Per farci capitolare ci sono voluti 10 mesi, una formazione totalmente improvvisata frutto di una serie interminabile di infortuni, squalifiche e positività al Covid e un avversario sulla carta nettamente più forte. Fa niente, ci sta, era tutto ampiamente prevedibile.

L’1-1 finale del primo tempo è stato tutto sommato giusto. Siamo partiti anche bene, con un pressing feroce sin dentro la loro area di rigore che non pochi grattacapi ha creato ai loro difensori. Proprio da un errore in disimpegno di Bentancur è arrivata la prima occasione per Castillejo che ha strozzato troppo il sinistro agevolando l’intervento di Szczesny. Poi è venuta fuori la Juve che, complice il poco filtro del nostro centrocampo e distanze tra i reparti evidentemente tutte da trovare, è riuscita a metterci alle corde per 10 minuti abbondanti alzando di molto il baricentro del gioco. Chiesa, in particolare, è diventato protagonista della partita colpendo un palo clamoroso sugli sviluppi di un corner e, poco dopo, chiedendo e ottenendo un gran uno-due da Dybala che, complice la dormita di Theo, lo ha portato a bucare Donnarumma con un diagonale preciso. Il Milan si è, piano piano, riorganizzato ed è tornato a rendersi pericoloso con Leao che ha sfiorato l’incrocio dopo una grande azione personale. La partita è rimasta viva e a Donnarumma che ha ribattuto il tiro del solito Chiesa ha risposto il portiere bianconero con due grandi interventi su Leao e sul quasi autogol di De Ligt. Poi, da un pallone recuperato da Calhanoglu con un intervento che, sinceramente, avrebbe potuto essere giudicato falloso, Leao è ripartito a tutta sulla sinistra, si è accentrato e ha servito l’accorrente Calabria che, aprendo il piattone, ha insaccato all’incrocio dei pali.

Nel secondo tempo siamo ripartiti meglio di loro, Dalot ha impegnato Szczesny e la partita la comandavamo noi. Dopo un quarto d’ora, tuttavia, Dybala ha approfittato del grande spazio lasciatogli dai nostri per avanzare e servire Chiesa al limite dell’area, Theo è stato, ancora, troppo timido nella chiusura, permettendo all’attaccante di trovare il pertugio giusto col sinistro per battere di nuovo Gigio. Siamo comunque rimasti in partita ed anzi se non ci fosse stato il solito errorino arbitrale, con Irrati che inspiegabilmente (?) non ha estratto il secondo giallo a Bentancur dopo un fallaccio su Calha, probabilmente avremmo costretto la Juve ad una ventina di minuti di sofferenza. Ed invece, con la parità numerica, loro hanno potuto attingere a piene mani dalla panchina milionaria mentre noi abbiamo potuto far entrare il solo Brahim per lo spento Hauge. Dopo una bella parata di Donnarumma su McKennie appena subentrato, i bianconeri hanno allungato il vantaggio con lo stesso americano che ha spinto in rete la palla deliziosa servitagli dall’altro fresco sostituto Kulusevski, che ha piantato sul posto Romagnoli. A quel punto la partita è finita, Pioli ha fatto altre sostituzioni pensando più a preservare energie per il match di sabato col Torino che a recuperare quella in corso, Calha ha impegnato ancora Szczesny e Maldini jr è stato egoista nel non servire Brahim tutto solo in area di rigore.

Il migliore dei nostri è stato Calha che ha cantato e portato la croce, sdoppiandosi nella doppia veste di playmaker e di fantasista. Leao ha fatto un primo tempo da 8 e un secondo da 5 e Calabria, oltre al gol, non ha demeritato nel ruolo di mediano, pur non avendo i tempi e le geometrie per dettare il gioco. Male Hauge e, ahinoi, anche Theo che ha nettamente perso il duello con Chiesa.

Tutti in piedi ad applaudire questi ragazzi che hanno lottato, hanno sudato ed hanno perso. Il Milan è ancora avanti. Avanti Milan!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *