Le sofferenze del parto sono nulla rispetto a quelle che patisce il Milan per fare un gol. Care tifose rossonere si scherza, sia chiaro. Le difficoltà che abbiamo incontrato per bucare la porta del Parma e portare a casa 3 punti meritatissimi sono state, tuttavia, talmente evidenti, e a tratti imbarazzanti, da far perdere la pazienza a tutti. Ed invece, al tramonto della partita, quando quasi tutti eravamo convinti di dover nuovamente rimandare la nascita della bambina chiamata Vittoria, una carambola fortunata in area parmense ha permesso a Theo Hernandez, da oggi il nostro miglior goleador (un terzino…così, per dire), di far secco Sepe con un preciso esterno sinistro che ha fatto esplodere tutta la nostra gioia, sopita da oltre un mese.

A scanso di equivoci, ribadisco: i 3 punti sono strameritati. Oltre il 65% di possesso palla, 27 tiri in porta di cui quasi una decina nello specchio, con Donnarumma inoperoso per 93’ sono numeri che non ammettono repliche.

Nel primo tempo il Milan ha giocato ad attaccare e il Parma a difendere. E hanno vinto loro visto che, nonostante il possesso palla e le belle trame di gioco, non siamo riusciti a perforare Sepe, bravo in due occasioni sia su Kessie sia sull’ottimo Calhanoglu. L’anoressia ormai atavica negli ultimi 16 metri ha visto come protagonisti Romagnoli (colpo di testa al lato da ottima posizione)  e il solito Piatek che ha avuto due palle gol ma le ha sprecate malamente. Dal punto di vista del gioco, come detto, nulla da dire ma siamo andati a sbattere contro un muro di gomma che rimbalzava ogni nostro tentativo. Chi avrebbe dovuto/potuto accendere la luce, Suso, è stato invece piuttosto abulico sulla fascia in cui ha spinto e coperto bene Conti. Gli unici pericoli per Donnarumma sono arrivati da due contropiede portati prima da Hernani, in occasione del quale è stato bravo Romagnoli a chiudere ed impedire il gol, e poi da Kucka che ha calciato verso la nostra porta proprio allo scadere.

Nel secondo tempo la musica non è cambiata. Loro pensavano solo a non prenderle, con linee strette e intasate che ingolfavano qualsiasi nostra iniziativa, lasciando avanti Kucka come finto centravanti e sperando in qualche coast to coast di Gervinho, su cui Conti, tuttavia, non ha abbassato mai la guardia. Purtroppo la nostra pochezza offensiva ha reso rarissime le occasioni da gol, fatta eccezione per qualche velleitario tiro da fuori. L’ingresso di Cornelius al posto di Brugman ha fatto leggermente avanzare il baricentro al Parma e questo ha permesso ai nostri di tornare a bussare alla porta gialloblu con maggiore pericolosità. Suso con un sinistro rasoterra è andato ad un amen dal gol e Calhanoglu, poco dopo, invece di calciare in porta, ha pensato di rientrare sul sinistro per poi calciare debolmente, vanificando una delle opportunità più clamorose. Ecco, il più grande difetto di questa squadra, oltre alla mancanza di centravanti, è quella di toccare troppe volte il pallone. La qualità tra i fantasisti c’è ma nessuno di loro ha tra le proprie corde la capacità di verticalizzare o il passaggio filtrante. Poi, al minuto 88, quando le speranze si stavano consumando come un cero al termine della sua esistenza, l’episodio che ha permesso a Theo Hernandez di riaccendere la fiammella della nostra passione.

I due terzini sono stati i migliori dei nostri. A dir la verità Conti, fino all’88’, avrebbe preso un voto più alto rispetto al suo collega di fascia opposta, merito di una prestazione maiuscola soprattutto in fase difensiva, con alcune sortite in avanti che hanno creato non pochi pericoli alla difesa del Parma. Theo Hernandez lo ha eguagliato nel giudizio con il gol decisivo, figlio della sua spiccata propensione ad offendere che lo porta, spesso e volentieri, ad occupare l’area avversaria. Ripeto quanto detto a settembre: se proprio vogliamo fare il giochino dei paragoni, a me, più che Serginho, ricorda il giovane Bale quando giocava terzino nel Tottenham.

Molto bene anche Bennacer, ormai padrone indiscusso della maglia da regista. Sufficienti anche Romagnoli e Musacchio anche se, ad onor del vero, con Kucka centravanti hanno fatto davvero poca fatica.

Tra i 3 fantasisti il migliore è stato Calhanoglu, soprattutto grazie ad un ottimo primo tempo in cui ha svariato per tutto il fronte d’attacco mentre è calato, molto, alla distanza, finendo stremato. Bonaventura ha cucito il gioco in maniera ordinata ma lo continuo a preferire come esterno. Ha il merito, comunque, di aver fatto nascere l’azione che ha portato al gol. Suso è stato il solito per 70 minuti: fermo sulla sua mattonella ha provato a rientrare sul suo piede un paio di volte senza, tuttavia, creare particolare apprensione alla difesa del Parma. Negli ultimi minuti, dopo l’ingresso di Leao che si allargava molto, si è accentrato ed è stato meno assente di altre occasioni nella zona centrale del campo, andando anche vicino al gol.

Kessie ha lottato e corso tanto e, così come il suo sostituto Krunic, ha fornito una prestazione senza squilli ma tutto sommato sufficiente.

Gravemente insufficiente, invece, la prestazione di Piatek che non riesce proprio a venir fuori dal tunnel. Oltre a non sfruttare le occasioni che gli capitano, non riesce a crearne individualmente ed è praticamente nullo come centravanti boa. Leao è entrato bene ma, come detto tante volte, non è un centravanti.

Alla fine salutiamo con gioia la vittoria ma qualcosa lì davanti va fatto. Ad esempio so che gli svedesi sono particolarmente prolifici…

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *