(di Michele Coletti)

Di Gattuso ricordo un servizio su “Controcampo” che, per l’ultima di campionato con la maglia della Salernitana, lo dava come migliore in campo, l’ultimo “leone” che si arrende alla retrocessione, e la frase dell’opinionista che diceva: “il suo futuro al Milan sembra certo e, siamo sicuri, non mancherà nemmeno la grinta.

Di Gattuso ricordo l’esordio con la maglia del Milan, in champions contro il Chelsea, ricordo che quella partita la guardai con “lo zio Gino”. Uno zio interista che prendeva in giro Gattuso perché era brutto, ma credo che uno brutto come Ringhio lo volesse anche lui all’Inter.

Di Gattuso ricordo una corsa verso i tifosi, in una tanto calda quanto tesa serata di fine maggio, mentre tutti i giocatori del Milan correvano ad abbracciare Sheva, lui andò verso la curva ad urlare festeggiando una Champions vinta contro i cattivi.


Di Gattuso ricordo un suo gol contro la Fiorentina, con un’ esultanza incredibile, 80 metri di scatto ad abbracciare la Sud.

Di Gattuso ricordo pure un Mondiale con la nazionale vinto da protagonista, sempre con la sua 8 sulle spalle, ma quel che non tutti ricorderanno sono le dichiarazioni post finale, non quelle del cubetto di ghiaccio per non andare più in bagno la sera prima, ma quelle per cui secondo lui non bisognava lasciar passare in secondo piano calciopoli e il momento che il calcio italiano stava attraversando.


Di Gattuso ricordo
la seconda Champions vinta, due anni dopo la finale di Istanbul. Ricordo la semifinale, la partita perfetta, un 3-0 al Manchester che, per chi come me che era allo stadio, fu un’autentica opera d’arte con Ringhio che, con la su foga e grinta che lo ha sempre contraddistinto, invitó CR7 ad alzarsi e giocare… e vi assicuro che quel momento fu come un gol e esultammo tutti.

Di Gattuso ricordo un Milan Catania in cui faceva freddo, il Milan faticava e lui si ruppe il ginocchio. Ma questa cosa si scoprì solo a fine partita… perché lui quella partita la finì.

Di Gattuso ricordo il nostro ultimo scudetto, uno scudetto vinto con rabbia e grinta, con Gennaro che segna pure un gol che lui definirà “ciofeca”, ma importantissimo perché ci regaló 3 punti, gli ultimi poi che siamo riusciti a conquistare in casa dei non colorati. Di questo scudetto ricordo la sua esultanza, a cavallo di una ringhiera dello stadio olimpico, che lo vide intento a lanciare cori di sfottó contro l’Inter e contro il traditore Leonardo.

Di Gattuso ricordo quando ho capito che era stanco, che non riusciva più a correre e difendere i nostri amati colori: un Milan Lazio di inizio stagione dove stordito lasció il campo per un colpo all’occhio.

Di Gattuso ricordo la sua ultima partita di campionato contro il Novara dove il risultato contava poco niente, ma fu la partita in cui tanti supereroi lasciarono il calcio, e lui fu uno di questi, e lui era in lacrime sotto la curva come a voler dire: “anche i duri piangono

Di Gattuso ricordo il suo esordio sulla panchina del Milan, dove un portiere pareggió le sorti facendo guadagnare il primo punto al Benevento in serie A. A fine partita Gattuso disse “questa squadra deve capire la maglia che indossa“.

Di Gattuso ricordo la sua ultima panchina a Ferrara, contro la Spal un match decisivo per approdare in Champions.
Gattuso il suo lo aveva fatto vincendo 3-2, ma dall’altra parte l’Empoli si fermó sulla traversa dove si infransero i sogni salvezza dei Toscani e i sogni “Europa che conta” per noi.

Di Gattuso ricordo il suo esonero dalla panchina del Milan, dopo un anno in cui siamo arrivati quinti ad un punto dalla Champions, ma non bastava perché c’era il giampi pronto ad insegnare il calcio… ma quando Ringhio tolse il disturbo mi stupì per l’ennesima volta, rinunció ai soldi che gli spettavano perché parole sue: “il rapporto tra me ed il Milan non è una questione di soldi

Di Gattuso ricordo pure una Coppa Italia vinta da allenatore, sempre ai rigori e sempre contro i cattivi, ma lì non ci fu nessuna corsa verso i suoi ultrá perché lo stadio era vuoto, li ci fu solo uno sguardo verso il cielo, la coppa la dedicó a sua sorella venuta a mancare pochi giorni prima.


Domenica
sarà ancora un colpo al cuore per me vederti con la divisa di un altro colore.
Ma se vuoi caro Ringhio, anche solo per 5 minuti siediti sulla nostra panchina, indossa la nostra divisa, non perché ci mancherà l’allenatore ed il vice, ma perché tu puoi far ciò che vuoi.

Perché Chi ha occupato i nostri cuori, può occupare la nostra panchina…

Anche per soli 8 minuti

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