Se proprio da queste pagine a fine Settembre avevamo tirato le orecchie alla Società Milan per una “omissione di soccorso” nelle ultime giornate del mercato estivo oggi, a due giorni dalla chiusura della sessione invernale di mercato, è giusto rendere merito a Maldini, Massara e Gazidis per la campagna di rinforzamento che è stata intelligente e completa in ogni reparto.

Nel frattempo però non possiamo che inchinarci a Pioli ed il suo staff, ringraziandoli per come hanno lavorato in questi mesi superando i momenti di emergenza per una rosa che tanto completa non era.

Calabria, in questa sua strepitosa stagione, è diventato più funzionale di un coltellino svizzero ed ha giocato egregiamente a centrocampo con la Juve. Kalulu non ha tremato al debutto in serie A e ha lasciato una ottima impressione, mentre quello che lo scorso anno era uno stralunato Leao ha interpretato a suo modo prima le vesti di prima punta, con ottimi riscontri, e addirittura a Bologna ha fatto il trequartista.

Ma da questo mese in poi si spera che a Milanello siano finiti gli esperimenti e gli adattamenti per merito dunque del mercato invernale, ma soprattutto grazie a Paolo Maldini.


Paolo, specialmente per quanto riguarda gli innesti nel reparto difensivo, sembra essere un cecchino. Dato ormai per assodato l’affare Theo, che è stato un colpo da dieci e lode, non scordiamoci l’importanza dell’acquisto di Kjaer, dato per finito a Bergamo e oggi leader maximo della difesa rossonera.

Un leader il cui unico difetto sembrano essere i delicati muscoli e così ecco che dalla valigia della leggenda rossonera viene fuori Tomori.

Probabilmente nessuno di noi conosceva questo difensore inglese ma sicuramente tutti siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalle prestazioni nel derby e contro il Bologna a meno di sette giorni dal suo arrivo a Milanello. Scattante, attento e con la giusta personalità per sostituire nelle prossime stagioni il collega danese.


Avanzando a metà campo ecco invece Meitè, la cui colpa a oggi è stata finire in campo nel momento sbagliato, nella partita sbagliata (Atalanta) e nel ruolo chiaramente sbagliato (trequartista). Da Meitè non bisogna aspettarsi chissà quale fuoco d’artificio. Al centrocampista prelevato dal Torino ecco dunque il compito di studiare quanto fa in partita il presidente Kessie e farsi trovare pronto quando serviranno forze fresche e prestanza fisica nei minuti finali o nelle prossime partite di Europa League. Un rinforzo più di quantità che di qualità ma comunque necessario.

Chiude lo scontrino alla cassa una vecchia conoscenza del calcio italiano, uno di quei guerrieri dalle poche parole e dai tanti fatti e trofei.

A guardar bene la bacheca di Mario Mandzukic, oltre a svariati titoli nazionali, troviamo una Champions League, una Supercoppa Europea ed un mondiale per club. Traduzione Mario porta l’esperienza giusta per gestire i famosi palloni che scottano nei minuti finali e soprattutto darà, una volta entrato in condizione, la possibilità di rifiatare al nostro allenatore sul campo, Zlatan Ibrahimovic.

Un tris di innesti che incoraggia noi tifosi rossoneri a sognare una permanenza più a lungo possibile nella prima posizione in classifica, ma soprattutto che potrebbe risultare fondamentale nel raggiungere il vero obiettivo stagionale. Riportare il Milan in quella Champions League dalla quale manchiamo da tanto e troppo tempo.

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