La vittoria di Reggio Emilia ci da la matematica certezza di giocare l’Europa League l’anno prossimo. Considerando che, un mese fa, eravamo ottavi a soli 39 punti è l’ennesima conferma di quanto di buono fatto dai ragazzi di Pioli nel mini torneo che si sta per concludere.

Nel primo tempo le note negative, rappresentate dagli infortuni di Conti e Romagnoli e dall’ammonizione del diffidato Theo, hanno fatto il paio con quelle positive, ossia la doppietta di Ibra e l’espulsione di Bourabia che ci ha permesso di giocare con il vantaggio numerico nel risultato e negli uomini per tutto il secondo tempo. E dire che il Sassuolo è partito sicuramente meglio di noi, aggredendoci e invischiandoci nell’ormai famosa ragnatela di passaggi di De Zerbi, con un Berardi in gran spolvero il quale, tuttavia, è riuscito a rendersi pericoloso solo con un destro debole. Appena abbiamo provato a mettere la testa fuori dal guscio Kessie ha approfittato di un rinvio sbagliato, Calha ha trovato libero il testone di Zlatan in mezzo all’area e la fame di gol dello svedese, così evidente nelle scorse partite, è stata finalmente placata. Dopo il vantaggio abbiamo controllato agevolmente i terribili ragazzi in nero-verde che, pur volitivi e aggressivi, non sono mai riusciti ad impensierire Gigio, diventato capitano, alla duecentesima in A, dopo l’uscita per infortunio di Alessietto. Il solito rigore per palla che colpisce braccio – in questo caso è stato quello sinistro di Hakan – ha, tuttavia, permesso a Caputo di raddrizzare il risultato al minuto 42. Il turco, però, si è subito fatto perdonare e, complice la foga del Sassuolo nel portare ben 7 uomini nella nostra metà campo su un calcio piazzato, è partito in contropiede e, sfruttando il taglio di Rebic, ha imbucato un pallone delizioso per Ibra, permettendogli di saltare Consigli prima di depositare in rete il 2-1.

Fino al 65’ non è successo più nulla, eccetto l’ennesima perdita per la prossima partita contro l’Atalanta, grazie al fiscalissimo Pairetto che ha deciso di ammonire il diffidato Bennacer per un normale fallo a centrocampo, e una potenziale tripletta divorata da Ibra che ha sbagliato lo stop in corsa sull’uno-due con Kessie. Poi Calabria ha buttato alle ortiche una buona occasione, Bennacer ha colpito il palo esterno e Bonaventura si è fatto ribattere un doppio tap-in dal portiere emiliano dopo un destro dell’onnipresente Frank. Per il resto abbiamo gestito tranquillamente il risultato, rischiando quasi niente ma commettendo l’errore di non chiudere mai la partita. Ad ogni modo la vittoria è arrivata e, con essa, la qualificazione all’Europa meno nobile per la prossima stagione.

La doppietta di Zlatan lo ha consacrato uomo partita. Da quando è arrivato lui la squadra ha avuto una crescita esponenziale. Non oso immaginare dove saremmo se corresse come un tempo. Perfetta, come spesso accade, anche la partita di Bennacer (peccato per quell’ammonizione) e Kessie che se la sono dovuta vedere con un Locatelli che ha fatto di tutto per far aumentare i rimpianti della sua cessione. Calha ha fatto due assist, facendo brillare la sua prestazione un po’ sottotono rispetto alle ultime uscite. Rebic ha corso e strappato come un dannato ma ha inciso poco dal punto di vista tecnico. Bene come sempre Kjaer, così come Romagnoli e Gabbia che ne ha preso il posto. Saelemaekers ha dato quantità ed equilibrio. Conti ingiudicabile mentre Calabria ha confermato le buone sensazioni che aveva lasciato con il Bologna. Theo, invece, non ha spinto come al solito e si è fatto ammonire ingenuamente meritando la sostituzione con un propositivo Laxalt.

A questo punto per centrare il quinto posto ed evitare i fastidiosi turni preliminari restano tre partite, di cui una, quella di venerdì contro l’Atalanta, particolarmente difficile e da giocare con tante assenze. Ma, al di là del calcio giocato, la vera notizia della serata è indubbiamente il rinnovo biennale di Pioli, ufficializzato dalla società alla fine del match, che ha spazzato via, di colpo ed inaspettatamente, tutte le voci che volevano in Rangnick il nostro prossimo allenatore, con conseguente ennesimo reset su tutto ciò che era stato fatto finora. Non ho, chiaramente, la palla di cristallo e non so se la scelta sarà quella giusta. So, però, con certezza che Pioli la riconferma se l’è meritata sul campo. Onore al merito, Mister. Con l’augurio che questo fantastico mese possa rappresentare solo l’inizio di una rinascita che aspettiamo da troppo tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *