Giada, lunedì sera va in scena una classica della serie A. La Città Eterna contro quella da Bere; il Cupolone contro la Madonnina; Trastevere contro i Navigli; Claudio Amendola contro Gian Marco Tognazzii; Zampa contro Pellegatti. I romanisti direbbero molto più semplicemente “la Capitale contro la Succursale”. Ebbene sì, oggi ti parlo di Milan-Roma. Le due più grandi città italiane; due Curve Sud storiche; gli ex in comune: Carletto Ancelotti, Cafù, Agostino Di Bartolomei. Nils Liedholm e Fabio Capello, campioni d’Italia con entrambe le rose.


Sai chi mi aiuta a raccontarti la partita? Matteo, il mio collega, quello che ti ha sfornato la colomba pasquale con le sue mani magiche. L’executive Chef più matto della provincia di Parma. Dice a tal proposito:

“L’atmosfera della Sud dell’Olimpico è viscerale. C’è un coinvolgimento totale, fisico, psichico. Credo sia comune a tutte le curve, ma a Roma se non sei romano, in quel momento lo diventi pur essendo un polentone di Parma. Io cambio anche il modo di parlare. Non sono normale!”. La mamma adora la parlata romana. Qualsiasi sillaba esca con in romanesco si trasforma in una perla di saggezza.

Sai perché tifa per A Maggica? Fin da bambino ama la città e simpatizza per Bruno Conti (non per dire ma il suo Australian Shepherd si chiama Bruno!). Poi, nel 2000 arriva niente poco di meno che Gabriel Omar Batistuta, meraviglioso centravanti albiceleste che anche la mamma stima, nonostante quel siluro in Supercoppa contro i Ragazzi. Matteo lo segue già dai tempi della Fiorentina e la sua accoppiata con Totti sancisce definitivamente l’amore per i colori giallorossi. Tuttavia, fra un pranzo e una cena o un servizio catering a Matteo non resta molto tempo per prenotare Italo o Freccia Rossa e andare allo stadio. Ogni tanto butta un occhio allo smartphone e approfitta delle poche pause per controllare la situazione sul campo. Ha però visto allo stadio Roma-Bayern, di cui porta ancora tatuate le sette sberle prese quella sera. Lo capisco, certe gare non te le togli della testa. A me capita con Istanbul e con il punteggio tennistico bianconero del 97. L’ultima gara vista all’Olimpico è stata Roma-Sassuolo, vinta per 3 reti a 1, abbastanza per prendere in giro il collega di cucina neroverde.

Come noi abbiamo avuto Baresi e Maldini, Matteo si è goduto non solo Conti, ma anche il Pupone Francesco Totti, l’erede di Robertinho Baggio, e Capitan Futuro Daniele De Rossi. Totti si è ritirato l’anno in cui sei nata tu e la curva rossonera gli ha dedicato un bellissimo striscione perché è un giocatore unico. La stessa curva che ha fischiato Paolino ha almeno onorato Francesco… Capitan Futuro è stato un grande condottiero e lo ha dimostrato anche a Buenos Aires, entrando nel cuore dei tifosi della Bombonera. Alla domanda Conti o Totti Matteo risponde: “è come scegliere fra la mamma e il babbo. Non si fa!”. Già, chi scegliere fra Baresi e Paolino??

Inutile dire che i gol che Matteo ricorda più volentieri sono le quattro pere alla Gobba, con tanto di gesto del Pupone che invitava i bianconeri al mutismo, e le 5 rifilate nel derby, con Carletto Zampa che urlava: “Ti amo, Vincé! Da oggi amo solo te, rinnego le donne!”.  

Domanda per un romanista simpatizzante Parma: “per chi tiferesti in un eventuale derby Lazio-Reggiana?”. Risposta secca: “Reggiana”. Non vuole fare un torto ai cugini reggiani, ne conosce anche parecchi; ai laziali di torti anche due!

Non ricorda arbitraggi particolarmente sfavorevoli contro il Milan. Credevo che mi rinfacciasse il rigore dubbio del 2004,

invece mi riporta alla mente un episodio di un Parma-Milan dell’8 marzo 1992. Giada, c’ero anch’io! La mia prima partita live. La prima volta con Gullit e van Basten lì davanti a me.

Perdevamo 2 a 0 e già mi immaginavo il post-partita con il telefono di casa rosso dai continui squilli degli amici gialloblù. Invece no! Grazie a una svista arbitrale Gullit fece finalmente Gullit e accorciammo le distanze. Simone poi entrò e fece il Marco decisivo, perché il Cigno di Utrecht quel giorno giocò in modo inguardabile: 3 a 2 per noi!

Ma chi è il giocatore milanista preferito di Matteo? “Ne sceglierei una ventina, ma se devo citarne uno solo dico Kakà. Odio invece Baresi, mentre avrei voluto in squadra Sheva: mostruoso”. La mamma invece si  accontenterebbe di riavere un terzino come Cafù, ex di entrambe le squadre. Matteo sogna invece il Ninja, un romanista coatto con addosso abiti diversi.

Se le nostre squadre fossero un piatto? Non ha dubbi: “La Roma il cacio e pepe. Rigorosamente con i tonnarelli. Succulenta, ricca e povera allo stesso tempo, facile da fare ma con l’errore dietro l’angolo che trasforma il tutto in una schifezza. E poi pepe, tanto pepe. Il Milan è il risotto allo zafferano di Gualtiero Marchesi, con la foglia d’oro. E’ la storia, attualmente rivisitata, con un tocco di classe e di ricchezza in più”. E poi aggiunge: “Il Milan ha fatto un grosso passo a livello mentale; lo spogliatoio è rigenerato. Merito di Ibra, ma fate in modo di non esserne troppo dipendenti”. In effetti qualche gara senza Zlatan, colpito da covid, è stata disputata. Questo lascia ben sperare, ma è giusto vivere alla giornata, perché dopo anni passati a guardarsi anche alle spalle, la paura che tutto crolli è dietro l’angolo.


Lunedì sera, Giada, ci aspetta l’ennesimo esame. 21 gare utili consecutive dalla scorsa primavera, nessuno come noi in Europa. Ma per noi gli esami non finiscono mai, tanto che la nostra giusta colonna sonora è “Notte prima degli esami”, canzone guarda caso del romanista Venditti. “Notti di sogni, di coppe e di Campioni”. Sogni di vittorie per tornare a rivivere le notti di coppe dalle Grandi Orecchie. Anch’io voglio tornare a perdere la voce come Matteo dopo l’indimenticabile Roma-Barcellona e la faccia di Messi.

Lunedì il cacio e pepe deve tingersi di giallo zafferano. Sarebbe un tassello in più per il grande puzzle europeo.

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