Caro Diego,

ti diremmo…riposa in pace, ma starai dribblando pure quella.

Oggi il destino ci ha fatto uno di quei tackle che fanno male male ed è arrivato a fare quello che nessun difensore ha fatto mai nella tua immensa carriera. Farti cadere, fermarti.  

Oggi che hai deciso di lasciare da solo Pelè con il resto del mondo, che lo ha sempre celebrato tanto ma forse mai amato quanto chi ama il calcio ha amato te.

O Rei altra immensa leggenda ma di Diego abbiamo visto tanto e molto di più rispetto al fuoriclasse brasiliano. Abbiamo goduto i suoi tocchi ed ammirato la sua grandezza qui in Italia. Napoli lo ha abbracciato, amato, accolto e osannato come uno dei suoi tanti grandi figli al pari di Massimo Troisi, Pino Daniele ed Antonio de Curtis in arte Totò.

Abbiamo perdonato tutte le sue esuberanze, dalla cocaina agli insulti in mondovisione la sera della finale con la Germania a Italia 90, l’uscita dal campo con l’infermiera a Usa 94 e le infinite risse con avversari, giornalisti e allenatore.  Perché alla fine della fiera, se ami il pallone e hai visto anche un solo minuto di una partita di calcio in vita tua, come fai a non perdonare Diego Armando Maradona?


Lo abbiamo temuto e rispettato in campo ed ovviamente, ognuno con i suoi colori, lo abbiamo offeso come si fa contro quelli più forti sperando di farli crollare, sul campo.

Ma questo piccolo gigante poteva mai cadere? Non c’è riuscita una intera Inghilterra nel mondiale 1986 che ha avuto il privilegio di osservare dal campo gli undici secondi più belli della storia del calcio. (Rivivili qui) Qualcosa che non abbiamo mai più visto in diretta ma che abbiamo sempre voglia di rivedere.


E che all’interno della stessa partita ci sia pure la celeberrima mano de Dios non è una cosa stupenda? Diego diventa Dio del calcio prima ancora della sua discesa e lo fa prendendo per il culo tutto il mondo! Un gol di mano che fatto da un qualsiasi altro giocatore poteva passare alla storia dei mondiali di calcio come una giocata antisportiva è diventata invece icona di furbizia, a suo modo un colpo di genio contro il povero e fesso Shilton. Il cattivo che (finalmente!) vince contro il buono anche perché gli Argentini avevano troppa storia da ribaltare contro gli inglesi. La mano l’ha messa Diego ma come ha spiegato lui a fine partita l’ha spinta Dio.

Ancora mille altre cose da rivedere, santo Youtube (Rivedile qui)   come il riscaldamento in Coppa Uefa in Germanic, le punizioni che sfidavano la trigonometria, i gol da centrocampo e le esultanze sfrenate dentro un San Paolo che era il tuo, ma anche nostro, parco giochi.

E allora Diego…mettiti la dieci che stai per scendere in quel campo astratto dove è onnipotenti e si è sopra tutto e sopra tutti. Perché per questo gioco veramente sei stato divino e non avevi nulla a che vedere con il resto degli esseri umani, tu e Pelè che per anni avete avuto le chiavi di quel castello dove il campo di calcio era pura magia, quel posto dove tanti, meravigliosi fuoriclasse, hanno provato a bussare alla porta ma non sono mai riusciti ad entrare stati respinti dalla vostra luce così forte da essere impermeabile al passare del tempo.

Buon viaggio aquilone cosmico, continua a volare in alto come solo tu hai saputo fare.

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