Onore a Mister Pioli e onore ai nostri ragazzi!

Per la gioia di stampa gobba e cugini spendaccioni ed invidiosi dopo ventisette bellissime partite i nostri sono capitolati contro una delle poche squadre contro le quali non potevamo permetterci tutte queste assenze. E soprattutto la Sua assenza, Zlatan.

Che giusto per dare una idea del suo peso negli scontri al vertice era stato sempre presente non solo in campo ma soprattutto nei tabellini, addirittura con marcature multiple nel derby e contro Roma e Napoli.

Ecco dunque una delle più plausibili ragioni alla sconfitta con la Juventus. Quel maledetto allungo al San Paolo lo abbiamo pagato molto caro solo ieri sera, perché se contro le squadre di media-bassa classifica abbiamo sopperito con tanto cuore e grande spirito di sacrificio da parte di tutta la squadra, ieri l’assenza del nostro totem è stata pesante, nonostante un bellissimo primo tempo di Rafael Leao.

Non c’è bisogno dunque di cercare dunque tanti altri alibi o essere irritati per un Irrati. Questione di stile, lasciamo ad altri isterismi e piagnistei da moviola. E soprattutto zero drammi per una sconfitta maturata in una partita dove fino al minuto sessanta eravamo lì sul pezzo a rispondere colpo su colpo a Ronaldo, Dybala e Chiesa, con gran partita dell’esterno juventino che fino a qualche mese fa era stato accostato anche ai nostri colori, che però mal si sposano con uno che passa metà della partita fra tuffi e proteste.

E quindi si ecco un altro motivo della sconfitta di ieri, senza grande disagio si può affermare che Chiesa ha messo a ferro e fuoco per tutta la partita Theo. Vero, verissimo. E allora?

Allora giù le mani da Theo. Perché si può avere qualche lacuna difensiva specie se attacchi come e più di una delle cento punte esterne della serie A. Può capitare di soffrire talvolta un avversario di livello e possono anche capitare le serate no.

Quello che non capita spesso invece è di trovarsi in squadra un potenziale top player nel ruolo di terzino sinistro. E noi grazie al cielo, di Ibiza, e soprattutto grazie alla scelta di Paolo Maldini ce l’abbiamo.

Se Ibra è il papà di questa squadra, Theo e Gigio sono i suoi figli prediletti. Quelli che, non ce ne vogliano gli altri della rosa, profumano di fuoriclasse.

Gente che se la vendi ti rifai una squadra e che se invece la compri..non puoi perché costerebbero un patrimonio.


E allora teniamocelo stretto questo fenomeno che ara quella fascia sinistra che è un piacere. Che salta avversari come birilli, che salta in area di rigore e con le sue capocciate ci regala esultanze importantissime e che quando tira la porta la vede, eccome se la vede.

Ora sotto col Toro e rimettiamoci in corsa o se preferite in corsia..che il treno Theo vuole ripartire prima possibile.

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