Se il Milan del post-Covid viaggia come una corazzata rispetto a quello titubante ed incostante della prima parte della stagione, il Parma attuale ha fatto esattamente il percorso inverso ed è praticamente fermo al palo dal momento della ripartenza. E’ chiaro, quindi, che la vittoria contro gli emiliani fa piacere ma non sorprende. Giusto, però, sottolineare il modo in cui è arrivata, in rimonta contro una squadra completamente arroccata in difesa e temibile in contropiede.

Il primo tempo ha ricalcato i primi 45 minuti di Ferrara, con la sola differenza nel numero dei gol subiti: nelle uniche due occasioni in cui ha tirato in porta il Parma ne ha fatto uno solo, la Spal fece addirittura bottino pieno. La partita l’abbiamo fatta noi sin dall’inizio ma non siamo riusciti a concretizzare la grande mole di gioco sviluppata causa qualche centimetro di fuorigioco in occasione del gol annullato a Bonaventura, sfiga sul colpo di testa di Romagnoli che ha incocciato la traversa ma soprattutto tanta, troppa supponenza ed imprecisione nel tiro (Ibra ha calciato spesso e male, Biglia ha sparacchiato alto dal limite dell’area, Leao ha ciabattato al lato e Theo Hernandez si è divorato il pareggio dopo assist alla Rui Costa di Kessie che lo ha messo a tu per tu con Sepe qualche secondo dopo il vantaggio gialloblu). Fatto sta che, a pochi minuti dal termine della frazione e dopo aver rischiato di andare sotto con Gervinho che ha buttato alle ortiche la solita accelerazione fulminante, Kurtic ha trovato il destro giusto sul palo coperto da Donnarumma, sfruttando il bel passaggio di Grassi che si è inserito in una difesa abbastanza statica.

Nel secondo tempo lo spartito è stato lo stesso ma interpretato dai nostri con un piglio diverso. Leao ha iniziato finalmente a puntare l’uomo, Ibra, complice anche l’uscita di Bruno Alves, ha sfruttato maggiormente la sua stazza nelle sponde e, soprattutto, Calha e Bonaventura sono entrati finalmente nel cuore del gioco. Dopo dieci minuti, tuttavia, il risultato era ancora bloccato sull’1-0 e mentre Pioli stava meditando di far entrare Bennacer e Rebic, il nostro attuale miglior giocatore, al secolo Frank Kessie, ha ricevuto palla ai 25 metri, si è accentrato ed ha scaricato un destro terrificante che si è insaccato alle spalle di Sepe dopo aver baciato il palo. Tre minuti dopo un miracolo ha illuminato San Siro: abbiamo segnato un gol di testa sugli sviluppi di calcio piazzato! Capitan Romagnoli è, infatti, svettato al centro dell’area inzuccando perfettamente la palla dolce scodellatagli sul capo da Calhanoglu. Dopo averla ribaltata ci siamo buttati in avanti alla ricerca del terzo gol, attraverso trame di gioco belle, veloci e, quindi, potenzialmente pericolose se non effettuate correttamente. Ed infatti con due errori in uscita abbiamo innescato la velocità di Kulusevski che prima ha colpito la traversa, grazie alla provvidenziale deviazione di Kjaer, poi ha messo Inglese davanti a Donnarumma, bravissimo a respingere il suo tiro da pochi metri. Scampato il pericolo siamo, fortunatamente, riusciti ad andare a distanza di sicurezza con il destro secco e radente di Calhanoglu, servito alla perfezione da un Bonaventura che, in solitaria, si era portato dietro mezzo Parma.

A quel punto le squadre si sono spaccate in due, con il Milan che avrebbe potuto segnare altri gol placando, soprattutto, la fame di gol dell’insofferente Zlatan che, tuttavia, tolto un colpo di testa fuori di niente, non è riuscito mai a rendersi davvero pericoloso. Prima del fischio finale Sepe ha negato a Rebic la solita, piacevole gioia del gol respingendogli il tiro a botta sicura, dopo assist di Ibra.

Kessie ha difeso, attaccato, contrastato, lanciato, imbucato e segnato. Tutto in maniera perfetta. Impressionante. A mio avviso molto buona anche la prova del suo compagno di reparto Biglia che, dopo un’assenza dall’11 titolare di non so quanti mesi, non ha affatto sfigurato in regia. Certo Bennacer è un trottolino che va a velocità doppia rispetto a lui, e lo ha dimostrato nella mezz’ora in cui ha giocato, ma sapere di avere un cambio all’altezza in quel ruolo è importante. Theo Hernandez sta continuando a sfoderare prestazioni molto confortanti in fase difensiva, dove migliora a vista d’occhio, poi quando accelera e strappa non ce n’è per nessuno, lo sappiamo. Secondo me anche Conti ha giocato bene, almeno fino a quando non ha preso l’ammonizione per recuperare ad suo errore in uscita. Bene ha fatto, quindi, Pioli a sostituirlo con Calabria, che ha spinto e non ha sofferto. Kjaer meglio di Romagnoli, comunque sufficiente al netto del gol segnato. Donnarumma ha riscattato il mezzo passo falso di Napoli con due grandi interventi su Inglese e Darmian. Bonaventura e Calhanoglu sono saliti in cattedra nella ripresa e la squadra, infatti, ha avuto un altro passo. Leao, dopo un primo tempo anonimo e scolastico, è stato sostituito proprio mentre stava carburando. Al suo posto è entrato un Rebic arruffone e poco incisivo. Ibra è il solito bullo arrogante che pretende di far tutto lui anche se cammina in campo. Carisma, fisico e piedi, ad oggi, gli danno ragione.

Vinciamo e convinciamo, la squadra ha forma e sostanza, i meriti di Pioli sono innegabili, così come la crescita dei singoli, abbiamo raggiunto il Napoli, recuperando punti anche alla Roma e piazzandoci stabilmente in zona Europa. C’è poco da fare, viviamo un magic moment, segno di un’estate che vorrei potesse non finire mai, come diceva quella canzone.

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