E niente, ci piace l’emergenza. Nel momento più difficile della stagione ne perdiamo altri 3 per infortunio (Calha, Ibra e Rebic) ma ci portiamo a casa 3 punti in una trasferta difficilissima che sì ci fa restare in scia a quelli là ma, soprattutto, ci fa allungare a +8 il vantaggio sulla quinta. La squadra ha finalmente mostrato quella reazione che aspettavamo tutti da settimane e la scelta difficile di Pioli, ossia quella panchina per Romagnoli che in molti invocavamo, alla fine ha pagato visto che la coppia difensiva composta dai due stopper duri ha depotenziato di molto gli avanti giallorossi, permettendo un attacco all’area di rigore avversaria sicuramente più spensierato vista la velocità garantita da Tomori nel recuperare la posizione. Caro Alessio, io ti aspetto ma, da Capitano, converrai con me che il Milan viene prima di tutto.

Vantaggio più che meritato alla fine di un primo tempo giocato come non si vedeva da tempo. Se dopo un quarto d’ora il tabellino avesse detto 0-2 non ci sarebbe stato nulla da dire. Purtroppo, però, la bravura di Pau Lopez sul sinistro di Ibra, l’egoismo dello stesso Zlatan che ha preferito tentare il colpo di tacco invece che servire a Calha il pallone a porta sguarnita, un paio di ribattute a botta sicura e due gol annullati per fuorigioco a Tomori e Ibra hanno lasciato la Roma in partita, permettendole di riorganizzarsi e, piano piano, venir fuori. La squadra, tuttavia, ha continuato a macinare gioco e azioni, colpendo la traversa con Kjaer sugli sviluppi di un corner e chiamando il portiere giallorosso alla grande risposta due volte con Rebic e una con Saelemaekers. La Roma, dal canto suo, si è vista annullare un gol per fallo di Mancini su Theo, è andata vicina al gol con la doppia occasione di Pellegrini, su cui sono stati bravissimi sia Tomori che Tonali, e poi con lo scavetto di Mkhitaryan uscito al lato. La fortuna, alla fine, ci ha arriso quando Fazio ha pestato il piede di Calabria in area, con conseguente rigore assegnato al VAR che il Presidente ha trasformato con la solita freddezza.

Secondo tempo sicuramente meno frizzante che si è aperto con un’occasionissima per noi che Theo Hernandez ha buttato alle ortiche, calciando di poco fuori con Saelemaekers tutto solo alla sua destra. Il calcio ha poche leggi ma una in particolare – gol mangiato/gol subito – è sempre tremendamente in auge. Ed infatti, nel giro di un minuto, Spinazzola ha sfondato a sinistra e poi ha appoggiato dietro la palla a Veretout che ha avuto il tempo di prendere la mira ed insaccare il giro giusto alle spalle di Donnarumma. A quel punto il timore di scioglierci mi ha assalito visto l’infortunio di Ibra e visto, soprattutto, che la Roma è una gran bella squadra, ottimamente allenata a mio avviso. Fortunatamente da un errore in disimpegno di Pau Lopez Calabria ha servito Saelemaekers che, a sua volta, ha imbucato per Rebic il quale, dopo aver aggirato Mancini, ha insaccato con un sinistro precisissimo. La partita è rimasta piacevolissima, veloce e divertente per chi non aveva il cuore impegnato. Per me, invece, è stata una sofferenza atroce, fonte di innumerevoli, nervosissime sigarette fino al 90’: Mkhitaryan ha sfiorato la traversa, Tomori in scivolata ha impegnato Pau Lopez, Donnarumma è stato miracoloso sull’attaccante armeno che ha finalizzato un loro contropiede micidiale, Krunic è andato vicino all’eurogol da centrocampo e, infine, ancora Mkhitaryan ha calciato forte e centrale dopo la svirgolata di Pedro. Il triplice fischio finale è stata una manna dal cielo per le mie coronarie.

Fin quando è stato in campo Rebic è stato nettamente il migliore, tornando il giocatore devastAnte che ci ha fatto innamorare l’anno scorso. Grandissima prova anche di Tomori, i cui recuperi in velocità hanno fatto passare in secondo piano alcune sbavature in impostazione. Ottimo il secondo tempo di Kessie e un plauso a Salelemaekers e Calabria che se la sono dovuta vedere con uno Spinazzola davvero in palla. Non mi è affatto piaciuto, invece, Calhanoglu ma l’infortunio muscolare potrebbe averlo condizionato.

La risposta che chiedevamo è arrivata, forte e chiara. Ora fateci vedere dove possiamo arrivare.

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