Questo campionato estivo ha sconvolto certezze ormai acquisite nel tempo. E non m riferisco solo a questioni prettamente calcistiche. Ad esempio io non sono mai stato un fan delle partite di precampionato. Le serate di luglio e agosto le ho sempre dedicate allo svago e alla famiglia, fregandomene bellamente delle varie amichevoli estive. Lo devo a mia moglie e alle mie figlie che mi sopportano, lì appollaiato sul divano, per il resto dei mesi. Ora, invece, capita che il campionato si giochi di sabato sera, a luglio inoltrato, facendo sorgere l’obbligo morale, per i malati come me, di dover condividere partita e cena con gli amici/festa di compleanno di turno. E’ quanto capitatomi ieri sera.

Munito di cellulare mi sono accomodato a tavola e, tra un prosecco e l’altro, in attesa dell’antipasto di mare e del crudo di pesce, ho strabuzzato gli occhi nell’ammirare, sin dalle prime battute, il Milan mettere alle corde un Bologna che, ricordiamolo, non più tardi di qualche giorno fa, sullo stesso prato, aveva battuto, con pieno merito, la seconda squadra di Milano. Quando Saelemaekers ci ha portato in vantaggio, con un preciso sinistro a conclusione di un’azione bellissima (anticipo di Theo nella nostra metà campo, sgroppata di Rebic con colpo di tacco smarcante per il treno franco-spagnolo e velo geniale di Zlatan), eravamo già andati vicini al gol un paio di volte. Il cronometro segnava solo il minuto numero 9. Pochi giri di lancette e Skorupski si è dovuto opporre a Calhanoglu messo davanti al portiere dall’onnipresente Ante. La furia rossonera non si è placata, la mia voglia di gustarmela unitamente a del buon vino nemmeno. Sono arrivato così già brillo al 2-0 del nostro numero 10, bravo a sfruttare la cappella del portiere avversario che gli ha calciato addosso un rinvio di piedi.

L’armonia di gioco rossonera, nata dalla ferocia nel recupero palla sapientemente combinata con la sagace capacità di sviluppare velocemente gioco attaccando gli spazi, ha generato un paio di ulteriori occasioni nel corso del primo tempo, con protagonista Kessie, che ha prima colpito il palo e poi chiamato Skorupski alla deviazione in angolo. Insomma, quando è arrivato il crudo ero pronto godermelo appieno, tronfio nel mio doppio e meritatissimo vantaggio, ma il gol di Tomiyasu, bravo a scaricare il sinistro nel sette dopo aver saltato troppo facilmente Romagnoli al limite dell’area (non è la prima volta che capita, purtroppo), mi ha reso leggermente più preoccupata la degustazione.

Nulla di grave, tuttavia. Ed infatti, dopo 3 minuti dall’inizio del secondo tempo, ci ha pensato Bennacer a marcare di nuovo la distanza, piazzando alle spalle del portiere felsineo il 3-1, dopo essersi incuneato nel cuore della difesa rossoblu. A quel punto la partita era in ghiaccio, il vino pure e, in coincidenza con i primi, è arrivato il quarto gol di Rebic, a corredo di un’altra azione corale bellissima: Ante ha sfruttato l’assist di Ibra e, dopo aver lasciato sul posto il suo marcatore con una finta di corpo, ha insaccato di destro. Ho quindi trascorso il resto della cena con serena ed alticcia felicità: tra un risotto di mare ed innumerevoli bicchieri di vino, mi sono gustato le ormai famose accelerate post sessantesimo minuto di Theo, un’occasione sprecata da Krunic, un salvataggio sulla linea su tiro di Leao, una cazzata di Kjaer con gran parata di Donnarumma sul susseguente calcio di punizione indiretto di Santander, un rinvio horror di piede di Gigio ed altre amenità. Ricordo che ero così inebriato dall’alcol e dalla prestazione del Milan che mi aspettavo, da un momento all’altro, l’ingresso di Gullit e Van Basten. La meritata sigaretta che ha accompagnato l’amaro ghiacciato a fine cena è coincisa con il quinto gol rossonero, a conclusione dell’ennesima azione a tutta birra del Milan, nata da sontuoso stop di Calabria nella nostra trequarti e conclusa dallo stesso terzino che è andato a raccogliere l’assist di Leao nella loro area di rigore.

Trovare un migliore tra i nostri mi risulta difficile, e non solo per colpa del tasso alcolico raggiunto. La prestazione corale della squadra è stata, infatti, davvero eccellente. Tutti i reparti hanno funzionato alla perfezione, con i giocatori che sapevano esattamente cosa fare, quando e come farlo. Tuttavia la prestazione sontuosa di Rebic merita una sottolineatura particolare. Se, in questo 2020, ad Ibra va dato il merito di averci dato la scossa dal punto di vista mentale, ad Ante spetta indubbiamente quello di averci trascinato in campo. Ottime le prestazioni di tutti gli altri, da Theo cavallo pazzo a Calabria addirittura goleador, passando per il solito Calha ed i neofiti del gol Saelemaekers e Bennacer. Kessie ancora mostruoso e sempre più a suo agio persino nell’inedito compito di assistman. Ibra sopperisce con un’intelligenza calcistica unica la sua poca mobilità. La Supremazia si dimostra anche così. Bene tutti i subentrati, con Leao particolarmente attivo, così come Kjaer, cui va perdonato il retropassaggio sbagliato a risultato ormai acquisito. Stesso dicasi per il rinvio sbagliato di Gigio. Romagnoli, come detto, ha mostrato ancora una volta il suo punto debole in occasione del gol del Bologna, piantandosi al limite dell’area e facendosi saltare davvero troppo facilmente.

Leggo e sento, da tifosi avversari e rossoneri tafazisti, che non bisogna gioire troppo, che non è il caso di esaltarsi, che al massimo possiamo arrivare in Europa League, che siamo abituati ad altri palcoscenici e ad altri trionfi, che il vero Milan è un altro e bla bla bla… Ok, va bene tutto, ma io, in questo mese di luglio, mi sto divertendo come un matto. Voi?

 

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