Bentrovata Stella! Meno brillante rispetto a qualche anno fa ma pur sempre una Stella da rispettare ed affrontare con la giusta attenzione, anche e soprattutto, per tornare ad alzare un trofeo in Europa.

E mai come in questo caso un ripasso di storia rossonera è gradito perchè gli ultimi incroci sono stati dolci, dolcissimi. 

PRIMO ATTO: DALLA NEBBIA ALLA COPPA (1988-1989)

C’era una volta la Jugoslavia e c’era soprattutto una Stella Rossa forte, fortissima.

Gli ottavi di finale della Coppa dei Campioni, edizione 1988/89, regalano al Milan futuro Campione d’Europa un incrocio ad altissimo tasso di difficoltà.

A San Siro a fine ottobre arrivano i campioni in carica della Jugoslavia e per una volta il pressing asfissiante e la trappola del fuorigioco, eccellenti fondamentali della squadra di Sacchi, vanno in tilt. I rossoneri sembrano correre a vuoto e soprattutto non riescono a fermare la stella della Stella con la maglia numero dieci.

Tutte le loro azioni partono da centrocampo dai piedi di un talento cristallino che di nome fa Dragan e di cognome Stojkovic. Un fenomeno che vedremo in versione ridotta nel campionato italiano con la maglia del Verona qualche anno dopo. 


Proprio Stojkovic ad inizio ripresa fa ammattire tutta la difesa rossonera e castiga Giovanni Galli sul suo palo. Cade il gelo su San Siro ma passano pochi minuti il Milan riesce a raddrizzare l’incontro. Van Basten, che quanto a genio calcistico è secondo a pochi, vede un corridoio ed illumina per l’accorrente Virdis.

Per l’attaccante sardo, freddo come pochi in area di rigore, è un gioco da ragazzi e riporta il punteggio in parità.

Il ritorno che si disputerà al Maracanà di Belgrado sarà qualcosa di epico, tant’è che la letteratura calcistica è concorde nel fissare in quei due giorni di novembre la nascita del Grande Milan di Sacchi.

Due giorni? Si perché si comincia mercoledì 9 novembre e si finisce giovedì 10.  

A rendere complicato il passaggio del turno intanto il gol segnato fuori casa dalla Stella Rossa nel match di andata che obbliga i ragazzi di Sacchi quanto meno a segnare un gol per rompere quello zero a zero che regalerebbe il passaggio del turno a Stojkovic e compagni.

Se il primo tempo scivola via senza grandi emozioni con la Stella Rossa in pieno controllo del match, il secondo tempo è difficile tanto sul terreno di gioco…quanto nelle condizioni meteo.

Un nostro futuro amico, quel Genio di Dejan Savicevic spara un sinistro dei suoi dal limite dell’area che Galli non vede neanche partire. Ma stavolta la balistica del genio montenegrino c’entra poco, Galli non vede praticamente nulla per colpa di una clamorosa nebbia sta calando sul terreno di gioco.

Servono i replay al rallentatore per intravedere il tiro di Savicevic. Passano pochi minuti e la situazione diventa degna del miglior Fantozzi. Virdis è espulso per un fallo di reazione ma non se ne accorge nessuno. Baresi e Sacchi lo ritroveranno già negli spogliatoi quando l’arbitro decreta la sospensione della partita per nebbia.

Il giorno dopo si gioca di pomeriggio e lo scenario è diverso, ma soprattutto è diverso anche il Milan. Il vecchio regolamento fa ripartire le due squadre dal primo minuto e dal punteggio di 0-0. Sacchi perde Virdis ed Ancelotti per squalifica ma recupera almeno per la panchina un Gullit a mezzo servizio. Leggenda vuole che durante i provini nel mattino l’olandese aveva fatto tremare più di una volta le pareti dell’albergo che ospitava la comitiva rossonera.

Pronti via il Milan ha un altro piglio e passa in vantaggio due volte. La prima con un clamoroso gol non visto dalla terna arbitrale, la seconda volta invece la palla tocca la rete e forse questo convince la sciagurata terna arbitrale. Il Milan è in vantaggio grazie ad un colpo di testa di Van Basten.

Ma come all’andata a rimontare immediatamente furono i rossoneri anche stavolta la reazione della squadra padrona di casa non si fa attendere. Ancora Stojkovic sigla il pari che significa quanto meno tempi supplementari. E così sarà.

Nel frattempo però succede che il Milan perde drammaticamente Donadoni che riceve come cadeau del suo viaggio a Belgrado una gomitata che gli frattura la mandibola con annessa perdita dei sensi. Si risveglierà in ospedale per fortuna ed il suo sarà un risveglio addolcito dal fatto che nel frattempo i suoi compagni gli regalano la vittoria finale. Giovanni Galli para due rigori, i rossoneri sono dei cecchini e l’ultimo rigore di Frank Rijkaard è il timbro sul biglietto per i quarti di finale.

Dove arriverà quella squadra che è uscita fuori dalla nebbia di Belgrado è storia, pochi mesi più tardi a Barcellona il Milan tornerà sul tetto d’Europa ma è giusto rendere l’onore delle armi all’unica formazione, quella jugoslava, che è stata l’unica a non essere stata sconfitta nei ai tempi regolamentari né a quelli supplementari dal Milan di Sacchi.

SECONDO ATTO: DAL CALDO ALLA COPPA (2006-2007)

C’erano una volta le vacanze e c’era soprattutto Calciopoli. L’estate rossonera 2006 è all’insegna delle turbolenze. C’è la grande gioia azzurra, ovviamente condivisa, per la vittoria dell’Italia nel mondiale tedesco. I nostri, specialmente Pirlo e Gattuso, fanno un figurone, Pippo nella sua unica occasione risponde presente e Gilardino ha suonato il violino contro gli States. Sfortunato, come sempre nelle sue esperienze azzurre, Nesta che ha dovuto gettare la spugna per i soliti problemi fisici.

Dall’altra parte della bilancia invece la rabbia e delusione per aver visto volare in Inghilterra Sheva e famiglia che non potevano vivere più senza conoscere la lingua inglese (solo Lady Shevchenko sa quanto se ne sia pentita) ma soprattutto c’è il verdetto della giustizia sportiva che punisce i rossoneri con una penalizzazione di 30 punti sul precedente campionato e di 8 punti da scontare sul campionato 2006-2007.


Il conto è presto fatto, la Champions la possiamo giocare ancora ma si parte dai preliminari. E così il 9 agosto siamo tutti in trincea accanto ai nostri eroi ma soprattutto c’è una splendida risposta di un San Siro che risponde in una caldissima data con ben 50.000 spettatori.

Ad un mese esatto del trionfo di Berlino, ad eccezione dell’infortunato Nesta, in campo ci sono i quattro azzurri, in difesa uno stoico Billy Costacurta. C’è anche un compleanno ed è quello di Pippo Inzaghi che non può non festeggiare con il suo regalo preferito…gol del 1-0 che ci rassicura in vista della gita a Belgrado, anche perché nel frattempo la Stella Rossa non è più quello squadrone di una volta e soprattutto sono cambiate tante cose. Il ritorno è una passeggiata coi gol del sempre presente Inzaghi e Seedorf mentre a poco serve a dieci minuti dalla fine il gol di Djokic che poco scalda i soliti 80.000 del Maracanà che avevano accolto il Milan con uno striscione con scritto “MAFIOSI” su una coreografia rossonera con la scritta “UEFA” rea a loro avviso di aver reintegrato il Milan in Champions. Anche questo incrocio si rivelerà particolarmente di buon auspicio per il nostro caro Milan che pochi mesi dopo, maggio 2007, concluderà guidato da uno splendido Kakà uno straordinario percorso europeo in un altro luogo magico e fortunato, la tanto cara Atene che ci ha visto due volte sul tetto d’Europa. Li dove il Milan deve tornare al più presto, magari cominciando già da questa Europa League.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *