Ad inizio luglio avrei firmato con il sangue per fare 7 punti nel trittico d’inferno contro Lazio, Juve e Napoli che, nel girone di andata, ci aveva garantito 1 solo misero punticino. Sottoscrivo, quindi, volentieri questo pareggio in casa partenopea, sofferto, sudato e, per questo motivo, meritato che ci tiene in zona Europa League, agganciati a quelle che ci precedono.

Da quando è ripartito il campionato, quella di ieri è stata la partita più travagliata. Rino, per la prima volta avversario, ha schierato un Napoli attento e propositivo, con il tridente sarriano Callejon-Mertens-Insigne dai meccanismi pluricollaudati, letali nei tagli e negli scambi ad alta velocità. Va da sè che nei primi 20 minuti solo un grandissimo Donnarumma ci ha permesso di restare a galla, grazie a due parate super: la prima oppenendosi in allungo allo scatenato folletto belga che, dopo aver fatto secchi Conti e Paquetà, ha indirizzato un destro velenoso sul palo lontano, la seconda bloccando sotto la pancia il tap-in quasi a colpo sicuro di Callejon, servito sempre da Mertens, partito in slalom sempre dal nostro lato destro. Appena abbiamo messo la testa fuori dal guscio, tuttavia, gli abbiamo fatto malissimo: Bennacer ha imbucato Rebic nel corridoio, Ante è rientrato ed ha crossato lungo per l’accorrente Theo Hernandez che non si è fatto pregare ed ha scaricato in rete il suo sinistro al volo. L’immeritato vantaggio, però, non ha  portato alcun beneficio alla nostra manovra, rimasta sempre compassata e passiva, con Ibra e Paquetà, in particolare, molto imprecisi e fuori dal gioco. La reazione del Napoli non si è fatta attendere, Zielinski ha fatto sibilare il suo destro accanto al palo poi, al minuto 34, è arrivato il pareggio azzurro, con Donnarumma stavolta protagonista in negativo, autore di un intervento goffo che ha spalancato la porta a Di Lorenzo ed ha condizionato il resto della sua partita, fin lì perfetta e da lì in avanti quanto mai insicura ed imprecisa (fatta eccezione per una parata monstre su Callejon, in un’azione poi fermata per fuorigioco).

Il secondo tempo si è aperto con Saelemaekers al posto del deludente Paquetà e con un tiro di Ibrahimovic bloccato da Ospina. La partita, comunque, hanno continuato a farla i partenopei che hanno collezionato una serie di calci d’angolo sui quali Donnarumma è andato spesso in affanno. Al minuto 60 il Napoli ha, così, trovato il vantaggio a seguito di un’azione scolastica sviluppatasi sull’asse Fabian Ruiz-Callejon-Mertens che ha visto i nostri difensori osservare il tutto in maniera piatta e passiva e Gigio ancora incerto sul destro del belga, leggermente deviato da uno scarpino rossonero. Pioli, a questo punto, ha tolto il totem Ibra, quanto mai fermo e sempre sovrastato dal gigante Koulibaly, oltre a  Calhanoglu per inserire Leao e Bonaventura. Ed ha avuto ragione perchè, da quel momento in poi, la squadra è tornata a giocare alla pari con il Napoli, grazie alla spinta ed alla corsa che i subentrati garantivano sulle fasce ed alla maggiore presenza in attacco, nella zona in cui si era spostato Rebic. Al minuto 73 l’arbitro La Penna ha giudicato falloso il contatto tra Maksimovic ed il volitivo Bonaventura all’interno dell’area di rigore, Kessie non ci ha pensato due volte ed ha spiazzato il portiere, agguantando il pari. La girandola di cambi nell’ultimo quarto d’ora non ha apportato null’altro alla partita: il Napoli ha continuato ad attaccare con più costanza, ma noi siamo ripartiti con maggiore pericolosità. La partita si è, quindi, chiusa con l’evitabilissima espulsione di Saelemaekers, che ci ha costretti a vivere gli ultimi minuti barricati in area di rigore, e con l’inspiegabile scelta di Bennacer di non scodellare nella mischia la punizione da posizione favorevole a 10 secondi dal termine.

I migliori dei nostri sono stati i due centrali di centrocampo capaci, ancora una volta, di garantire sostanza (Kessie) e fosforo (Bennacer) per tutta la gara. Stanno tirando la carretta dall’inizio, tocca a Pioli preservarne lo stato di grazia fino a fine campionato. Tutto sommato positiva anche le prove dell’altra coppia, quella difensiva, più volte sollecitata dai tagli e dai movimenti del tridente napoletano e sempre attenta sulle palle alte che, soprattutto nel secondo tempo, spiovevano con allarmante frequenza in area di rigore. Conti, dopo un inizio shock nel quale non ci ha capito nulla, anche perchè nemmeno minimamente aiutato da Paquetà, si è ripreso con il passare dei minuti, non disdegnando anche puntate in avanti, grazie al supporto di Saelemaeker, giocatore che si conferma duttile e  pugnace, ma estremamente ingenuo nel beccarsi 2 gialli in 5 minuti. Theo ha dato lustro ad una prova sufficiente con il gran gol del vantaggio, mentre Rebic ha corso tanto ma quagliato poco. Calha è stato molto meno presente rispetto ad altre occasioni mentre Bonaventura ha dato al centrocampo la verve necessaria a raggiungere il pari. Nettamente insufficiente la prova di Ibra e del solito indolente Paquetà, così come quella di Donnarumma, quanto mai incerto nelle uscite e poco reattivo in occasione dei due gol subiti.

Se questo mini torneo post Covid fosse un campionato a sè, saremmo in piena zona scudetto. Purtroppo è solo l’appendice di un campionato iniziato malissimo e che dobbiamo provare a chiudere al meglio. Per ora ci stiamo riuscendo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *