Natale al primo o al secondo posto, sicuramente davanti a quelli che vincono da 9 anni consecutivi, davanti all’attrezzatissimo Napoli di Ringhio, alle romane ed al miracolo Atalanta. Questo è il più bel regalo che questa banda di poco più che maggiorenni poteva farci prima della pausa. Arriva dopo una sofferta, ma alla fine meritata, vittoria nella fastidiosissima trasferta contro il Sassuolo che, alla vigilia, veniva vista dai nostri avversari come limite da noi difficilmente valicabile dopo i due pareggi consecutivi e le pesantissime assenze della squadra (ultima quella di Rebic).

Ci sono voluti esattamente 6 secondi e 76 centesimi per zittire tutti. Tra i gol lampo io, naturalmente, ricordavo quello di Pato al Camp Nou, da oggi ricorderò Leao. Senza avere nemmeno il tempo di accendermi la solita sigaretta, ho visto Calha partire a razzo verso l’area neroverde e servire l’inserimento del portoghese che, a tu per tu con Consigli, ci ha portati in vantaggio, sancendo il nuovo record della storia della Serie A. Gli under rossoneri, non contenti, hanno continuato a spingere e, al minuto 8, avrebbero anche raddoppiato al culmine di un’azione meravigliosamente condotta da Leao sulla fascia destra, con chirurgico mancino di Calha ad insaccarsi nell’angolino basso. Il maledetto VAR ha, tuttavia, riscontrato un millimetrico fuorigioco del tacco del piede di Saelemaekers sul rinvio di Kalulu ed ha annullato tutto.

La squadra è, comunque, rimasta sul pezzo ed ha rischiato pochissimo prima che lo sprinter Theo Hernandez fulminasse l’intera retroguardia emiliana servendo a Saelemaekers il più comodo dei tap-in. A quel punto il Sassuolo, stordito e scosso, si è svegliato dal torpore ed ha portato con Berardi e Traorè qualche grattacapo alla porta di Donnarumma, ottimamente difesa sia da Kalulu che da Romagnoli. Il destro largo di Leao ha, quindi, sancito la fine della prima frazione, giocata in modo pressochè perfetto sia dal punto di vista tecnico che da quello tattico.

Nel secondo tempo, dopo aver assistito all’ennesimo cambio per infortunio (per Tonali speriamo si tratti solo di una botta) abbiamo prevedibilmente lasciato l’iniziativa al Sassuolo, schiacciandoci forse troppo ma non correndo rischi particolari. Il fiscalissimo arbitro Mariani ci ha privati anche di Kessie per il match di mercoledì contro la Lazio, sventolandogli un giallo generosissimo per aver poggiato il suo gambone sulle terga di un avversario che ha gridato all’attentato alla vita. E vabbè. Ci siamo, quindi, divorati il terzo gol in contropiede con Saelemaekers che ha calciato alto a porta vuota dopo un bel contropiede e un’inutile rabona di Leao, poi anche Gigio si è iscritto alla partita, scendendo a deviare un bel tiro di Traorè. Hauge ha impegnato Consigli con un gran destro da fuori ma poi, ad un minuto dal 90′, si è inspiegabilmente spaventato sulla punizione di Berardi e, staccandosi dalla barriera, ha lasciato passare la palla che si è insaccata dopo aver incocciato la sua testa. I minuti finali, per nostra fortuna, non sono stati così angoscianti come si prevedeva e il triplice fischio dell’arbitro ci ha confermati meritatamente da soli in testa alla classifica.

Theo Hernandez ha sgasato sulla fascia, imprendibile, per l’intero incontro, non lasciandosi, inoltre, mai abbindolare dalle giocate di Berardi. Il migliore per distacco. Ottima anche la prova dei due centrali difensivi che hanno spazzato qualsiasi cosa passasse vicino a loro, chiudendo ogni varco ed impedendo che Donnarumma venisse impensierito. Ad ogni modo la squadra ha risposto presente in tutti i suoi elementi, fatta eccezione forse per Hauge che è entrato male in partita e, probabilmente, ha risentito delle urla che gli venivano giustamente riservate.

Questi ragazzi sono forti, hanno tecnica, fame e un cuore più grande di qualsiasi assenza, di qualsiasi pressione e di qualsiasi gufata. E il nostro, di cuore, batte sempre più forte.

 

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