Il calcio sa essere sempre sorprendente. Ci eravamo lasciati domenica scorsa con la consapevolezza che sì, quest’anno, gli appuntamenti semplici, quelli in cui non si devono perdere punti, non li sbagliavamo mai. Ci risvegliamo oggi con due ceffoni presi in pieno volto dal neopromosso Spezia che ci impediscono di allungare sulla Juve sconfitta a Napoli e, soprattutto, mettono a serio rischio il primo posto dopo quasi 6 mesi passati al comando. Il tutto prima di un derby che, a maggior ragione, si presenta davvero come uno spartiacque della stagione.

Il primo tempo si è chiuso a reti inviolate con lo Spezia che, tuttavia, ai punti ci ha dominati in lungo e in largo. Solo un intervento strepitoso di Donnarumma ha impedito a Saponara di trovare il gol dopo una decina di minuti. Poi loro hanno continuato ad aggredirci ovunque, approfittando dello scarso dinamismo dei nostri e dei tanti, troppi, errori in fase di impostazione, in cui Bennacer ha palesato tutti i limiti fisici e di ritmo che si accumulano dopo mesi di stop forzato. L’impalpabilità di Calhanoglu ha fatto il resto lì in mezzo al campo, costringendo la squadra ad affidarsi esclusivamente al lancio lungo su Ibra. Ed infatti di azioni manovrate nemmeno l’ombra e le uniche potenziali occasioni sono arrivate da due calci piazzati su cui, però, né la testa di Theo né quella di Romnagnoli hanno trovato il bersaglio grosso.

Chi, come me, si aspettava un sussulto d’orgoglio nel secondo tempo è rimasto ampiamente deluso ed anzi i primi minuti della ripresa sono stati una sofferenza totale, con lo Spezia che ci ha chiusi in area di rigore come un pugile mette all’angolo il suo sparring partner. A furia di perdere palloni e contrasti siamo meritatamente passati in svantaggio dopo che lo scatenato Agudelo ha stoppato Theo a centrocampo facendo ripartire a tutta i bianconeri che, con una serie di ottimi scambi, hanno permesso a Maggiore di appoggiare nella porta sguarnita il pallone del meritatissimo 1-0. Il vantaggio spezzino ha galvanizzato ulteriormente i ragazzi di Italiano che hanno continuato a pressare tutto e tutti e la mazzata finale è arrivata con il gran gol di Bastoni che, così come Brozovic in un derby dello scorso anno, è stato lasciato, per svariati secondi, colpevolmente libero di ricevere la palla e scaricare in porta un gran sinistro a uscire. L’unica occasione rossonera degna di essere ricordata in questa serata da incubo è stato un colpo di testa al lato di Mandzukic al 92’, un minuto prima che Acampora colpisse in pieno l’incrocio dei pali, salvandoci dal terzo umiliante 3-0 della stagione.

Donnarumma ha fatto una parata mostruosa e nulla ha potuto sui due gol subiti. Per il resto forse solo Kjaer e il Saelemaekers del primo tempo hanno meritato una striminzita sufficienza. Gli altri, nessuno escluso, hanno fornito una prestazione che va dallo scialbo (Kessie) all’orrendo (Dalot).

Ero presente al “Manuzzi” nel lontano 2011 quando i bianconeri del Cesena guidati dallo scatenato Giaccherini asfaltarono con un sorprendente 2-0 il Milan di Ibra, candidato alla vittoria finale. Oggi lo Spezia di Agudelo mi ha ricordato quanto possa far male perdere partite come queste. So bene che aggrapparsi ai corsi e ricorsi storici è un mero esercizio di inutile retorica (è un’idiozia, una cazzata, in parole povere) ma, con il morale sotto i tacchi, è l’unico aspetto positivo che riesco a trovare dopo una serata così.

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