Bentornato campionato!

Se da una parte sono passati lentamente questi quindici giorni senza Milan, dall’altra forse mai come questa volta la sosta nazionali è stata benedetta per i nostri colori.

Senza troppa vergogna i nostri guerrieri avevano bisogno di tirare il fiato e non lo aveva nascosto nemmeno ai microfoni il Grande Capo Ibra pochi minuti dopo aver urlato il suo ultimo “AUGH” al gong finale contro il Verona.


Perché ci eravamo lasciati proprio lì, con quella rincorsa feroce contro gli scaligeri in un match stregato che perdere proprio non dovevamo, non potevamo e soprattutto non volevamo.

E allora da lì ripartiamo volentieri, con quella lucida rabbia di recuperare un risultato ingiusto. Ripartiamo dalla serenità e classe ed esperienza da maestro zen di Ibra che dopo aver calciato male l’ennesimo rigore della stagione ha resettato il pc dentro la sua testa e sempre con la testa ha scaraventato il pallone del pareggio oltre il novantesimo. Della serie “a me il rigore sbagliato dispiace ma non debilita”. Prenda nota oltreoceano il mangiatore di nutella B-ready che dopo aver fallito il rigore del pareggio contro la Juve diede di matto compromettendo la sua storia in rossonero e parte del nostro campionato.

E che dire del buon Davide Calabria di inizio stagione? Lui che pochi minuti prima del pareggio “buono” di Ibra aveva anche pareggiato con un gol poi annullato. Ma comunque era lì a vendicare una sfortunata (ed anche un po’ sciagurata) deviazione nella propria porta.

Si ricomincia anche dalla serietà e professionalità di Simon Kjaer la cui importanza in questa squadra è poco celebrata, proprio come i riflettori che poco illuminano chi sta nella band a suonare senza sbavature il proprio strumento. Non ce ne voglia Capitan Romagnoli ma oggi il punto di riferimento della retroguardia rossonera è proprio il vichingo danese, le cui urla si sentono eccome in questi stadi tristemente vuoti.

Si riscende in campo con Gigio e Calhanouglu ma senza ancora i loro rinnovi a Casa Milan. Che il giorno giusto predetto da Maldini qualche settimana fa arrivi presto però, perché se si ama il Milan quel contratto lo si firma senza tanti capricci, senza parenti vari ed eventuali e senza folli pretese. Specialmente se si indossa la maglia numero dieci e si è lontani anni luce da chi quel numero lo ha onorato a suon di gol e assist.

Ripartiamo senza mister Stefano Pioli e senza il suo vice Giacomo Murelli e ad entrambi facciamo gli auguri di posare il drone e soprattutto di pronta guarigione. Auguri li facciamo anche a Daniele Bonera per il suo debutto nella nostra panchina ma inutile nascondere che il nostro cuore batterà forte anche per chi siede nell’altra panchina. Quel pezzo di storia e cuore rossonero di Gennarino Gattuso. Che è e sarà sempre “uno di noi”.


E ripartiamo infine anche e soprattutto da lei, una nostra ex-fidanzata con la quale non facevamo l’amore da tanto e troppo tempo: la classifica! Che oggi torna a guardarci con occhi innamorati e che ci vede in alto, al primo posto sopra tutto e tutti, forti e belli come un tempo.

E allora fratelli rossoneri godiamocelo questo tempo, siamo a metà autunno, sognare non costa nulla e chissà che quel vecchio genio di Ibra non si ritrovi con la lampada in mano nel prossimo Maggio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *