fase di opposizione che di costruzione. Krunic era partito molto bene ma il giallo rimediato lo ha frenato tantissimo. Bonaventura sarebbe ingiudicabile ma quel passaggio sbagliato grida vendetta. Suso ha messo una gran palla per Piatek poi ha corricchiato in una posizione diversa dal solito senza squilli. Il centravanti polacco, come detto prima, è diventato l’ennesimo numero 9 dell’ultimo decennio incapace di incidere sul risultato e Leao, pur essendo entrato in campo meglio rispetto al solito, non fa affatto il centravanti. AAA cercasi gol disperatamente.

Insomma, se prima della partita eravamo pronti a usare il pallottoliere per contare i gol della Juve, al 90’ resta l’amaro in bocca per non aver preso punti. Gli ottimisti, probabilmente, cominciano a vedere la luce in fondo al tunnel, io leggo 13 punti in 12 partite. E sto malissimo.

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