Tre punti, Rebic e Gigio. Tutto il resto rivedibile e rimandato. Dopo la rocambolesca vittoria di domenica scorsa, netto passo indietro della squadra dal punto di vista del ritmo e dell’intensità, complice probabilmente la cervellotica esclusione dall’11 iniziale dell’uomo più in forma della squadra e l’ottima prestazione del Brescia che ci ha imbrigliato per buona parte della partita, mettendoci sotto in diverse fasi della stessa. Insomma la mediocrità è riemersa prepotentemente, solo che stavolta l’abbiamo sfangata. E a proposito di tasso tecnico, visto che siamo nella settimana finale di questo calciomercato in cui pare che nessuno voglia spendere un euro per quelli che vogliamo vendere, propongo a Boban e Maldini di offrire Paquetà, Suso, Kessie e Calhanoglu agli amici bresciani per uno scambio alla pari con Tonali. Loro si salverebbero, noi porteremmo a casa un fuoriclasse di 20 anni.

Primo tempo compassato del Milan che, nella parte centrale, ha rischiato grosso grazie a due colpi di testa di Torregrossa, fuori di un niente, e Aye, sul quale è stato bravo Donnarumma. Sinceramente non riesco a capire come sia possibile che, nelle 20 partite giocate finora, le prime frazioni siano state quasi sempre le stesse, ossia molli e svagate. E dire che l’occasione di Kessie dopo 30” mi aveva fatto ben sperare ed invece, dopo un quarto d’ora in cui siamo andati vicini al vantaggio con un sinistro di Bennacer ed un colpo di testa in compartecipazione tra Ibra e Cistana, siamo lentamente usciti dalla partita, lasciando il campo a Tonali & co. che a centrocampo hanno fatto il bello ed il cattivo tempo, con Torregrossa a farla da padrone nelle loro ripartenze. La prestazione stavolta svagata di Theo, quella inconsistente di Kessie, Calhanoglu e Castillejo e quella assolutamente insufficiente di Ibra, che si è divorato un gol grosso come una casa alla fine del tempo, hanno reso più che giusto lo 0-0 con cui siamo scesi negli spogliatoi, con tanto di angoscia dovuta al tris di gialli collezionati (di cui uno, quello di Kijaer, dopo 1 minuto, che ha idealmente chiuso la linea tracciata al 92’ di Milan-Udinese con l’ammonizione per eccesso di esultanza di Castillejo).

I primi 25 minuti del secondo tempo sono stati una sofferenza totale. Non ci abbiamo capito praticamente nulla, fatta eccezione per un destro di Calha che ha fischiato vicino al palo. Le rondinelle arrivavano sempre prima sul pallone, i nostri sbagliavano qualsiasi passaggio e a centrocampo Tonali dominava su Kessie, che ha continuato a girare a vuoto, e Bennacer, calato dopo un buon primo tempo. Ci hanno tenuto a galla la sorte sulla bella semirovesciata di Torregrossa e Donnarumma con due parate mostruose su Bisoli e sullo scatenato centravanti bresciano. Poi Pioli ha deciso di buttare in campo Rebic, togliendo un Leao sì fumoso ma sicuramente più meritevole di Calhanoglu di restare in campo. E ha avuto ragione lui visto che il turco ha trovato Ibra con un gran lancio, lo svedese ha messo magistralmente in mezzo nella zona in cui gravitava il novello Re(bic) Mida rossonero che ha girato in rete la palla sporca arrivatagli sul sinistro. Dopo l’immeritato vantaggio abbiamo serrato le fila e, ad eccezione di un tiro strozzato di Ndoj, non abbiamo rischiato più nulla andando, anzi, vicinissimi al raddoppio con un sinistro terrificante di Theo che ha spaccato la traversa.

Il merito della vittoria, come detto, se lo dividono il nostro portierone e Rebic. Gigio, a 20 anni, è già capace di regalare alla squadra 10/15 punti a campionato, al netto degli errori di gioventù. Pensate quando non ne farà più. Rebic sta vivendo un magic moment alla Pippo Inzaghi, una scossa elettrica che scuote la squadra e che trasforma in oro qualsiasi cosa tocchi. Tra i sufficienti inserisco Romagnoli, sempre attento sulle decine di palloni che sono arrivati nel cuore dell’area, e Bennacer, che ha giocato da solo (in tutti i sensi, a volte converrebbe passarla quella palla) a centrocampo, rimediando la solita ammonizione che gli costerà il Verona ma gli preserverà il derby. Theo ha giocato male, diciamo la verità, ma quando è partito palla al piede dalla nostra area di rigore, si è bevuto uno di loro con un tunnel e ha sfondato la traversa mi ha regalato il momento più emozionante della partita. Conti sempre troppo timido mentre Kijaer ha retto nel gioco aereo, meno con palla a terra.

Non ho le statistiche sotto mano ma credo che Kessie abbia fatto almeno 12/13 Km in 90’. Peccato che abbia toccato al massimo 10 palloni, sbagliandone 8. Ad eccezione del lancio in occasione del gol male anche Calhanoglu, mai propositivo ed incapace di giocare sulla fascia. Malino anche Castillejo che, così come Leao, non ha ripetuto l’ottima prestazione di domenica scorsa. Ibra è statuario, nel senso che è fermo come una statua ma, nonostante questo, con i piedi riesce ancora ad arpionare palloni a 2 metri d’altezza e a servire deliziosi cioccolatini per i compagni.

Ad ogni modo si dice che vincere aiuti a vincere. E sappiamo tutti quanto sarebbe bello ripetere all’infinito questa banalità.

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