Cari fratelli rossoneri,

ma il senso di questo bombardamento social su Romagnoli?  Il derby perso?  Ah ok.

In tal caso è indubbio che avete ancora negli occhi la coppia Baresi e Costacurta oppure per restare allo scorso decennio quella composta da Maldini e Nesta. Per inciso un campionissimo e tre fuoriclasse che sono stati fra i massimi interpreti nella storia del calcio del delicato ruolo di difensore centrale.

Ecco oggi nella batteria di difensori centrali dell’Ac Milan non c’è nessuno che si avvicina all’etichetta di campione, figuriamoci di fuoriclasse.

Abbiamo, giustamente, celebrato da un anno a questa parte Kjaer che ha portato carisma, esperienza e anche solidità. Ma l’innamoramento del difensore danese è stato anche incoraggiato da chi c’era prima di lui, ovvero quel Musacchio che da tre stagioni mal sopportavamo per le sue prestazioni tanto altalenanti quanto fallose e lo scabroso Duarte che abbiamo visto poco e quel poco ci è bastato.

Adesso ecco dal mercato invernale Tomori, che ha destato si ottima impressione nelle gare fin qui disputate, ma evocarne a fine partita la sua presenza quale ciambella di salvataggio per cambiare le sorti del derby potrebbe essere una lettura facile ma allo stesso tempo “leggera”.

Intanto perché non confortata da alcuna controprova e soprattutto perché è riduttivo e superficiale ridurre la sconfitta al match Lukaku-Romagnoli in un derby che è stato in discussione per tre minuti ad inizio ripresa, e parliamoci chiaro, dominato dall’Inter.

Siamo caduti nella trappola preferita di Antonio Conte, ripartenze, fisicità e cinismo. Tre qualità che non a caso troviamo nel bagaglio di Romelu Lukaku, non a caso uno dei pochi giocatori che Conte ha fortemente voluto.


Il belga non è un mostro raffinato di tecnica, non avrà nell’acrobazia e/o nella balistica le sue principali doti ma è proprio questo, il prototipo del calciatore 2.0, un atleta di cento e passa Kg che fai a fatica a tenere a bada fisicamente, in progressione scappa e che entrato in area la porta la prende sempre. Non ha la “luccicanza” di Mbappe e Haaland, prossimi eredi al trono di Messi e Cristiano Ronaldo, ma per concludere è una di quelle punte che oggi fermi o con un fortino inespugnabile o attaccandogli quel difensore fuoriclasse di cui sopra, che però non abbiamo più.

Purtroppo, diranno in molti, non è la prima volta che Romagnoli subisce queste figure nei derby contro Lukaku. Vero, verissimo. Ma così non lo stiamo aiutando perché a me sembra che si stia tornando indietro di qualche anno, dove ad ogni derby sembra di rivedere le rincorse affannate ed i lisci di Abate contro Milito. Dove oltre alla difficoltà in campo di tenere a bada il centravanti argentino si era aggiunto anche un handicap psicologico in ogni derby che veniva giocato.


Romagnoli non è un fuoriclasse, è alla sesta stagione da Milan ed il tempo comincia ad essere tiranno. Sta a lui migliorare le sue prestazioni per cercare di diventare qualcosa in più di un buon difensore. A lui dimostrare che la fascia di capitano va supportata anche con doti caratteriali “superiori”, insomma una forte ed immediata reazione non solo da parte sua ma anche da tutta la squadra.

A noi il dovere di tifare, spronare ed incoraggiare chi è in difficolta con l’avversario ma comunque indossa la maglia rossonera. Quindi adesso basta con gli insulti e le offese, perché altrimenti come canta Vasco, gli spari sopra….sono per noi.

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