Poteva essere ancora “fatale”, poteva certificare una mini crisi dopo il lungo periodo fatto di sole gioie, poteva iniziare a mettere più di qualche dubbio sulla necessaria presenza di Zlatan in campo ed invece, fortunatamente, la partita col Verona, pur rappresentato una brusca frenata per l’insolita capolista, ha comunque confermato che questa squadra, quando vuole, sa tirar fuori gli attributi per ribellarsi alle serate che sembrano segnate.

La pessima abitudine che stiamo prendendo di subire gol sui calci piazzati ci ha subito fatto andare sotto non di uno ma di ben due gol. Al minuto numero 19, infatti, il tabellino recitava Milan 0 Verona 2, merito di una partenza sprint degli scaligeri che, dopo aver chiamato Donnarumma al miracolo con Kalinic, hanno affondato il colpo prima con un tap-in di Barak poi con una deviazione sfortunata di Calabria su tiro dell’incontenibile Zaccagni, in entrambi i casi dagli sviluppi di calcio d’angolo. A quel punto la sensazione che la favola del Milan bello e vincente stesse, ahinoi, volgendo al termine era concreta. Tuttavia la squadra, che già aveva reagito dopo il primo gol con un destro centrale di Saleamaekers, ha avuto fortunatamente una scossa soprattutto grazie alle accelerazioni di Leao che si è sobbarcato il peso del nostro attacco, stante la particolare prestazione scadente di Ibra. Dopo una gran parata di Silvestri sullo stesso Leao, è stato Kessie, con il determinante aiuto di una deviazione, ad accorciare lo svantaggio al minuto 27. Insomma la partita era viva, il Milan anche ma Theo Hernandez, poco dopo, si è divorato il gol del pareggio ad un metro dalla porta sparando sul portiere. Fino all’intervallo abbiamo provato a forzare, collezionando calci d’angolo, ma senza più renderci realmente pericolosi.

Siamo, quindi, rientrati in campo con la bava alla bocca e per i restanti 50 minuti, tolta una grandissima occasione buttata alle ortiche da Dimarco dopo l’ennesima invenzione di Zaccagni, abbiamo portato un assalto all’arma bianca alla porta di Silvestri, rendendolo protagonista assoluto della partita grazie a una serie incredibile di parate (ancora su Theo e due volte su Ibra). Se ai miracoli dell’estremo difensore gialloblu aggiungiamo anche due gol annullati, un incrocio dei pali di Ibra e l’ennesimo rigore sbagliato dallo svedese, la sconfitta, seppure immeritata, sarebbe stata la logica conseguenza di una tale serie di eventi contrari. Già sarebbe stata se, a due minuti dal gong, non fosse riemerso dal baratro della sua brutta prestazione, il capoccione di Zlatan che è salito in cielo a raccogliere il dolce cross di Brahim per impattare il risultato.

Il gol segnato, tuttavia, non toglie allo svedese la palma di peggiore in campo dei nostri mentre Leao, soprattutto nel primo tempo, ha giocato una gran partita. Buona anche la partita di Kessie che, nel secondo tempo, ha dominato a centrocampo e mi è piaciuto molto l’impatto che ha avuto Rebic sul match con contemporanea, e credo non casuale, crescita della prestazione di Theo.

Potevamo e dovevamo allungare sulle avversarie, questo è sicuro, ma a metà novembre siamo in testa davanti a tutti.  E questo sicuro non lo era affatto ad inizio campionato. Non dimentichiamolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *