Ormai diamo fastidio, ci aspettano tutti al varco, tutti in attesa del nostro passo falso, tutti a sperare di poter finalmente confermare che no, il Milan non può reggere questi ritmi. La soddisfazione, quindi, di rispedire i gufi a casa dopo la vittoria contro la Samp è doppia, anzi tripla date le pesantissime assenze con cui abbiamo affrontato la delicatissima trasferta genovese. Che goduria.

Primi 45’ con noi che attaccavamo e loro che si difendevano. Nonostante questo, fino al rigore trasformato da Frank The President allo scadere, l’unica parata seria l’aveva fatta Gigio nostro che, sugli sviluppi di un batti e ribatti in area, è volato a smanacciare la capocciata a botta sicura di Tonelli dopo nemmeno 10 minuti. Per il resto, come detto, la partita l’abbiamo fatta noi ma creando molto poco rispetto alla pressione esercitata. Colpa della prestazione arruffona di Brahim Diaz schierato nella posizione nevralgica solitamente occupata da Calha, dei tacchetti sbagliati da molti con annessi scivoloni e della caparbietà dei centrali doriani che hanno evitato ai blucerchiati di capitolare prima grazie a Ferrari, che in scivolata ha stoppato il tiro di Rebic dopo un’azione meravigliosa costruita da destra, poi con Tonelli, che ha salvato sulla linea e spedito sul palo il tocco del croato che era riuscito a liberarsi anche di Audero. Poi, quando tutto lasciava intendere che si sarebbe andati al riposo a reti inviolati, Jankto ha toccato la palla col braccio larghissimo andando a saltare con Theo, permettendo quindi a Kessie di rifarsi dell’ultimo errore dal dischetto.

Il secondo tempo è stato molto più equilibrato anche se, dopo poco più di un minuto, abbiamo rischiato di raddoppiare al culmine di un’azione travolgente iniziata e conclusa da Tonali, il cui esterno destro debole e preciso è andato a sbattere contro il palo, il secondo della nostra partita. La Samp è quindi venuta fuori bene, pressandoci più alto e approfittando della nostra minore brillantezza nel palleggio, cui non abbiamo potuto sopperire con il classico lancio verso Zlatan che tante volte, in queste occasioni, ci ha permesso di rifiatare e ribaltare l’azione. Ad ogni modo, tolta un’uscita a farfalle di Donnarumma e un paio di mischie con annessi reclami VAR, non abbiamo rischiato nulla.

Poi Pioli ha azzeccato la sostituzione che ha deciso l’incontro, visto che Castillejo, dopo 8 secondi dal suo ingresso in campo, ha scaraventato in rete il pallone ottimamente servitogli da Rebic, sugli sviluppi di una grande intuizione di Hauge. Con la partita ormai in ghiaccio e Ante che si è divorato persino il terzo gol, abbiamo abbassato la tensione ed abbiamo preso gol da Ekdal, ancora una volta sugli sviluppi di corner. E’ il settimo su nove che prendiamo da palle ferme, direi che è arrivato il momento di alzare l’attenzione. Questo ci ha costretto ad un inaspettato supplemento di sofferenza che, per poco, non ci costava i tre punti. Fortunatamente, al minuto 94, il colpo di testa di Ekdal, lasciato libero di saltare, si è spento al lato insieme alle speranze della Samp di pareggiare.

Nel primo tempo mi sono piaciuti moltissimo i due laterali di destra che, infatti, hanno confezionato l’azione più bella del match. Ottima la prova di Tonali che, fino al 70’, aveva fatto addirittura meglio del suo compagno di reparto. Poi, quando il gioco si è fatto duro, Frank Kessie è salito in cattedra ed ha letteralmente ribaltato gli avversari, fregandosene del giallo che aveva preso al  quinto minuto e gestendo in maniera perfetta tutti i palloni che gli passavano tra i piedi. Dominante. La partita, dura e fisica, non si addiceva forse a Brahim Diaz che, infatti, è stato giustamente sostituito dopo un tempo giocato sotto tono.

Quel che più mi piace, compiace e sorprende di questa squadra giovanissima è la mentalità vincente, la fame di tre punti che mostra contro chiunque ed in qualunque condizione. D’altronde che l’appetito vien mangiando lo stanno imparando dal più affamato di tutti. 

 

 

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