Stramaledetto Covid! Mai come quest’anno sarei voluto essere al Dall’Ara, come faccio sempre quando il Milan arriva in città. Il divano ha, invece, fatto da cornice alla nona vittoria su dieci trasferte che ci ha permesso di consolidare il primo posto in classifica e di far rodere ancora di più il fegato ai detrattori, costretti oggi a cambiare le regole del gioco per contestare la concessione dei 2 penalty in nostro favore.

Primo tempo sostanzialmente in pieno controllo, intervallato da un paio di amnesie che solo un immenso Gigio Donnarumma ha impedito che si trasformassero in gol per il Bologna. Dopo un inizio di partita soporifero la prima emozione l’ha regalata Theo Hernandez che, su punizione, ha colpito l’ennesimo legno della stagione, dopo la provvidenziale deviazione di Skorupski. Lo stesso portiere felsineo è stato bravissimo in uscita bassa su Ibra perfettamente lanciato da un Leao che, col passare dei minuti, è sembrato sempre più a suo agio nell’inedita posizione dietro lo svedese. Qualche minuto dopo l’estremo difensore polacco è stato ancora miracoloso sulla doppia occasione che Zlatan ha avuto prima sulla testa, poi, dopo la ribattuta, sul sinistro. Sugli sviluppi della stessa azione, quindi, Dijks ha tirato giù Leao che gli era sgusciato alle spalle. Stavolta pochi sorrisini ironici da parte degli avversari per il rigore nettissimo, mentre ha lasciato ancora a desiderare il tentativo di trasformazione di Ibra che si è fatto parare il rigore. Fortunatamente Rebic, sul tap-in, ha ribadito in rete. Dopo il contropiede di Leao, su cui Skorupski ha risposto ancora presente, si è fatto vivo, per la prima volta, il Bologna con un mancino fuori di poco di Orsolini. A quel punto, complice qualche dormita di troppo, abbiamo concesso due occasionissime ai felsinei che Donnarumma ha disinnescato in uscita bassa prima su Sansone, poi su Dominguez, presentatisi entrambi a tu per tu col nostro portierone.

La partita l’abbiamo, teoricamente, chiusa dopo pochi minuti quando Soumaoro ha reso onore al suo cognome e, come un asino (si può dire o rischio l’indagine della Procura Federale?), ha colpito la palla in area di rigore con entrambe le mani su uno spiovente lungo nel tentativo di anticipare Ibra. Fortunatamente Kessie si è preso la responsabilità di calciare il secondo rigore di giornata e ci ha portato sul 2-0. Con il match in pieno controllo abbiamo, quindi, dato il bentornato a Bennacer (quanto ci sei mancato, Isma!) e minutaggio a Mandzukic. Calabria è andato vicino al tris trovando ancora la risposta dell’ottimo Skorupski poi, a dieci dalla fine, Theo Hernandez ha commesso una sciocchezza gigantesca, incaponendosi in un  inutile triplo dribbling a centrocampo che, una volta persa la palla, ha permesso al Bologna di ripartire ed arrivare al gol al termine di una bella manovra finalizzata da Poli. Con la partita riaperta i rossoblu hanno spinto forte, noi siamo rinculati troppo e, ancora una volta, abbiamo avuto bisogno di San Gigio, decisivo sul colpo di testa di Soriano, per portare a casa i tre punti.

Gli interventi di Donnarumma di oggi ci hanno confermato, sebbene non ce ne fosse bisogno, che uno così in porta garantisce tra i 10 e i 15 punti a campionato. Ne esistono davvero pochi al mondo come lui, sicuramente nessuno così giovane. Quindi diamogli quello che vuole e teniamocelo strettissimo. Leao ha fatto davvero bene alle spalle di Ibra e Kessie, come al solito, ha dominato la metà campo. Mi è piaciuta anche la coppia Tomori-Romagnoli. Il poco ambito premio di peggiore dei nostri se lo giocano Ibra, che è sembrato andare in depressione dopo il solito errore dal dischetto, e Theo Hernandez per la gran cappellata in occasione del gol del Bologna.

Finisce così questo gennaio interlocutorio, in cui abbiamo sì perso due scontri diretti in campionato ed il derby di Coppa Italia ma siamo rimasti lassù, ancora davanti a tutti. Sarà buon segno?

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