Cadendo nella retorica spicciola si potrebbe facilmente dire che, con in campo un paio di quelli che hanno fatto la passerella tra il primo e il secondo tempo, i 3 punti li avremmo portati a casa, eccome. Ed invece ci tocca festeggiare il 120° compleanno del club con un pareggio casalingo a reti inviolate, frutto sì della sfiga ma anche della nostra cronica incapacità di trovare la via del gol.

E dire che l’atmosfera dello stadio era quella giusta per far festa davvero. 60.000 cuori appassionati muniti di sciarpa da ostentare con orgoglio sotto gli occhi dei 3 Capitani con la C maiuscola, degli allenatori degli anni d’oro e di un’altra ventina di giocatori che hanno contribuito a rendere inarrivabile la nostra Storia, anche questa con la S rigorosamente maiuscola. Ah, poi c’era anche Zaccardo, probabilmente a simboleggiare il momento in cui ebbe inizio quel declino che ci ha travolto nell’ultimo decennio e dal quale non riusciamo ancora ad uscire. D’altronde la Storia va ricordata tutta, dalla A al Giannino.

Tuttavia il Sassuolo di De Zerbi, squadra che temevo molto per come gioca e per quanto corre, non ha avuto alcun timore riverenziale nei confronti del festeggiato e, soprattutto nel primo tempo, ha più volte tentato di rovinare completamente il genetliaco rossonero con ripartenze fulminee guidate dall’imprendibile Boga e trame ottimamente orchestrate che ci hanno creato parecchi grattacapi senza, fortunatamente, impegnare in maniera severa Donnarumma. Noi siamo stati assolutamente in partita, sia chiaro, ma abbiamo sbattuto un paio di volte contro l’ottimo Pegolo e, soprattutto, siamo stati costretti ad ammirare un clamoroso errore di Bennacer che, dopo aver saltato persino il portiere, ha avuto paura di calciare di destro a porta vuota, facendosi ribattere la fuffulecchia mancina dal recupero di Berardi. In realtà un gol lo avevamo anche fatto, con il solito Theo, ma il VAR ci ha poi mostrato un bagher di Kessie che ha vanificato azione e gioia successiva.

Dopo la parata di stelle nell’intervallo, siamo rientrati in campo molto contratti, Bennacer ha commesso altri due errori clamorosi in fase di impostazione che per poco non ci costavano il gol, Suso e Calhanoglu hanno trotterellato per il campo ed il solo Bonaventura si è sbattuto per tutto il campo nel tentativo di aiutare l’isolato Piatek, finendo anche lui con il perdere spesso la lucidità al momento della giocata decisiva. Poi, nella seconda metà del tempo, li abbiamo schiacciati in area di rigore, complice il buon ingresso di Paquetà (se solo avesse tirato di prima invece di acchittarsela con la solita suola al primo pallone toccato) e quello devastante di Leao che, in un quarto d’ora, si è creato da solo due occasioni ed è stato fermato sulla strada che lo avrebbe eletto uomo partita esclusivamente dalla sfiga, sotto forma ora di traversa ora di palo esterno. Sinceramente, vista la situazione bloccata, credo che Pioli avrebbe dovuto inserirlo lasciando in campo anche Piatek, data la prova tutt’altro che positiva che stava fornendo Suso e quella, invece, comunque sufficiente del polacco. Fatto sta che il risultato non si è mai schiodato dallo 0-0 iniziale e che Pegolo, il loro portiere di riserva, ha deciso di diventare il protagonista assoluto del pomeriggio sventando, oltre al tiro di Paquetà, un’incornata di Piatek, un destro di Calhanglu, la ribattuta di Bonaventura e, proprio alla fine, l’ennesima incursione “in stile Bale” di Theo Hernandez.

Il francese è stato il migliore dei nostri, confermando di essere immarcabile quando parte palla al piede. A volte questa sicurezza lo spinge ad esagerare nel tenere palla ma già tremo al pensiero di non vederlo a Bergamo domenica prossima, causa ammonizione rimediata dal fiscalissimo Manganiello. Buona anche la prova di Conti dopo un primo tempo di sofferenza contro il frizzante Boga, a cui ha preso le misure nella seconda frazione. Romagnoli ha retto bene, anticipando sempre Caputo e chiudendo gli spazi che, invece, il suo collega di reparto Musacchio ha spesso lasciato liberi. Attento Gigio nelle due occasioni in cui è stato chiamato in causa dal sinistro di Kyriakopoulos.

Contraddittoria, invece, la prova di Bennacer che, a centrocampo, è stato protagonista assoluto in numerose occasioni, quando ha interrotto le fitte trame di gioco neroverdi ripartendo intelligentemente. Pesa, e non poco, la sua ostinazione nell’utilizzo del solo piede sinistro che gli ha fatto commettere due errori da matita blu e uno da terza categoria. Kessie è stato fumoso ed arruffone persino quando doveva solo ribattere in rete una respinta corta di Pegolo, sebbene il guardalinee avesse erroneamente segnalato il fuorigioco. Il suo sostituto Paquetà è entrato bene in campo, ha sfiorato il gol ma, con il passare dei minuti, si è perso nelle sue solite leziosità. Jack ha dato l’anima anche stavolta ma non è riuscito a trovare lo spunto decisivo ed, anzi, a volte ha tenuto troppo spesso la palla tra i piedi, rallentando l’azione.

A Calhanoglu tatticamente non gli si può rimproverare mai nulla perché corre per 90 minuti e lo si ritrova spesso vicino alla nostra area impegnato nel raddoppiare l’avversario ma questo gli costa tanto a livello di lucidità e velocità in fase offensiva. Ed infatti non riesce mai ad emergere dal grigiore. Suso, dopo aver dato qualche segnale di ripresa nelle scorse partite, è tornato ad essere irritante, monotematico e fermo nel suo metro quadro. Andava sostituito molto prima. Piatek ha lottato, non ha avuto particolari occasioni fatta eccezione per un bel colpo di testa su cui si è disteso il loro portiere ma, nel complesso, ha aiutato la squadra. Certo, da un centravanti ci si aspetta la giocata ad effetto, la stoccata decisiva tipo quelle che ha mostrato Leao nei 15 minuti che ha avuto a disposizione. Farli giocare insieme, anche solo per spezzoni di match, non dovrebbe essere un’eresia.

Insomma questo compleanno importante meritava di essere festeggiato in un altro modo, i giocatori ce l’hanno messa tutta, senza riuscirci, ma questo passa il convento e la torta è rimasta senza candeline. Tuttavia la nostra Storia, quella con la S maiuscola, non potrà certo essere scalfita da un pareggio.

Tanti auguri caro vecchio Milan. E, mai come in questo momento, ad maiora!

 

 

 

 

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