Finisce il Tour de Force del Milan che finalmente può tornare a giocare contro squadre del livello che gli compete al momento.

Dopo aver fatto sembrare l’Italia del 2006 la Lazio, mutato Dybala in Leo Messi e dato fiato a un Napoli in crisi, c’è il Parma di Gervinho ad attenderci da non rendere possibilmente il Parma di Drogba.

Le formazioni

Il Milan recupera Suso e Calhanoglu, le uniche 2 ali nel mondo che non fanno decollare una squadra e Pioli subito decide di schierarle dal primo minuto.
Bonaventura si abbassa a centrocampo a posto dell’infortunato Paquetà e Kessie torna tra i titolari dopo esser stato messo in castigo, al posto del buon Rade Krunic, che torna così a guardare i compagni dalla panchina. Confermati i centrali perché altri non ne abbiamo, confermati i terzini perché solo a leggere il nome delle riserve passa la voglia di cambiare.
Donnarumma ovviamente tra i pali, il Lord Borini scandalosamente in panchina.

La cronaca

Come al solito il Milan parte bene, Pioli come sempre mette il discorso di Bugs Bunny in Space Jam nel pre partita, da un po’ di acqua di Micheal Jordan a tutti e si entra in campo convinti di essere il Manchester City.


Magicamente le mezze ali si interscambiano con gli esterni, tagli, sovrapposizioni, poi si, qualche imprecisione nei tiri, ma la squadra c’è.

Dopo 15′ però anche il Parma si ricorda di essere in campo e il Milan pur tenendo in mano la partita, torna a calciare palloni in tribuna e in fallo laterale come se non ci fosse un domani.
La partita resta bloccata, con il Parma che si affida alle folate del “miglior mascheratore di calvizie del Mondo” Gervinho, senza però esser mai realmente pericolosa.

Noi, ci affidiamo alla Enel, sperando che mandi un po’ di corrente al nostro palo della luce Piatek, ma niente, a Milanello probabilmente non pagano le bollette.


Primo tempo abbastanza noioso che si chiude sullo 0-0

Negli spogliatoi Padre Pioli prova a caricare i ragazzi con il Vangelo, ma quando capiscono che devono affidarsi a Jesus (Suso) il piano va direttamente a rotoli.

Il Parma cerca di sfruttare le disattenzioni dei rossoneri provando a spaventarli con il Vikingo Cornelius che sembra pronto ad entrare in guerra più che a giocare a calcio. La presenza di Kucka a suo fianco è un indizio abbastanza rilevante.

Nonostante qualche disattenzione I rossoneri si coprono bene e riescono a stare stabilmente nella metàcampo avversaria. Esce Piatek e entra Leao che a fine partita farà una gara con Gervinho per il premio “miglior gazzella” assegnato dalla Gazzella dello Sport.
I nostri sembrano avercela con i nostri tifosi, Suso, Jack e Calhanoglu sterminano almeno 30 tifosi rossoneri con le loro conclusioni in tribuna e il risultato non si sblocca.

La svolta decisiva arriva all’87, quando il famoso centravanti francese Theo Hernandez dopo un rimpallo trova una zampata degna del miglior Pippo Inzaghi che torna a regalare i 3 punti al Milan.

L’assedio finale del Parma serve a poco, i ragazzi riscoprono il piacere della vittoria.

TOP & FLOP

Top:

Conti : ormai abituato a restar bloccato dietro. L’evoluzione in Sergio Ramos è a un passo. #Indios

Iacoponi : partita attenta, non fa passare nessuno, anche se con Suso e Piatek sembra la famosa pubblicità del “Gratta e Vinci”. #TiPiaceVincereFacile

Theo: non la sua migliore prestazione, ma il goal è decisivo per i 3 punti e diventa il nostro capocannoniere. #TheoHernantek

Flop:

Gervinho: la pantera nera è stata domata dal bugs bunny di Bergamo, oggi in campo aveva la stessa utilità del suo riporto per nascondere la pelata. #Quota100

Suso : oggi cambia finta e decide di andare sul destro qualche volta. Peccato che si confonda più lui che gli avversari #CosiConfusoDaColpirsiDaSolo

Piątek: da posto fisso nei marcatori a posto fisso nei flop. Spaesato in campo come un prete ad un gay pride. #DoKrzysztof

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