“Non è necessario un maschio per giocare a basket, per quello basto io!”. Giada, queste parole sono musica per le nostre orecchie. La ragazzina tredicenne che le ha pronunciate aveva una grande personalità, probabilmente un carattere forgiato anche da due ottimi genitori. In modo particolare il suo papà, leggenda della pallacanestro, era fierissimo di avere una figlia che desiderava calcare le sue orme e la allenava pure!

Quando sarai più grande ti racconterò di Kobe “Black Mamba” Bryant, per altro cresciuto a Reggio Emilia, e della sua Gianna detta Mambacita, entrambi scomparsi molto prematuramente lo scorso 26 gennaio.

 

Sono stati scritti fiumi di parole da domenica sera e magari qualche mia frase sembrerà già sentita o troppo scontata, ma con la rubrica che gestisco su questo sito mi sembrava giusto spendere qualche parola. Se da sportiva e tifosa dei Lakers non riesco a metabolizzare la morte di Kobe, perché mi sembra irreale, da mamma non riesco ad accettare la fine di GiGi e della sua amica.

Io non so se esista una vita dopo la morte, ma non me la sento di pronunciare il solito “R.I.P.” perché tu, Gianna, non puoi riposare. Una ragazzina bella e intelligente che inseguiva un sogno non può farlo! Io ti voglio immaginare in un infinito 1 v 1 con la tua amica e compagna di squadra Payton, che magari era seduta vicina a te su quel maledetto elicottero. Con il tuo papà che vi corregge i movimenti sbagliati e vi insegna a smarcarvi e schiacciare.

Un abbraccio forte a mamma Vanessa.

P.S. per il tuo papà:

dicono che la morte trasformi un fuoriclasse come te in leggenda. Tu eri già leggenda e la signora con la falce ci ha voluto mettere il becco. Ingiusto, assurdo, irreale. Voglio citarti una frase che ho letto su una maglietta vista su Facebook: “il basket esiste perché anche i calciatori hanno bisogno di supereroi”. I Ragazzi hanno ancora bisogno di te, per favore ogni tanto buttaci un occhio …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *