Giada, ci siamo! Fra poche ore calerà il silenzio in casa: il nostro Milan giocherà contro di loro. Sì, loro: i Gobbi; il Piemonte calcio o, più semplicemente, la Juventus.

Soffro questa partita da sempre perché vivo circondata da juventini. Da cinque anni ne ho uno piazzato costantemente sul divano, ovvero il tuo babbo. Dovrai farci l’abitudine, la nostra città ne è piena!

Questa volta non posso citare la mitica massima del grande Nereo Rocco, che esclamò un cristallino “speremo de no” al giornalista che gli augurò “Mister, che vinca il migliore!”. Dopo diversi, tanti, troppi anni, ci affacciamo alla gara come favoriti. Ho appena fatto polemica con tuo padre perché l’ultima volta che siamo partiti come la squadra da battere era febbraio 2012, la storica partita meglio conosciuta come quella del “gol di Muntari”. Se lo avessero assegnato, non escludo che la storia rossonera degli ultimi otto anni sarebbe stata diversa. E anche la loro!

Quando ti aspettavamo, giurammo che ti avremmo lasciata fuori da questioni calcistiche. Tuttavia, pur senza essere pressanti, nessuno è stato di parola: io acquistai un body carinissimo con un diavoletto in una delle bancarelle davanti a San Siro; andai allo stadio fino al termine del campionato con una bella pancia che accarezzavo, raccontandoti del miracoloso piazzamento in Europa League; al rientro dal reparto di ostetricia, mentre le mamma andò a iscriverti al sistema sanitario italiano, il babbo ti fece ascoltare i cori della Juventus a Lione, auspicando che smettessi di piangere.                                                                                                                        

Ci sono delle piccole coincidenze che mi fanno sperare che tu sosterrai la nostra causa:

  1. A dicembre 2016, quando le tue dimensioni erano più o meno quelle di un fagiolino, vincemmo la supercoppa italiana proprio contro la Juve!
  2. La Juve perse l’ennesima coppa dei campioni a due mesi dalla tua nascita.
  3. Hai iniziato a lanciare i tuoi primi gridolini da tifosa a due anni e mezzo alla vista di Ibra, anzi, “Ibba”.

Il babbo è fierissimo della sua fede bianconera e ha avuto il coraggio di dichiarare che sono molto più onesti di quanto la storia affermi. Solo due sere fa l’ultima discussione su calciopoli, dove frasi quali “non eravamo gli unici”, “l’Inter ha fatto peggio di noi”, “38 sul campo“, “non abbiamo mai chiuso Paparesta nello spogliatoio”, “voi avete avuto culo a finire in Champions”, ecc. ecc. si sprecavano. Quando ti parlerà di quell’estate agrodolce del 2006, quando gli Azzurri salirono sul tetto del mondo nel bel mezzo della bufera calcistica Italian Style, tu dovrai prendere con le pinze parecchie delle sue convinzioni da piangina.

Cercherà di convincerti che Michel Platini sia stato un fenomeno ad aggiudicarsi 3 palloni d’oro. Assolutamente d’accordo, tuttavia pure Van Basten! Cercherà di inculcarti la fede bianconera per tutti quegli scudetti vinti. Non cascarci! Noi abbiamo al momento ben 7 Coppe dei Campioni in bacheca che loro sognano di notte svegliandosi urlando: siamo la squadra italiana più conosciuta all’estero! Cercherà di buttarla su CR7, ma sappi che da quando gioca nella Torino bianconera si è rovinato il curriculum. Ti dirà della nostra pessima figura nella buia Marsiglia per l’istrionismo di Galliani; io invece di parlerò del Dottor Agricola!

E dulcis in fundo, la mamma cala l’asso: noi abbiamo sollevato la Coppa dei Campioni davanti ai loro occhi nel 2003!                                                                                                               

Hanno un bellissimo stadio, ok. Ma San Siro è la Scala del Calcio. Giocano in una città maestosa, ma Milàn l‘è un gran Milàn. Hanno indossato la maglia bianconera frotte di fuoriclasse e mordi-caviglie, ma le nostre rose non temono il confronto: Scirea da una parte e Baresi dall’altra; le Roi e il Cigno; Del Piero e Paolo Maldini; Deschamps e Donadoni; Davids e Gattuso; Zidane e Kakà; Nedved e Seedorf; Pablito Rossi e Pippo Inzaghi. Due società che si sono spartite il ruolo di club-modello in Italia.

Sarà una gara dura. Loro infarciti di grandi nomi e di piedi fini; noi ricchi di giovani attualmente mentalmente forti. Loro devono decidere se vogliono questo benedetto decimo scudo e purtroppo contro di noi cercheranno di dimostrarlo anche all’Inter. Noi siamo attesi dall’ennesimo esame, dall’ennesimo commento della serie “sì, bravi, ma adesso vediamo cosa succede con la Juve”.

Il babbo la guarderà al 100%, commentando ogni azione sbagliata dei suoi e prendendosela regolarmente con Pirlo. Io, come spesso accade contro la Juventus, mi alzerò 20 volte dal divano per andare in bagno, imprecando contro l’arbitro, e attendendo con ansia il 90esimo. Perché a lui non dà fastidio perdere col Milan, soffre di più l’Inter. Cosa che mi manda letteralmente in bestia!

E comunque che si vinca o si perda, in Europa o sul divano, tu ricordati: #finoallafine forza Milan!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *