Non bastano gli infortuni, non sono più sufficienti le squalifiche, questi ragazzi sembrano destinati a buttare ogni giornata il cuore oltre l’ostacolo. E, anche stavolta, lo hanno fatto alla grande, nonostante l’inferiorità numerica per 2/3 della gara, contro un Benevento ottimamente messo in campo dal nostro sempre amato Pippoinzaghi che sta dimostrando di avere la stoffa dell’allenatore. Non ci avrei scommesso nemmeno 1 centesimo 2 anni fa ma sono contento di aver sbagliato. Bravo Pippo.

Il primo tempo lo abbiamo chiuso in vantaggio nonostante la prestazione non certo sfavillante e l’inferiorità numerica causata da un’ingenuità di Tonali. E dire che eravamo partiti bene, con Brahim schierato largo a destra che ha fatto sibilare la traversa con un bel tiro dopo pochi minuti. Il Benevento di Pippo, per niente propenso al ruolo di sparring partner, ha giocato a viso aperto cercando di non buttare via mai la palla. Fortuna ha voluto che proprio in un disimpegno dal basso Rebic abbia anticipato Tuia che gli è franato addosso, inducendo Pasqua ad assegnare il rigore che il Presidente ha trasformato senza problemi.

Con la partita in discesa, tuttavia, abbiamo lasciato che le Streghe ci aggredissero soprattutto grazie all’ispirato Letizia sulla sinistra ed alla vivacità di Insigne e Caprari, ben imbeccati dalle geometrie di Schiattarella. Al minuto 19 la sorte ci è stata amica quando Inisgne ha colpito un palo clamoroso con un gran sinistro di controbalzo. Il rischio corso, tuttavia, non ci ha svegliato ed, anzi, abbiamo iniziato a esporci molto anche a causa di errori tecnici elementari che, dopo il rischio corso da Calabria contro Caprari, hanno determinato il rosso diretto a Tonali per un calcione rifilato al ginocchio di Ionita nel tentativo di recupere il suo stop sbagliato. La partita è naturlamente diventata complicatissima con il Benevento che ci ha chiuso in area, creando tante occasioni potenziali ma, in realtà, costringendo Gigio al grande intervento solo con Letizia, infortunatosi in occasione del tiro.

Quando Sandro è stato espulso credo che il 99% di noi tifosi avrebbe immediatamente cambiato lo svogliatissimo Leao. Pioli, che fortunatamente di professione fa benissimo l’allenatore e non il tifoso, ha invece deciso di lasciarlo in campo, togliendo il buon Brahim. Evidentemente sapeva che con Rafa in campo la magia è dietro l’angolo. Ed infatti, tempo 4 minuti della ripresa, il portoghese si è lanciato alla rincorsa di un pallone servitogli da Rebic, incurante del teorico vantaggio che il portiere aveva sul pallone che pareva troppo lungo, ha quindi anticipato Montipò e, girandosi su se stesso, lo ha uccellato con un lob delicatissimo e dolcissimo che si è insaccato all’incrocio dei pali. Che giocata, ragazzi! Il Benevento, ad ogni modo, non si è affatto abbattuto ed ha ricominciato a giocare mettendoci alle corde con azioni continue che, complice l’inferiorità numerica, ci hanno creato parecchi grattacapi. Dopo l’incredibile l’errore di Insigne, che da due metri ha pensato al gol di tacco invece che al comodo piattone, è stato uno sciocco intervento di Krunic su Caprari a dare allo stesso attaccante giallorosso la possibilità di accorciare le distanze ma il rigore concessogli lo ha calciato davvero male e la palla si è spenta al lato.

I ragazzi di Inzaghi hanno continuato incuranti ad attaccare ma hanno trovato sulla loro strada un Kjaer in versione Kjaer, quindi muro invalicabile, e un Donnarumma sicurissimo nelle uscite e, come sempre, mostro tra i pali. Chiedere a Lapadula quando, dopo essersi liberato troppo facilmente di Romagnoli, ha visto Gigio scendere a deviare il suo insidiosissimo diagonale. Negli ultimi 20 minuti il Milan ha, però, messo il sigillo sulla vittoria colpendo due pali con un gran destro di Chalanoglu da fuori e con un piattone di Kessie ottimamente invitato da Leao, dopo un gran filtrante di Conti, entrato davvero bene in partita dopo aver preso il posto di Calabria.

Se portiamo a casa la vittoria con la porta inviolata lo dobbiamo alla sicurezza che danno alla squadra la presenza, la classe ed il senso di posizione di Kjaer e Donnarumma, indubbiamente i migliori dei nostri. Ottime anche le prestazioni di Kessie e Calabria. Della genialità e dell’indolenza di Leao si è già detto mentre Tonali continua la sua stagione di crescita fatta di alti (pochini) e bassi (troppi, compreso questo).

Hanno vinto tutte le grandi ma per ora non ci prendono. Non si molla un cazzo e credo che Pippo, sotto sotto, sarà pure contento.

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