Si torna al “doppio impegno“, non è la Champions League, nemmeno l’Europa League, ma per questo Milan, la Coppa Italia in questa stagione, va considerata come tale.

Le formazioni

La Coppa Italia da sempre grandi soddisfazioni, è un po’ il momento che tutti i Supereroi aspettano. Quindi, dentro il Donnarumma forte, che finalmente ha la possibilità di mostrare al mondo chi ha insegnato a Gigio come si sta tra i pali, dentro Kjaer, per far vedere che non solo l’Atalanta fa giocare calciatori dati per morti alla prima occasione (ogni riferimento a Caldara è casuale) e udite udite, Ante Rebic, che non dovesse tornare a Francoforte, è destinato a prendere il posto del Lord Borini nel cuore dei nostri tifosi.

La Spal se possibile fa anche peggio, schierando contemporaneamente Paloschi e Floccari, ormai noti come i “Gemelli del non goal”.

La cronaca

Da subito si capisce che è una gara di Coppa Italia, insulti dalla tribuna che si comprendono perfettamente, stadio mezzo vuoto e possibilità per calciatori che faticherebbero a giocare in 3a categoria.
Il Milan riesce subito a prendere in mano la situazione, gli emiliani potrebbero anche vestirsi di verdeoro, non per il talento, ma per le marcature che sono più larghe delle strade negli Stati Uniti.

Questa non marcatura, consente il verificarsi di 2 eventi paranormali :

– un assist di Rebic, che poi Castillejo sbaglia, sbilanciato da un soffio di vento.

– Piatek riesce a segnare su azione.

Dopo 20′ il polacco la sblocca grazie ad un buon movimento premiato da Bennacer che oggi si improvvisa anche fantasista.

Nei minuti successivi i rossoneri sprecano, ma al minuto 44, dopo un ulteriore addestramento dal Genio delle Tartarughe, Samu Castillejo trova il 2 a 0, dimostrando che quel tipo di gol, non lo sa fare solo Suso. Un messaggio chiaro. C’è spazio solo per uno spagnolo.

Il nel secondo tempo la Spal non riesce a reagire, anzi, concede 3 palle gol clamorose che però Piatek e Rebic sbagliano volutamente per aggiudicarsi il titolo di nuovo Kalinic.

Il Milan di fatto gestisce, Bennacer organizza la manovra come il Maestro Beppe Vessicchio fa con l’orchestra al Festival di San Remo.

I minuti passano senza troppe difficoltà, fino a quando Theo Hernandez, al minuto 66′, decide di ricordare a tutti CHI È IL CAPOCANNONIERE e spacca la porta, sparando un bolide che abbiamo visto calciare soltanto a Mark Lenders. 3 a 0 e tutti a casa.

Nel finale c’è spazio per Paquetà e Suso che non incidono. Anzi, il brasiliano rischia di causare un rigore che però Andonio, neutralizza manipolando la mente dell’addetto al Var, salvando così la sua imbattibilità.

Non è la Champions, ma passiamo un turno di coppa

 

TOP & FLOP

Top:

Castillejo: gli allenamenti proseguono. La perdita del Lord Borini è stata come quella di Crilin per Goku. Ora esaudisce anche i desideri : Il panchinare Suso. #DragoShenron

Theo : Piatek prova il sorpasso nella classifica cannonieri. Lui mette subito in chiaro le cose facendo vedere chi dei 2 spara più
forte. #Cannoniere

Bennacer : “Acer” non è la parte finale del suo cognome, ma la marca del processore che gli fa fare sempre la scelta giusta. #Windows10

Flop:

Bonaventura: ormai con il ritorno di ibra si pensa che vecchio voglia anche dire esperto e decisivo in campo, ecco lui è decisivo solo più nei tornei di briscola. #Malaventura

Conti : oggi servirebbe un pallottoliere per trovare il numero preciso dei suoi errori. Più in ritardo di Trenitalia negli interventi #NonSapevoDiEssereInCampo

Tomovic: si è fatto bruciare in velocità da Piatek, basta questo vero?
#Lumacovic

 

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