Il finale di campionato era previsto in discesa e, in effetti, la partita di Genova lo ha confermato. Un 4-1 sonoro, rotondo, che non ammette repliche ci ha riportati in vetta della classifica post Covid insieme all’Atalanta. Magra consolazione visto tutto quello cui abbiamo assistito fino a marzo, ma comunque, si spera, un punto di partenza.

Sono stati sufficienti poco più di tre minuti e mezzo per esultare: Rebic, dopo essersi liberato con una gran finta di corpo sulla sinistra, ha scodellato un cioccolatino sulla testa di Ibra che non si è fatto pregare nello scartarlo e bucare l’esordio in A di Falcone. Il giovane portiere doriano, tuttavia, si è subito riscattato arginando la furia rossonera dei primi 10 minuti ribattendo prima il tiro di Theo poi il destro di Rebic, entrambi presentatisi davanti a lui dopo due grandi azioni. La Samp, capita l’antifona, ha provato a venir fuori dal guscio pressando più alta e ha, effettivamente, riequilibrato il trend della partita, pur senza rendersi mai pericolosa dalle parti di Gigio. Dopo un contatto in area tra Calabria e un difensore sampdoriano per il quale, fossimo stati ad esempio la Roma, Pasqua avrebbe decretato un paio di rigori, la partita è tornata tranquillamente nelle nostre mani ma non abbiamo mai avuto né la forza per raddoppiare (Saelemaekers ha sparacchiato di sinistro sull’accelerazione da paura di Theo) né la fortuna (il destro a botta sicura di Ibra, deviato, è uscito di nulla) e abbiamo, anzi, rischiato di finire la partita in 10 per colpa della reazione di Rebic che, fortunatamente, si è beccato solo il giallo che ha comunque messo fine alla sua partita ed alla sua stagione, in quanto diffidato.

Come nel primo tempo, anche nel secondo tempo sono stati sufficienti circa 4 minuti per chiudere la partita, dopo che Ibra, ben servito da Calabria, ha acchittato una palla splendida per Calha che non ha avuto difficoltà nel raddoppiare. Certo l’arbitro Pasqua, immaginando fosse Milan-Roma, aveva inizialmente annullato il gol per un fallo inesistente del turco ma davanti all’evidenza del VAR non ha potuto far altro che convalidare. A dire il vero prima del gol Donnarumma era stato chiamato in causa dalla punizione velenosa di Quagliarella ma, fortunatamente, Colley non è riuscito a ribattere in rete di testa. La Samp, scoprendosi per cercare di dimezzare lo svantaggio, si è presa il terzo gol nel contropiede magistralmente condotto dal nostro numero 10 che ha servito Zlatan per il comodo 3-0, certificando il loro ruolo di mattatori della partita.

A quel punto si è solo giochicchiato con la Samp alla ricerca del gol della bandiera che non ha trovato neppure quando Pasqua, credendo di trovarsi davanti maglie giallorosse, ha fischiato un rigore per un contatto leggerissimo tra Kjaer e il mai rimpianto Bertolacci. Il fenomenale Gigio ha invece parato il quarto penalty della sua stagione, ribattendo il tiro di Maroni. Alla fine la Samp il gol lo ha trovato davvero grazie ad un sconosciuto norvegese di nome Askildsen che, approfittando dell’errore di Bonaventura in uscita, ha bucato la nostra porta con un bel destro a giro da fuori area. Per quanto visto in partita, tuttavia, due soli gol di vantaggio erano davvero pochi e, quindi, ci ha pensato Leao al minuto 91 a servire il poker con un destro dal limite dell’area che si è insaccato vicino al palo.

I migliori senza dubbio sono stati Ibra e Calhanoglu che si sono scambiati gol e assit. Donnarumma ha fatto un paio di grandi interventi e ha parato l’ennesimo rigore. Gabbia ha giocato la sua miglior partita in rossonero ben supportato dal sempre attento Kjaer. Per il resto tutti ampiamente oltre la sufficienza, con Leao che ha mostrato sprazzi di classe cristallina nei quali, tuttavia, sembra specchiarsi ancora troppo. Il giorno in cui non lo farà più diventerà un campione.

Dove si firma la petizione per far iniziare immediatamente la nuova stagione?

 

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