(di Mattia Biliato)

Dall’avvento di Elliot e Gazidis è stata chiara fin da subito la direzione tracciata dalla dirigenza rossonera.

Linea verde, valorizzazione dei giovani per poi rivenderli. L’avvento di Paolo Maldini prima e Zvone Boban poi (quanto ci manca) ha, per fortuna, fatto trovare un equilibrio all’estremismo verde (e non mi riferisco a Lega Nord eh!), portando calciatori più esperti come Ibra e Simon su tutti.

Con mister Pioli poi si è trovata da subito la giusta alchimia e il giusto metodo di lavoro, riportando il Diavolo dove dovrebbe stare. Certo non illudiamoci, ma dobbiamo essere contenti. Perché dopo anni di buio assoluto, una sconfitta e un pareggio non ci devono far storcere il naso e perché abbiamo un potenziale enorme.

Il biondino norvegese, sebbene venga da campionati considerati minori, ha già messo a soqquadro la difesa del Milan a San Siro. Ovvio, un fiore non fa primavera, ma inserito in un contesto di squadra con una mentalità “vincente”, può solamente migliorare e crescere, soprattutto sotto il profilo mentale. In Norvegia è considerato il gemello di Haaland, vediamo di non mettere pressione al ragazzo qui da noi.

Discorso diverso per Tonali. Cuore e sangue rossonero, Sandro ha voluto fortemente i nostri colori, mettendosi già addosso la pressione dei tifosi. Indossando la 8 chiesta a Gennarino Gattuso, il nostro baby centrocampista da subito doveva dimostrare di saper prendere in mano le redini del centrocampo rossonero. Ma non è così facile: con 3 partite in 7 giorni giocate ormai da un mese, il tempo di inserimento dell’azzurro si sta allungando. Bene anche la scelta del Mister di preservarlo in panchina, non buttando alle ortiche un talento che poteva soffrire di ansia da prestazione. Sosteniamoli e critichiamoli costruttivamente questi ragazzoti, ricordandoci che veniamo da annate dove i nostri giovani di punta erano Vangioni, Rodrigo Ely e Jose Mauri, giusto per ricordarne alcuni.

Lo so, abbiamo pazientato tanto e noi rossoneri siamo abituati a dominare ma fidatevi, stiamo tornando. Un semplice esempio: nell’epoca d’oro Berlusconiana, che combaciò con Mister Carlo (che ricordi), chi arrivava a Milanello rinasceva (oltre a Pirlo ricordo anche Seedorf e SuperPippo per esempio). Siamo distantissimi da quei valori singoli, ma non trovate una correlazione nella serenità del lavoro che sta facendo Mister Pioli (auguri di pronta guarigione!) e il suo staff?

Perché ricordatevi, dopo Istanbul c’è sempre Atene. E con Hauge, Sandro, Gigio, Leao e Ismael su tutti possiamo già intravedere l’acropoli. Godiamoci intanto la brezza fresca pulita che si respira in cima alla classifica, sperando tutti di restarci il più possibile, sostenendo e aiutando da casa questi giovani ragazzi.

Ne hanno e ne abbiamo bisogno, tutti.

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