Deo gratias. Abbiamo fatto un punto, il primo e unico del mese di novembre. Considerando che le mie previsioni erano ancora più nefaste, voglio vedere il bicchiere mezzo pieno. Chiaro, la consapevolezza di navigare nella mediocrità fa male, ma il timore di sprofondare nell’inferno è ancor più angosciante.

Tutto sommato lo ritengo un buon punto viste le assenze di Bennacer e Calhanoglu, volente o nolente tra i migliori in questo inizio di stagione, cui si è aggiunto prima l’inaspettato forfait di Suso indisposto e poi l’infortunio del suo sostituto, Rebic, toccato duro dopo pochi minuti. Tuttavia va detto con altrettanta onestà che di fronte avevamo il Napoli, altro grande malato del campionato ed in piena crisi di coppia nel rapporto tra calciatori e società. E questo ci ha indubbiamente favorito.

Nella prima frazione siamo partiti molto forte, con un pressing cattivo che riusciva a far sviluppare bene il gioco sulle fasce, con Bonaventura più di Rebic a dire il vero che ha messo spesso in apprensione la difesa partenopea. Come detto, però, il croato ha subito un colpo dopo pochi giri di orologio e ciò ne ha probabilmente condizionato il rendimento successivo. Poi, piano piano, il Napoli si è organizzato e, complice la nostra passività nell’aggredirli, ha preso campo pur senza creare occasioni pericolose. Questo fin quando Insigne, con un lampo, ha fatto secco Biglia al limite dell’area e calciato sull’incrocio dei pali una palla che, poi, Lozano, lasciato colpevolmente in gioco da Hernandez, ha ribadito in rete di testa.

La reazione, fortunatamente, c’è stata ed è stata pressochè immediata grazie ad un’azione creata dai migliori dei nostri, ossia Hernandez, Krunic e Bonaventura che, a seguito della bella manovra sviluppata sulla sinistra, si è ritrovato a calciare in porta tutta la sua rabbia dopo un anno passato ai box, permettendoci di raggiungere il pareggio. Che bello rivederti così, Jack! Di lì in poi la partita ha vissuto di errori ed episodi che, tuttavia, né il Milan (con il quasi autogol di Hysaj e con il colpo di testa da 2 metri di Rebic) né il Napoli (con Insigne presentatosi da solo davanti a Donnarumma) sono riusciti a sfruttare.

Il secondo tempo è stato molto più soporifero rispetto ai primi 45 minuti, con i partenopei comunque maggiormente padroni del campo, soprattutto grazie all’evidente calo fisico di alcuni dei nostri (Biglia su tutti) che ha determinato una serie incredibile di passaggi sbagliati, nell’esecuzione ma anche concettualmente, nonchè di altrettante potenziali occasioni da gol che loro fortunatamente non hanno sfruttato.

Paradossalmente il Milan è tornato a giocare decentemente dopo l’ingresso di Calabria al posto del regista argentino, con Kessie messo nella pericolosissima (dati i piedi) posizione di centrale avanti alla difesa ed il buon Davide ad agire come mezzala destra, ruolo in cui non ha, invece, affatto sfigurato. Peccato ci sia mancato completamente il centravanti, visto il solito abulico Piatek  che ha ciccato malamente una palla invitante servitagli da Hernandez. Negli ultimi minuti, poi, ci siamo chiusi nella nostra trequarti data l’evidente paura di subire l’ennesima sconfitta che, per fortuna, siamo riusciti ad evitare per la poca cattiveria del Napoli ed un paio di buone parate di Donnarumma.

Bonaventura nettamente il migliore dei nostri, unico in grado di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica. Più che sufficienti i suoi compagni di fascia, Krunic ed Hernandez. Buone anche le prove di Donnarumma e Musacchio, autore di un pregevole recupero su Lozano lanciato a tutta velocità verso Gigio. Sufficienti Romagnoli, Kessie e, tutto sommato, anche Paquetà, che meriterebbe un voto molto più alto quando dimostra di vedere spazi che altri non vedono e molto più basso quando, invece, si incaponisce nel giocare di suola anche se pressato, finendo col perdere malamente il pallone. Conti non ha ripetuto la buona prestazione di Torino, sbagliando molto ma, fortunatamente, non naufragando. Biglia nel primo tempo ha anche tenuto, alle sue velocità sia chiaro (vale a dire da crociera), ma nel secondo, quando Zielinski e soprattutto Allan hanno alzato i giri del motore, è stato imbarazzante, perdendo qualsiasi contrasto o pallone che gli capitasse sui piedi.

Come detto buona la prova di Calabria in un ruolo non suo, mentre Rebic era partito bene ma l’infortunio lo ha limitato e si è divorato un gol clamoroso. Piatek meriterebbe menzione fissa nel Pippero della Gialappa’s, se ancora esistesse: corre, si danna ma non ne azzecca una, né in area né fuori. Così non si può andare avanti.

Ora sotto con le emiliane (Parma, Bologna e Sassuolo) per provare a condire con qualcosa di sostanzioso il misero brodino che abbiamo rimediato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *