(di Michele Coletti)

Oggi è il tuo compleanno e io di regali anche per quest’anno non riuscirò a fartene… Quanti me ne hai fatti tu invece in questi 34 anni 306 giorni!

Mi hai regalato la mia prima partita a San siro, un Milan Cremonese dove mi sarebbe anche solo bastato vedere da vicino Gullit, figurarsi la gioia immensa nel vederlo addirittura esultare a pochi metri da me!

Mi hai regalato la soddisfazione di avere in squadra il portiere che ha detenuto il record di imbattibilitá per anni, mi hai regalato un SUPEREROE con la maglia numero 9 che ha vinto 3 palloni d’oro e chissà quanti altri ne avrebbe potuti vincere se non per quella caviglia maledetta; mi sono divertito pure quando nel ‘94 vedevo Cruyff rimanere seduto in panchina mentre noi esultavamo per la doppietta lesta e opportunista di Massaro, la prepotenza Desailly e si… l’opera d’arte del Genio Savicevic. E dire che per il Barcellona era solo una formalità quella partita, sembrava avessero già preparato il posto in bacheca.


Mi hai regalato Marco Simone, probabilmente non l’attaccante più forte mai avuto, ma vederlo duettare con “Giorgione” Weah
ha avuto il suo fascino…e comunque un giocatore che per primo usa gli scarpini bianchi, non può non diventare il mito di un bambino di 9 anni!
Ho anche scoperto che si poteva piangere di nostalgia quando ho visto Baresi andare in “pensione” e con lui la sua maglia numero 6… e li mi hai fatto crescere un po’.

Mi hai regalato un numero 10 italiano, probabilmente il più conosciuto e amato al mondo, un numero 10 che al Milan però non ha indossato perché quella squadra era “stracolma” di campioni: il “divincodino” con il numero 18 alzato dalla bandierina in un Milan Fiorentina di maggio, per l’ennesimo scudetto vinto, è un momento che rimarrà impresso nella mia memoria.

Dopo anni di successi sono ahimè arrivati anni bui, terribili per lo stesso bambino abituato a vincere scudetti e coppe: scudetti che per due anni sono diventati chimere, complici probabilmente la “pancia piena” e la voglia di rivalsa delle altre squadre. Fortunatamente ti sei fatto perdonare con un tricolore inatteso, quello di Zaccheroni, Bierhoff, Guglielminpietro e la sorpresa Abbiati: tricolore festeggiato con delle stampelle dovute al tentativo di emulazione di capitan Maldini in una delle sue discese sulla fascia sinistra.

Poi è arrivato Terim, che devo esser sincero un po’ mi ha fatto gioire anche lui, si perché un derby vinto in rimonta con eurogol di Cosmin Contra, per di più visto all’Inter club di San fior è una pagina che mi ha fatto letteralmente godere…poco importa se sono stato cacciato quella sera dal bar, avevamo vinto!
Ma, come ben sai, l’imperatore Turco ha avuto poco tempo, c’era da far posto ad un Milanista vero, uno che ci voleva veramente tanto bene, un certo Carlo Ancelotti te lo ricordi?

Che anni, i primi del 2000, roba che se fossi un cantautore non dedicherei solo una canzone, ma un intero album a quei successi.
Il 2003 è stato l’anno che tutti i milanisti dovrebbero aver la possibilità di vivere: eliminare l’Inter in semifinale e vincere la finale contro i “lestofanti” credetemi è stato veramente “Erotico”.
Mi ricordo che quella sera dopo aver urlato e messo a dura prova le norme antisismiche della casa, feci una promessa:
promisi al “Dio del calcio” che poteva farmi di tutto da quel momento in poi, avevo avuto tutto, non potevo più chiedere nulla…
Puntuale cosa ci manda lui? Istanbul

Un incubo non necessariamente da ricordare, credo che la respinta di Dudek su Sheva sia una cosa che va oltre la fisica, qualcosa di paranormale.
Era destino mio caro Milan, forse è colpa di quella promessa fatta da me.. allora tu hai deciso che bisognava rimettere le cose a posto, quindi ci siamo spostati un po’ più a sud di Istanbul, siamo andati ad Atene, ti sei vendicato e mi hai fatto capire che le promesse non si fanno. Tanto la Juve le finali le perde comunque… Milan Amburgo o Real (solo per citarne alcune) che sia.

Di anni io ne avevo 21 e 5 champions potevano bastare, se penso che tutte le squadre di serie A ne hanno vinte tante quante Maldini.
Per un po’ basta champions e tu cosa fai? Mi sorprendi ancora regalandomi Ronaldinho, Beckham, Seedorf e Pirlo nella stessa squadra (si Andrea da Brescia in arte maestro ha giocato anche con la maglia rossonera), roba che i portieri non dovevano istruire le barriere, ma bensì costruire veri è propri muri in difesa delle nostre punizioni.

Poi è arrivato Zlatan con in dono il nostro ultimo scudetto, e anche li abbiamo avuto un bel momento da raccontare ai nostri figli.
L’ultimo decennio è iniziato così con un successo, proseguito con uno scudetto mancato ed un gol non visto… e continuato con un’agonia estenuante, tra numeri 10 di dubbia qualità e capitani di terribile dignità.

Ora caro Milan non voglio annoiarti con quello che sei stato tu per me, è il tuo compleanno ed è giusto festeggiarti, se ti va di tornare a vincere già da questa sera mi farai un bel regalo; è vero è alquanto buffo che sia io a chiederti un regalo il giorno del tuo compleanno, ma tranquillo caro Milan se non arriverà alcuna vittoria io non ti abbandonerò e ti “godrò” un po’ di piu, perché quando vinci sei di tutti, ma quando perdi sei solo mio.

Quindi tranquillo Milan io non ti lascerò, lo vedi alla fine sono riuscito a farti un piccolo regalo…
spero possa bastarti perché…
Sono nato rossonero ❤️🖤

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