Al di là di come andrà sabato, alla fine di un girone d’andata giocato quasi interamente in emergenza, chiuderemo primi. Speriamo da soli. Naturalmente l’incertezza e la precarietà non ci abbandoneranno nemmeno contro l’Atalanta, dato che agli infortuni e alle positività al Covid si aggiungeranno le squalifiche di Romagnoli e Saelemaekers, causate sia da un arbitro che, in maniera inspiegabile, ha deciso di diventare protagonista anche nella partita che meno lo richiedeva, sia dalle ingenuità del belga. Ma la testa della classifica, tanto inaspettata a settembre quanto meritata a gennaio, deve renderci incredibilmente orgogliosi di quanto stanno facendo i ragazzi di Pioli.

Primi 45’ senza infamia e senza lode da parte del Milan che ha sfruttato la partenza decisa ed il vantaggio trovato dopo 5 minuti grazie al rigore che Ibra ha trasformato dopo essere stato spinto in area da Lycogiannis su bella verticalizzazione di Brahim. La partita l’abbiamo, quindi, continuata a gestire noi senza rischiare praticamente nulla ma senza nemmeno portare particolari pericoli alla porta di Cragno, fatta eccezione per il 14esimo palo stagionale colpito da Calabria su assist di Kessie. Naturalmente in una partita così tranquilla ci ha pensato l’arbitro ad aggiungere emergenza all’emergenza ammonendo senza colpo ferire il diffidato Romagnoli al primo fallo della sua partita, dopo un normalissimo scontro di gioco ed in zona sicuramente non pericolosa. E vabbè, però gli altri danno fiato alla bocca con i rigori in nostro favore…

Il secondo tempo si è aperto con l’ansia per la sostituzione di Kjaer (pare solo un fastidioso mal di schiena, per fortuna) e con l’ennesima doppietta, la quinta del suo campionato, di Re Zlatan che, servito ottimamente da un Calabria in versione Rui Costa, ha freddato Cragno in uscita, nonostante la bandierina alzata erroneamente dal guardalinee, nonostante la faccia da funerale di Abisso costretto dal VAR a convalidare la rete. Il doppio vantaggio ha messo il risultato in cassaforte e la partita è corsa via con relativa tranquillità, tra una grande uscita di Gigio che ha chiuso lo specchio a Simeone ed una altrettanto bella parata di Cragno che ha negato a Ibra la tripletta.

L’uscita dello spento Hauge per Saelemaekers, oltre a farci salutare il rientro di un titolare, avrebbe dovuto garantirci la giusta serenità per arrivare al 90’. Ed invece il belga, come un fesso, si è preso due gialli in pochi minuti per due falli veniali nel centrocampo cagliaritano che il fiscalissimo Abisso non ha affatto esitato a sanzionare, lasciandoci in inferiorità numerica per gli ultimi 15 minuti. C’è da dire che l’arbitro ha anche poi sorvolato su una spinta di Brahim su Sottil nella nostra area di rigore, probabilmente per compensare le precedenti severe decisioni, dimostrando, una volta ancora, che il suo cognome, Abisso, coincide con la distanza che lo separa dall’essere un buon arbitro. La gran parata di Donnarumma sul colpo di testa di Cerri ed il sinistro fuori di poco di Ibra hanno, quindi, condotto alla fine del match, conclusosi con l’ottava vittoria in trasferta su nove partite di questo Diavolo corsaro.

Sul migliore dei nostri credo ci siano pochi dubbi: 12 gol in 8 partite, uno ogni 57 minuti, 5 doppiette, 40 anni tra qualche mese. Numeri che solo un superuomo riuscirebbe a mettere insieme. Dio ti benedica, Zlatan. Quindi benediciti da solo. Ennesima grandissima prova di Davide Calabria e solita, immensa, prestazione di Frank Kessie. Ancora in ombra, invece, Hauge.

E ora sotto con l’Atalanta, come sempre in emergenza, come sempre da primi in classifica. Ed il sogno continua…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *