Ci eravamo lasciati con un Milan dominante guidato dalla certezza Ibra, ci ritroviamo con un Ibra dominante guidato dalle certezze del Milan. Già perché, anche se l’estate è finita, questa squadra continua a mettere in mostra quelle caratteristiche che ne hanno contraddistinto il fantastico finale di campionato della scorsa stagione: difesa solida, due esterni che spingono forte, centrocampo di palleggio e sostanza, un portiere eccezionale e un mostro di 39 anni là davanti.

Il bellissimo gesto della società ha permesso ai 1.000 fortunati spettatori, ed in particolare ai sanitari che hanno combattuto il dannato COVID negli ospedali lombardi, di assistere ad un bel primo tempo in cui, tolta l’occasionissima di Soriano dopo poco più di un minuto, il Milan ha dominato in lungo e in largo, sfiorando subito il vantaggio con Ibra, il cui destro è uscito di pochissimo dopo fraseggio spettacolare con l’arrembante Calabria fatto di colpi di tacco e sterzate. Dopo i gol divorati da Gabbia e Bennacer, entrambi incapaci di coordinarsi per spingere la palla in rete, al minuto 35, Theo ha accarezzato il pallone con il suo sinistro gentile, Ibra è salito al terzo piano e ha incornato nell’angolino basso il meritatissimo vantaggio rossonero. E se non fosse stato per un provvidenziale intervento di Danilo, Zlatan avrebbe raddoppiato dopo pochi secondi.

Il secondo tempo ha mostrato un Milan padrone del campo sin dal primo istante, con le catene laterali tanto care a Gattuso che funzionavano alla perfezione, complice l’ingresso di un ottimo Saelemaekers al posto dell’arruffone Castillejo. Proprio da un pallone rubato dal belga a centrocampo è partito un contropiede potenzialmente letale che, tuttavia, Ibra ha sciupato calciando forte e centrale. Lo svedesone si è, comunque, preso la vetta provvisoria della classifica cannonieri realizzando chirurgicamente il rigore procurato da Bennacer. La prima di Zlatan sarebbe stata ancor più sfavillante se non avesse calciato al lato la palla del 3-0 dopo aver saltato Skorupski, al termine di un break magistralmente condotto da Calhanoglu.

Le sostituzioni di Pioli, che, tra gli altri, ha cambiato i due interni di centrocampo facendo esordire l’attesissimo “tifos8” (ossia il tifoso con la 8, non certo quello occasionale) Tonali, apparso però ancora lontano dalla migliore condizione, hanno evidentemente portato un po’ di confusione nella squadra, permettendo al Bologna di impegnare severamente Donnarumma in un paio di occasioni e colpire una traversa nei minuti finali. Partita e 3 punti comunque in saccoccia e, fortunatamente, mai in discussione.

Sul podio dei migliori svetta naturalmente il metro e 95 di Ibrahimovic, ai suoi lati inserisco Calabria e Theo, entrambi autori di spunti importanti e sempre attenti in fase difensiva. In ombra il solo Castillejo a cui va concessa, tuttavia, l’attenuante di avere qualche problemino fisico.

La stagione è partita col piede giusto, quello delicato, potente e rassicurante del nostro centravanti. Grazie di esistere, Zlatan.

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