Non ho le statistiche esatte sotto mano ma credo che i 40 punti negli ultimi 9 anni li abbiamo sempre raggiunti tra la venticinquesima e la trentesima giornata, se non addirittura oltre. In questa stagione finora straordinaria arriviamo alla stessa cifra dopo appena 17 partite, molte delle quali giocate in totale emergenza, vista l’assenza senza tanti giocatori importanti e decisivi. Gli applausi, purtroppo solo virtuali, per questi ragazzi continuano quindi ad essere scroscianti anche dopo la vittoria contro il Torino di Giampaolo, al termine di una gara prima dominata e poi controllata, al netto di un arbitraggio a dir poco antipatico di Maresca.

Egemonia rossonera nei primi 45 minuti. Li abbiamo schiacciati in area di rigore sin dall’inizio, riproponendo il pressing feroce che avevamo già mostrato per un’ora mercoledì e che tanto aveva fatto soffrire i gobbi in fase di impostazione. La superiorità tecnica rispetto agli avversari ci ha, quindi, permesso di avere il totale controllo del gioco pur senza creare particolari pericoli alla porta di Sirigu. Ma con un tale predominio il gol era, comunque, nell’aria ed infatti, da una percussione di Theo la palla è arrivata sul piede gentile di Brahim che, di prima, ha mandato in porta Leao, permettendogli di battere il portiere granata. Il lietmotiv della partita non è cambiato nemmeno dopo il vantaggio con il Milan padrone assoluto del campo e con il Toro spettatore del tutto impotente, fatta eccezione per un tiro al volo sbilenco di Ricardo Rodriguez. Brahim Diaz, molto attivo per tutto il tempo, al minuto 31 ha sprintato sulla linea di fondo ed è entrato in area di rigore, incontrando sulla sua strada lo stinco proteso di Belotti che ha portato il VAR a richiamare Maresca, il quale nulla aveva visto, inducendolo a concedere a Kessie il rigore del 2-0. Prima del riposo i granata hanno avuto la grande occasione di riaprire la partita con la punizione di Rodriguez, evidentemente ex dal dente avvelenato, che ha colpito un grande incrocio dei pali su punizione. Ci sarebbe stata, quindi, la possibilità di triplicare allo scadere del tempo ma Kessie si è fatto ipnotizzare da Sirigu, sparandogli addosso da pochi metri. Un primo tempo, come detto, quasi perfetto nonostante i tre gialli severissimi rimediati da Brahim, Tonali e Romagnoli.

Il secondo tempo è stato, invece, di pura gestione. Da una parte la squadra non è riuscita più a portare il pressing alto del primo tempo, sbagliando molto anche dal punto di vista tecnico, dall’altro il cambio di modulo ha permesso al Torino di trovare trame interessanti che, tuttavia, mai hanno impensierito Donnarumma, ottimamente difeso dalla coppia dei centrali difensivi. Certo, se il VAR non avesse impedito a Maresca di fischiarci il secondo rigore invertito della stagione, dopo quello subito contro la Roma, per un fallo ai danni di un nostro giocatore, magari avremmo sofferto di più. Fortunatamente la tecnologia ha impedito lo scempio ma, comunque, il calcione di Verdi sul polpaccio di Tonali ci è costato l’uscita in barella di Sandro, con nuovo spostamento di Calabria nella zona nevralgica del campo.

L’atteggiamento ostile dell’arbitro ha rappresentato l’unico motivo di interesse della ripresa, visti i gialli continui sventolati ai nostri per falli a dir poco veniali o inesistenti (l’ammonizione, con conseguente squalifica, di Leao è stata davvero imbarazzante) mentre a loro venivano perdonati persino falli di mano volontari atti ad interrompere nostre potenziali azioni da gol. I rientri di Calhanoglu al posto di Brahim (uscito, tuttavia, malconcio) e di Ibra dopo 1 mese e mezzo abbondante le note liete dei secondi 45 minuti, insieme alla grande parata di Gigio al 92’ su tiro di Segre deviato da Romagnoli oltre, naturalmente, al risultato finale.

Sugli scudi Calabria, ottimo da terzino e ancora bravissimo anche nel ruolo di adattato di centrocampo. Buonissima prova anche dei soliti Kjaer e Kessie, così come finalmente continuo e sempre più a suo agio nelle vesti di bomber Rafa Leao. Poco incisivi, invece, Hauge e Castillejo.

La vittoria ci permette di godercela tutta questa giornata di importanti scontri diretti delle nostre avversarie. Mal che vada…saremo ancora primi.

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