Dopo anni di bocconi amarissimi in cui, a fronte di un impegno sulla carta poco probante, fallivamo sistematicamente il risultato facendoci prendere dalla paura e mancando l’obiettivo del momento, oggi ammiriamo finalmente una squadra che si sbarazza senza patemi dell’ultima in classifica, mantiene il primato ed allunga sulle dirette rivale alla corsa alla Champions. E godiamocela, allora, questa capolista.

Primo tempo chiuso in vantaggio grazie al 500esimo gol di Zlatan nelle competizioni per club ma, in realtà, la partita si è rivelata molto meno semplice del previsto, merito di una buona prestazione dei calabresi che, guidati dagli ottimi Ounas e Benali, hanno ribattuto con organizzazione e coraggio agli attacchi, spesso confusi, dei rossoneri. Certo se al quinto minuto il gol di Calabria, dopo colpo di tacco geniale di Leao, non fosse stato annullato per il fuorigioco di Ibra ad inizio azione, magari avremmo avuto la partita in discesa. Ed invece il Crotone non ha avuto paura di giocarsela andando a tanto così dal vantaggio con Ounas, sul cui tiro Gigio ha alzato in angolo, e poi con Di Carmine, lasciato tutto solo in area a colpire di testa. Prima del gol abbiamo creato un paio di occasioni potenzialmente letali che non si sono tramutate in gol vuoi per l’intervento salvifico di un loro difensore che si è immolato sul tiro a botta sicura di Leao, vuoi per l’egoismo dello stesso portoghese che, dopo pochi minuti, ha tolto il pallone invitante dal piede di Saelemaekers. Alla mezz’ora il nostro centravanti, fino ad allora in ombra, ha scambiato in area col Leao e, ricevuto il precisissimo uno-due, ha trafitto Cordaz con un piattone altrettanto chirurgico. Dopo il gol le squadre si sono  trascinate stancamente fino all’intervallo.

Il secondo tempo è stato, invece, senza storia. Il raddoppio, sfiorato da Leao, su cui è stato miracoloso Cordaz, e poi da un bel sinistro di Theo che ha sibilato vicino al palo, è arrivato proprio grazie ad un’accelerazione delle sue del francese, con annesso cioccolatino per Zlatan che ha appoggiato comodamente in rete. Il Crotone del vecchio cuore Giovannino Stroppa, a quel punto si è letteralmente liquefatto. Calhanoglu, rientrato dopo lo stop da Covid, ha impiegato una manciata di minuti a riprendere confidenza con la sua specialità, ossia l’assist, confezionandone ben due consecutivi, sempre in favore di Rebic: prima, su corner, ha trovato la testata vincente di Ante poi, dopo aver raccolto una respinta di Cordaz su tiro di Zlatan, ha messo una gran palla in area che il croato ha scaraventato in rete di destro. Ibra ha cercato la tripletta con un colpo di testa bloccato dal portiere calabrese prima di lasciare il posto a Mandzukic, che ha provato ad iscriversi anche lui alla festa, trovando tuttavia un difensore sulla linea che ha ribattuto la sua capocciata.

Oltre agli autori delle doppiette che non posso non menzionare, mi sono piaciuti tanto i due terzini che, soprattutto nel primo tempo, sono stati spesso l’unica fonte di gioco della squadra, viste le difficoltà che abbiamo incontrato centralmente. Un plauso particolare va a Calabria, intelligente nel prendersi al minuto 85 il giallo che gli costerà lo Spezia ma gli garantirà il derby. Esattamente l’opposto della cazzata fatta da Capitan Romagnoli che ha macchiato la sua partita prendendosi un’ammonizione inutile sul 4-0. Ma sto cercando il pelo nell’uovo, lo ammetto.

Dopo il mercato invernale eravamo tutti curiosi di ammirare il mix di gioventù ed esperienza che Maldini & co. hanno messo a disposizione di Pioli, affascinati, in particolare, dalla cattivera slava che si respira lì davanti. Se questi sono i presupposti, che lo spettacolo cominci(c).

 

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