Che batosta, ragazzi! Una sconfitta netta, di quelle che non lasciano rimpianti tanta è stata la differenza tra le due squadre in campo. Fa male, è innegabile, visto che, a distanza di poco più di un anno dalla disfatta di Bergamo, gli 11 di “sua simpatia” Gasperini si sono mostrati ancora una volta superiori ai nostri, passati nel frattempo da squadra che navigava a centro classifica al titolo platonico di Campioni d’Inverno, grazie al contemporaneo pareggio degli altri odiosi nerazzurri in terra friulana.

Primo tempo soffertissimo chiuso con l’Atalanta meritatamente in vantaggio. Eppure eravamo partiti molto meglio noi, con Leao sugli scudi ed Ibra che si è divorato il vantaggio dopo poco più di un minuto, sebbene in netto fuorigioco. Il colpo di testa alto di Meitè, schierato a sorpresa nel ruolo di Calahnoglu, è rimasto per buona parte del primo tempo l’unica occasione rossonera degna di nota. Poi sono venuti fuori gli orobici con la loro aggressività, la loro organizzazione e la classe cristallina di Ilicic che ha iniziato a creare calcio ad ogni pallone giocato. Con il gioco sono, quindi, iniziate ad arrivare anche le occasioni: Donnarumma ha deviato bene un tiro-cross di Hateboer, Ilicic ha calciato fuori di poco dal limite dell’area. Poi, sugli sviluppi di un corner, Kalulu (fino ad allora bravissimo) si è perso l’inserimento di Romero che, di testa, ha insaccato alle spalle di Gigio. Nonostante il vantaggio i nerazzurri hanno continuato ad attaccare e noi a soffrire. Il solito Ilicic ha impegnato severamente Donnarumma su punizione e solo a pochi minuti dal termine ci siamo resi pericolosi con Ibra che, sbucando alle spalle del suo marcatore, ha girato al lato il colpo di ginocchio su traversone di Tonali.

Nonostante il pentimento di Pioli, che ad inizio secondo tempo ha rinnegato la scelta Meitè, rivelatasi fallimentare, per inserire Brahim, il match è ripartito sulla falsariga di come era finito, ossia con l’Atalanta padrona del campo. L’ingenuità di Kessie, che ha allargato troppo il gomito sul volto di Ilicic, ha permesso allo sloveno di raddoppiare infilando il rigore sotto la pancia di Gigio e garantendo alla Dea una gestione assolutamente tranquilla del resto della partita. E quando loro sono in fiducia, si sa, costruiscono occasioni in quantità industriale. Ed infatti, Zapata ha girato alto di testa in tuffo da ottima posizione, l’imprendibile Ilicic ha tirato fuori di poco dopo aver fatto impazzire mezza difesa, poi ancora il colombiano ha colpito il palo di testa. Insomma, nel giro di una ventina di minuti, abbiamo assistito ad un’ecatombe tecnica e tattica che solo una gran parata di Gollini sul primo pallone toccato dal tanto attesto Marione Mandzukic ha reso leggermente meno pesante da accettare.

Ad ogni modo i nerazzurri, come al loro solito, non si sono affatto accontentati del 2-0 ed hanno continuato a maramaldeggiare sulle macerie del nostro centrocampo sfilacciato, trovando il tris con Zapata ben servito nello spazio dall’ottimo Romero. Con la partita chiusa a tripla mandata abbiamo potuto assistere a qualche buono spunto di Brahim, che ha colpito il palo esterno con un bel destro a giro.

Fatta eccezione per il grave errore in marcatura in occasione del gol, non mi è dispiaciuto Kalulu che, insieme a Kjaer, ha provato a tenere a galla la barca che faceva acqua da tutte le parti. Per il resto tutti nettamente al di sotto delle loro possibilità.

Quindi zero scuse e complimenti a loro, che si confermano particolarmente indigesti per i nostri. Per fortuna li rincontreremo solo a fine maggio. Ci sarà da pedalare forte per tenere vivo il sogno di farlo dalla stessa posizione in classifica.

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