Che gioia: per 140 minuti su 180 il Milan è stato nettamente più forte di Inter e Juve, attuali primi della classe. Che tristezza: alla fine il Milan ha portato a casa una sconfitta ed un pareggio. Sono questi gli unici dati che mi piacerebbe analizzare dopo la partita di ieri. Sull’arbitraggio faccio solo un cenno perchè è ormai tutto così scontato da essere diventato noioso: fischi chirurgici, vantaggi concessi e poi revocati, gialli facili e nervosismo alle stelle. E se, puta caso, qualche episodio dovesse sfavorire quelli là (il rigore su Cuadrado c’era, così come il cartellino arancione di Kessie, bisogna ammetterlo) si trova sempre il modo di compensare il presunto torto precedente, perchè in Italia gli arbitri hanno un cuore e non un cassonetto della spazzatura e quindi, come cantavano Elio e le Storie Tese tanti anni fa, arbitrano “nel segno dell’amore, con evidenti benefici per la propria carriera.

La prima mezz’ora del primo tempo è stata giocata sulla falsariga del primo tempo contro l’Inter: squadra corta e compatta, aggressiva, veloce e pericolosa con i tiri da fuori di Kessie, Rebic e, soprattuto, Calabria che ha chiamato Buffon alla grande parata. Poi la Juve è riuscita a venire un po’ fuori ma senza creare particolari pericoli a Donnarumma, fatta eccezione per una buona parata su Cuadrado. Il nostro centrocampo ha, infatti, retto benissimo il confronto con i tanto celebrati avversari e la difesa non ha mai sofferto contro CR7 e Dybala costringendoli, spesso, a venir fuori per trovare palloni giocabili. Si è, quindi, andati al riposo sullo 0-0 e con la certezza che la finalista di Coppa Italia fosse già decisa, viste le ammonizioni (entrambe sacrosante) dei diffidati Ibra ed Hernandez, quest’ultimo reo di aver protestato dopo la mancata concessione di una punizione visibile anche dalla luna, ma non dagli occhi e dal cuore di Valeri. Theo, in Italia va così: zitto e muto.

Dopo la disfatta del derby temevo il secondo tempo ed invece la squadra è rientrata in campo ancor più concentrata e volitiva ed ha sfiorato subito il gol, prima con Rebic, su sponda di Ibra, e poi con Ibra, su assist di Rebic, con Buffon protagonista in entrambe le occasioni. Il crescente feeling tra i due è evidente e confortante. Il netto predominio territoriale si è, finalmente, concretizzato al minuto 60 quando Ante il croato ha anticipato il solito, dormiente De Sciglio sul cross di Castillejo e, di piattone, ha insaccato il meritatissimo vantaggio. Da lì in poi di occasioni da gol non ne sono più arrivate, nè da una parte, nè dall’altra, ma l’ha fatta da padrone l’arbitro ed il nervosismo che è riuscito a iniettare nel match dopo ogni decisione presa con il c…uore. E visto che, dalle partite “confuse”, non si sa come, la Juve non esce mai sconfitta, ecco che il generosissimo rigore fischiato al 90′ ai bianconeri, e poi trasformato da Ronaldo, non ha sorpreso proprio nessuno.

Rebic è stato di gran lunga il migliore dei nostri. L’arrivo di Ibra lo ha sbloccato, trasformandolo da brutto anatroccolo in cigno (con la “c” minuscola, per non correre il rischio di blasfemia). Lo svedese, dal canto suo, non è stato così dirompente come contro l’Inter ma ha comunque meritato la sufficienza. Ottimi anche i due centrali difensivi. Menzione particolare per Calabria, autore di una grande partita e il cui unico torto è stato quello di avere un braccio sinistro. Benissimo anche Bennacer e Kessie a centrocampo, autori di una prestazione di qualità e sostanza. Sufficienti Calhanoglu e Castillejo che hanno corso tanto ma senza spunti di rilievo. Maluccio, invece, Theo che deve imparare presto a frenare la sua irruenza perchè, in partite come queste, farsi ammonire per proteste è da polli (ma vale anche per Castillejo), farsi espellere per un pestone nella trequarti avversaria è da cretini.

Come detto all’inizio conforta l’idea di aver, probabilmente, trovato il bandolo della matassa con questo modulo e questi interpreti. Speriamo che in campionato, anche contro avversari meno blasonati, le risposte siano le stesse che abbiamo visto in questi quattro giorni. E’ da lì che dobbiamo tentare l’approdo in Europa visto che la qualificazione per la finale è sicuramente andata perchè eliminare la Juve dalla Coppa è impossibile. Almeno qui in Italia.

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