Un altro 2-0 per continuare il percorso netto, un altro colpo di sfiga per farci capire che forse qualcuno, là in alto, non ci vede proprio di buon occhio. Eh sì perché alla rosa già ridotta all’osso tra infortuni e positività al Covid, si aggiungerà l’assenza (speriamo per poco) di Ante Rebic, causa brutta lussazione del gomito che priverà Pioli dell’ennesima freccia al proprio arco. Non ci voleva, a maggior ragione in questa settimana che rappresenta già un crocevia importante della stagione, tra mercato, play-off di Europa League e campionato.

Pioli ha scelto la trasferta di Crotone per far partire dal primo minuto gli ultimi arrivati Tonali e Brahim Diaz, facendo rifiatare Bennacer e facendosi accompagnare in panchina da Castillejo, apparso finora poco in forma. Il vento, che ha condizionato l’intero incontro, nei primi 45’ soffiava forte verso la porta difesa da Gigio. Nonostante questo la partita l’abbiamo fatta solo noi, pur senza troppa incisività lì davanti, data l’ assenza del nostro campione svedese. Nei primi 20 minuti Cordaz è stato bravo su un bel destro di Chala e su un tiro di Brahim Diaz, poi è stato fortunato quando il colpo di testa di Kjaer ha colpito la traversa. Scampato il pericolo il Crotone si è difeso meglio, addormentando il gioco e cercando di arrivare al riposo sullo 0-0. Cosa che gli sarebbe anche riuscita se Rebic non avesse tirato fuori dal cilindro l’unico guizzo della sua partita, facendosi atterrare in area dopo aver uccellato il difensore calabrese con una grande sterzata di tacco. Il VAR ha confermato che il precedente stop di Ante era regolare e Kessie ha spiazzato il portiere dal dischetto con la consueta freddezza.

La ripresa è stata subito più vivace ed infatti, dopo nemmeno 5 minuti, siamo riusciti a raddoppiare con Brahim che ha approfittato di un’azione arrembante di Calhanoglu per girare in porta di sinistro e da pochi metri. A quel punto la sensazione era che ci saremmo davvero potuti divertire approfittando di vento a favore e spazi invitanti. Il tremendo infortunio di Rebic, invece, ha anestetizzato le nostre speranze e, credo, anche le velleità della squadra che si è limitata a giochicchiare senza mai accelerare ma senza neppure far correre rischi a Donnarumma. Ci è voluta, quindi, la classe cristallina ed anarchica di Rafael Leao, entrato a 10 minuti dalla fine, per vivacizzare la partita con una splendida azione in solitaria sul cui sviluppo Krunic ha colpito la seconda traversa della serata.

Il podio rossonero vede la prestazione di Frank Kessie emergere su tutte le altre per distacco. E’ incredibile come il cambio di modulo lo abbia trasformato in un centrocampista completo, capace di assumersi ora anche responsabilità in fase di costruzione. Ottima la partita anche di Kjaer. Per il resto pochi squilli e tanta sostanza da parte degli altri quindi menzione di incoraggiamento per i due nuovi arrivati Tonali e Brahim Diaz, entrambi apparsi in crescita. Ancora fuori forma, invece, Castillejo che è entrato male e ha continuato peggio.

L’estate è finita ma l’onda lunga del Milan vincente di giugno e luglio non accenna, fortunatamente, a placarsi. Cavalchiamola il più possibile!

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