Giada, c’è un super nonno che ieri sera fra le stelle gongolava.

E’ un nonno molto speciale, che da giovane fu capitano del Milan dell’ironico e iconico Nereo Rocco e poi divenne allenatore degli Azzurrini, con cui vinse ben 3 Europei. E’ uno che di giovani se ne intendeva tanto, addirittura se ne trovò uno in casa che divenne il numero 1 al mondo. E sono certa che con la sua lungimiranza sapeva che suo figlio Paolo non sarebbe stato uno dei tanti.

Ieri sera abbiamo guardato Milan-Monza, gara pubblicizzata come fosse un Milan-Real Madrid poiché da sempre il buon Silvio sa che la comunicazione è un po’come l’altezza, cioè è mezza bellezza.

Ma quanta bellezza in campo ieri.

Dopo 11 anni ci troviamo Daniel, il nipotino di Cesare, ovvero quel nonno che ti ho appena menzionato. Trequartista di 1,86 di altezza, adattabile ad ala, ha corso, lottato e segnato un gol da favola. E vien da sé pensare alla splendida imitazione di Teo Teocoli “Vai Vai Vai, Danielino!”.

Lo ammetto, sono un po’ di parte: tifo sfacciatamente per Daniel perché sono rimasta una delle poche romantiche che oggi seguono il calcio nonostante i palinsesti, le plusvalenze, la scarsità di giocatori di fantasia, la troppa fisicità e i procuratori. Vorrei tanto che la tradizione maldiniana continuasse; sarebbe il terzo Maldini al Milan e tutti noi sappiamo quanto sia forte il rapporto della famiglia col numero 3, per cui

Sono certa che Cesare non abbia gongolato solo per il suo nipotino, ma anche per Brahim Díaz, Kalulu, Roback e Colombo, circa 80 anni in quattro. E non dimentichiamoci di Tonali, che arriverà in settimana. All’estero, gli allenatori hanno carta bianca sull’esordio dei giovani talenti; Sterling diciottenne disputò il mondiale in Brasile; Havertz ha giocato regolarmente nel Leverkusen e prossimamente nel Chelsea; Haaland nel Dortmund. In Italia – il paese dei bar sport, delle poltrone e dei favoritismi – fatto salvo in provincia, hanno invece il freno a mano tirato. Mihailovic è in controtendenza, un Mister che mise un ragazzetto sedicenne a difendere la porta rossonera.  

E poi, Giada, l’ultima volta che un Maldini e un Colombo hanno giocato insieme sono accadute cose meravigliose!

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