(di Antonio Signorato)

Caro Milan,

ti scrivo questa lettera in occasione del tuo centoventesimo compleanno.

Centovent’anni, dopotutto, sono davvero tanti e meritano una lettera d’auguri!

Se ci pensi, tu c’eri da prima che venissero combattute le due guerre mondiali, prima che l’uomo sbarcasse sulla Luna, prima che l’Italia diventasse una Repubblica.

Tu c’eri già e con te c’erano i cuori pulsanti dei tuoi primi tifosi.


Io, invece, non c’ero ancora e l
a nostra storia d’amore neanche.

La prima volta che ci siamo incontrati, infatti, tu di anni ne avevi già centoquattro e io appena dieci, eppureil nostro fu un colpo di fulmine in piena regola.

Ero così giovane che avevo visto più puntate di Holly e Benji che partite di calcio, un focoso appassionato che ti fu facile sedurre:con tutte quelle coppe, tutti quei campioni… come avrei potuto resistere?

Se ritorno con la mente a quei giorni, il primo ricordo che ho di noi è quell’incredibile Milan-Ajax del 23 Aprile 2003… te lo ricordi?

Io mi emoziono ancora al solo pensarci!

Era un quarto di finale di Champions League, una gara piena di emozioni al cardiopalma: due volte andammo in vantaggio e due volte fummo raggiunti; poi, come sempre, Superpippo decise di fare l’eroe e all’ultimo minuto salì fino al cielo per piazzare un pallonetto delizioso a scavalcare il portiere… al povero Tomasson non restò che appoggiare la palla in rete!

Esultai davanti alla tv come se a segnare fossi stato io: un’emozione così non si può dimenticare!

Da allora, la nostra storia d’amore non si è mai interrotta, al contrario è cresciuta, si è fatta sempre più intensa, ha vissuto momenti unici ed irripetibili.

Ti ricordi, per esempio, lo sguardo di Sheva a Manchester? O l’esultanza di Pippo ad Atene? O ancora Kakà che segna sotto la pioggia di San Siro, Gattuso che passa la vita a ringhiare su ogni pallone, Maldini che alza coppe su coppe…

Te le ricordi tutte queste cose? Perché io non potrei mai dimenticarle, sono attimi, partite, esultanze incise nel mio cuore, fotogrammi di una storia d’amore, la nostra, che non ha paragoni.

E sai una cosa? Ti amo ora come allora, nulla è cambiato per me.Anzi, forse ti amo ancora di più.

Che tu vinca o perda, che in campo vadano i più grandi fuoriclasse o una banda di “scappati di casa”, per me rimani sempre la squadra migliore del mondo!

Quando il Milan segna io esulto, quando il Milan vince io festeggio, quando il Milan gioca io tifo, tutto il resto poco importa.

L’unica cosa che conta, per me, sono i due colori che legano la mia passione a quella di milioni di altri tifosi in tutto il mondo: il rosso e il nero.

Questo amore, però, non ti serva da scusa per dormire sugli allori: c’è una storia di cui bisogna essere all’altezza e un popolo che sogna di tornare a vivere i fasti che merita.

Pertanto, ti rinnovo i miei auguri, caro Milan, affinché i prossimi centovent’anni siano pieni di emozioni, di passioni e di esultanze, proprio come quelli che hai già vissuto, che abbiamo già vissuto.

Tanti auguri, caro Milan, da un tifoso innamorato, che ti ama ora come allora.

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