Giada, a poche settimane dalla tua nascita venne a trovarci un caro amico giapponese di Tokyo, Yuzi. Lo conobbi 15 anni fa nella sua magnifica città in occasione di un viaggio di lavoro e ci siamo rivisti diverse volte. Fra l’altro Tokyo è molto cara a noi milanisti, poiché ci ha visti più volte trionfare sul mondo intero. Come molti suoi connazionali Yuzi ama l’Italia: devi vederlo quando affetta il prosciutto di Parma da perfetto norcino…!



La sua passione per il Bel Paese iniziò a soli otto anni, attirato dai modellini di Vespa, Moto Guzzi e Ferrari. Quando poi scoprì che la pizza e gli spaghetti erano prelibatezze del paese produttore di quei motori, decise che prima o poi una scappata in Italia avrebbe dovuto proprio farla. “Le moto, le macchine e la pasta conquistarono il mio cuore e la mia pancia”, dice. Qualche anno dopo scelse niente poco di meno che Firenze per studiare italiano perché la culla rinascimentale proponeva in quel momento diverse scuole per stranieri.

Mi chiederai del perché ti stia parlando di Yuzi. Ebbene, si calò così tanto nella cultura italiana che iniziò a seguire il calcio e a tifare Fiorentina.

Anzi, ti dirò, da buon giapponese voleva sbarcare a Firenze preparato su tutto e, fra le altre cose, lesse un libro sulla serie A che menzionava una breve storia della Viola. Fu un colpo di fulmine e appena atterrato a Firenze, fece di tutto per procurarsi un biglietto al Franchi. Il suo personale esordio fu domenica 27 novembre 1994 in un Fiorentina-Sampdoria. La Viola perse per un colpo di testa del nostro super ex Ruud Gullit, ma Yuzi fu comunque soddisfatto di vedere la partita: un sogno realizzato.

Divenne un tifoso rigorosissimo; senti un po’ cosa dice: “Il viola è il mio colore preferito fin da bambino; invece, il bianco e nero sono colori che accosto solo ai vecchi film e alle foto storiche. Non sono colori che si addicono al calcio. Mi spiace che molti nostri campioni si siano trasferiti a Torino: Baggio in primis; poi Chiellini, Bernardeschi e ora Chiesa. Da quando c’è stato il caso Baggio, i rapporti già tesi fra Firenze e la Juventus sono ulteriormente peggiorati. Da parte mia non ho mai offeso la Juve, ma quando perde godo!”.

Veniamo al Milan. Dice Yuzi: “Ricordo una sconfitta per 1-2 l’ultima giornata della stagione 1994-95; mentre che gran gara fu quella della quindicesima giornata del campionato 1995-96! Un pareggio, 2-2, con gol di Baiano allo scadere”. Per quanto riguarda la mamma, Giada, la sconfitta più bruciante fu la gara valida per la super coppa italiana del 1996 con doppietta di un grandissimo Gabriel Batistuta. Quando sento o leggo “te amo”, collego questa frase alla dedica post gol alla moglie Irina. Sempre!

Yuzi non porta nel cuore solo Bati, ma anche Spadino Robbiati che, pur non giocando da titolare, appena scendeva in campo, risolveva la gara. E aggiunge: “Io non mi intendo di tattica. Ma è sufficiente guardare qualche partita per capire se un attaccante valga la pena del costo del biglietto”.

Noi milanisti abbiamo in comune alcuni giocatori con la Fiorentina, in modo particolare Borgonovo, Massaro e il grandissimo Manuel Rui Costa

(a proposito, se tu fossi nata maschio, ti avrei chiamata Manuel in onore di questo numero 10 che con Sheva e Pippo formò un trio da sogno).

Cito le parole di Yuzi: “Rui è indimenticabile. Voglio ringraziarlo di cuore per aver giocato da noi per tre anni. Lo chiamavamo “Maestro”, la sua creatività affascinava. Ogni volta che aveva la palla al piede, mi aspettavo l’immediato gol di Batistuta. Fece un gol al Vicenza incredibile: la palla finì in rete con tale potenza e velocità che non lo vidi nemmeno: sentii solo un sibilo. Purtroppo, non ho potuto godermi Borgonovo, perché il mio arrivo coincise con il termine della sua carriera. Inutile dire quanto mi sia dispiaciuto vederlo soffrire in quel modo”. Giada, ricordo molto bene Stefano Borgonovo, un cecchino che sfortunatamente subì un brutto infortunio al ginocchio e che scomparve prematuramente per una malattia che non lascia scampo. Di San Daniele Massaro, goleador protagonista dello scudetto e della Coppa dalle Grandi Orecchie vinti nel 1994, ti racconterò approfonditamente più avanti; ad ogni modo la forma tronca del sostantivo “santo” già lascia poco all’immaginazione.

                                                                                                                         

Il giocatore che maggiormente Yuzi ci invidia è Paolo Maldini. Io mi accontento dei viola Rui e Massaro, ma devo dire la verità: anche se vantavamo in quel periodo centravanti del calibro di Van Basten e Weah, a me sarebbe piaciuto vedere Bati con la maglia rossonera…

Nello studio delle lingue straniere i programmi televisivi sono importantissimi per l’allenamento della comprensione e per l’apprendimento di nuovi termini. Sai quale era il programma televisivo preferito di Yuzi? Quelli che il calcio, condotto da Fabio Fazio. Lo seguiva quando la Viola giocava in trasferta. Dice in merito: “Capivo il 30% delle loro parole, ma mi piaceva molto!”.

Yuzi è tuttora uno dei membri onorari del Fan Club della Fiorentina di Kyoto, fondato nel 1995. Al momento, causa Covid, le attività sono bloccate, ma ogni tanto si incontrano in segreto per parlare della loro squadra e vedere qualche partita nonostante il jet-leg. Il gadget a cui è maggiormente legato è la felpa del C.A.V., il Collettivo Autonomo Viola, lo storico gruppo sciolto nel 2011. (Noi, Giada, vantiamo La Fossa dei Leoni, il primo gruppo di tifo organizzato sorto in Italia nel 1968. 1968-2005! Siamo stati pionieri anche sugli spalti).

                                                                                                                                               

Di rigore una domanda su Maradona, il paradosso fatto persona: geniale in campo, l’esatto suo contrario fuori dal rettangolo di gioco. Dice del Pibe: “Non ho mai avuto la Maradona-mania, ma lo seguivo sia in Tv che sui giornali. Ricordo ancora le sue prestazioni a USA ’94. Sono rimasto scioccato dalla sua morte improvvisa, così come da quella di Eddie Van Halen”.

Noi italiani consideriamo i giapponesi persone precise e posate, l’esatto contrario di noi istrionici.  Mi sono permessa di chiedere a Yuzi cosa pensano i suoi amici e conoscenti della sua caldissima passione per l’Italia, per la Fiorentina, ma anche per la Vespa e la Moto Guzzi:

“Esprimo le mie passioni in modo sanguigno, certamente in un modo diverso da tanti miei connazionali. Ma non mi importa nulla delle critiche. La gente che critica le passioni altrui e il modo in cui vengono espresse è la stessa che mangia la pizza con l’ananas!”.

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