Ciao, Giadina. Oggi compi 3 anni.

3 è un numero perfetto, anzi, magico e divino. Era anche il numero di maglia di Paolo Maldini!

3 anni fa, mentre eri ancora nella mia pancia, iniziai a parlarti del Milan, a raccontarti qualche aneddoto per ingolosirti, in attesa di narrarti le gesta fra le mie braccia. Quella del 2017 fu un’estate anomala. Tutto nuovo, troppo nuovo; tanti, troppi acquisti; decisioni affrettate; un capitano improbabile; le prime indiscrezioni per bocca di Pallotta e Raiola; un (non) presidente cinese. A differenza degli altri tifosi io ero più fortunata, perché aspettavo te, che eri il primo e ultimo pensiero della giornata.

Nel 2018 eravamo al mare, quando annunciarono un Higuaín dall’espressione tutt’altro che felice di indossare la nostra maglia. Lo scorso anno di nuovo cambiamenti, ma ormai la mamma era rassegnata (la dipartita di Gattuso ne fu l’emblema). Ho sempre sostenuto il cambiamento come un’azione positiva e coraggiosa verso il futuro, ma a tutto c’è un limite, altrimenti l’effetto boomerang è assicurato.

Dopo 3 anni, posso affermare che questa sarà un’estate più serena. Ti ricordi quando facemmo l’in bocca al lupo al Mister Pioli? Il suo arrivo e quello di Ibra, che ti piace tanto, hanno trasformato una squadra timorosa e senza gioco in una così organizzata da macinare punti su punti nel post lockdown. Una marcia da Champions. Inoltre, il nostro Mister ha lavorato con umiltà, rispondendo alle critiche in rigoroso silenzio e lavorando. Ha pure ammesso in prima persona il contributo del nostro pazzo 21.

Nonostante la “Gobbite” del babbo e l’ “Intertristismo” del nonno, non so come né perché, ma alla fatidica domanda “per chi tieni?”, rispondi “Milla”.

Dobbiamo lavorare un po’ sulle doppie e sulle consonanti nel finale di parola…  Non so se durerà, ma spero che i Ragazzi mi diano una grossa mano nella tua educazione calcistica. Intanto per ora mi godo i tuoi gridolini quando inquadrano Zlatan.

In questi 3 anni ti ho parlato di tanti fuoriclasse: di Van Basten, di Maldini, Baggio, Baresi o Kakà. Ti ho parlato di Lentini, che adoravo. Ti ho raccontato di Azeglio Vicini. Ti ho accennato alla difesa di fuoco degli anni 90 e 2000. Ti ho parlato di come si tifa a San Siro, portandoti l’esempio delle Stelline e del mitico “Marco Nico”. Mi auguro di narrarti altre favole come queste, perché sogno ancora di cambiare proprietà, sogno un Gazidis che impari a starsene zitto e un bel gruzzoletto da investire sul mercato. Tuttavia, per ora mi accontento dell’Europa minore, in attesa di quella di nostra competenza. E pazienza se entriamo in EL dalla porta di servizio. Abbiamo un nuovo modulo e, soprattutto, i Ragazzi hanno acquisito una nuova mentalità. Sarà un caldo ma dolce agosto.

In autunno faremo le dovute valutazioni, ora godiamoci il momento senza creare stupidi “derby” interni fra fazioni pro e contro Pioli.

In fondo ti chiami Giada, pietra dal brillante colore verde come la speranza. E se il numero 3 è il simbolo della conciliazione, mi piace pensare che finalmente ci riconcilieremo definitivamente con la nostra squadra e, meglio ancora, con la società. Perché noi meritiamo molto di più di quanto finora hai visto! Ti ricordo che il Milan è ancora la squadra italiana più conosciuta all’estero e Guardiola, Puyol e Sergio Ramos hanno speso parole importanti sulla nostra storia, e se lo dicono loro…. Tanti auguri, gattino!

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