La fuga tanto agognata non c’è stata, fermati un po’ dalla dea bendata, un po’ da alcuni errori di precisione, molto da un arbitro che ha rovinato una bella partita con decisioni assurde che hanno innervosito, e tanto, sia chi è sceso in campo sia chi era seduto davanti alla TV.

Lo scotto del maledetto Covid, che ci ha tolto Hauge e, soprattutto, Gigio a poche ore dal match, lo abbiamo pagato nel primo tempo visto che l’esordiente Tatarusanu, con una goffa uscita a vuoto, ha permesso al capoccione di Dzeko di pareggiare il gol fulmineo con cui il solito Zlatan ci aveva portato in vantaggio, sfruttando un assist dolcissimo di Leao. Per il resto la prima frazione di gioco è stata abbastanza equilibrata, con la Roma che, pur impensierendo poco Tatarusanu (e meno male…), ci ha imbrigliato bene, non permettendo ai terzini, e in particolare a Theo – che di voglia non è che ne mostrasse molta, a dire il vero – di spingere ai lati. Calhanoglu che all’inizio è apparso abbastanza timoroso e Bennacer sotto tono. Ad ogni modo, nonostante la prestazione non proprio eccelsa, le nostre occasioni le abbiamo avute ma Mirante è stato bravo a respingere il colpo di testa di Romagnoli e la punizione velenosa di Calha. E dove non è arrivato il portiere giallorosso ci ha pensato il palo a negare al solito, ottimo Kjaer il gol del vantaggio.

Il secondo tempo si è aperto con Rafael Leao sugli scudi. Dopo un paio di minuti ha preso palla a centrocampo, saltato un paio di avversari con una veronica, puntato e bruciato il suo avversario e servito il secondo assist di giornata all’accorrente Saelemaekers che ha bucato Mirante. Se fa pace con la sua testa, diventerà un campione. La Roma a quel punto sembrava alle corde ma non siamo riusciti ad approfittarne (clamoroso un contropiede 5 contro 3 buttato alle ortiche) ma, anzi, ci siamo allungati pericolosamente prestando il fianco alle ripartenze giallorosse. Ad ogni modo la partita, godibile, sembrava incanalata su binari a noi favorevoli fin quando non si è palesato un altro protagonista, sicuramente meno atteso e meno richiesto: l’arbitro Giacomelli. Prima si è inventato un rigore per la Roma grazie al quale Veretout ha pareggiato, poi ha ammonito Ibra per un fallo inesistente su un contrasto aereo in area romanista in cui l’unico tocco apprezzabile era quello della palla con il braccio di Mancini, poi ha immaginato un altro rigore, questa volta a nostro favore, che Ibra ha trasformato.

Finiti i 10 minuti di delirio arbitrale ci siamo trovati ancora avanti di un gol ma, purtroppo, una svirgolata di Zlatan su un loro corner ha permesso a Kumbulla di trovare ancora una volta il pareggio. Le due occasionissime finali che Kessie e, soprattutto, Romagnoli, non sono riusciti a trasformare hanno avuto il solo merito di accrescere l’amaro in bocca per una partita che avremmo certamente meritato di vincere.

Trovatemi degli aggettivi per Zlatan, autore della terza doppietta in tre partite giocate, perché io li ho finiti. Grandissima partita di Leao e perfetta, come sempre, anche quella di Kjaer. La palma di peggiore se la giocano, invece, Tatarusanu e Theo, che ha confermato il momento non certo brillante che sta attraversando. Una rigenerante panchina giovedì in Europa League credo possa giovargli.

Essere in testa alla classifica con 13 punti in 5 partite, dopo aver affrontato Inter e Roma, è un risultato tanto insperato quanto piacevole. Rimpiangere di non averne fatti 15 è, forse, il segnale che tanto aspettavamo: il Milan sta tornando.

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