Senza la follia di Stryger Larsen al 95’ abbondante, avremmo potuto giocare altri 2 giorni e dubito fortemente che saremmo riusciti a segnare. Un Milan spento e spuntato, bruttissima copia di quello vincente e pimpante dell’Olimpico di soli tre giorni fa, porta a casa un punto insperato contro la solita scorbutica Udinese, che stava gestendo senza particolari problemi il vantaggio trovato grazie a una papera di Donnarumma.

Reti inviolate alla fine di un primo tempo dominato solo dal punto di vista del possesso palla. La sterilità di un attacco privo di un centravanti vero, con Rebic nervoso e fumoso e Brahim Diaz completamente assente dal gioco, ha determinato la pochezza di due soli tiri in porta da parte nostra, di cui uno solo realmente pericoloso, quello di Castillejo che, dopo essersi liberato di due avversari, ha provato ad incrociare il tiro sul palo lungo, trovando la ribattuta del piedone di Musso. Per il resto, come detto, abbiamo tenuto a lungo il pallone senza mai riuscire a trovare impreparata la difesa friulana che ha controllato i nostri attacchi senza particolari affanni. Preoccupante il solito, immancabile infortunio muscolare che ha colpito Tonali, autore nei primi 45’ della sua migliore prestazione in maglia rossonera.

Il secondo tempo si è aperto col brivido dopo che Theo, con un retropassaggio suicida, ha messo Pereyra davanti a Donnarumma e solo un miracoloso salvataggio sulla linea di Romagnoli sul successivo colpo di testa di Nestorovski ha impedito ai bianconeri di andare in vantaggio. Dopo il pericolo abbiamo finalmente impegnato Musso con un destro di Meitè, con un colpo di testa di Kessie e con un tiro debole di Castillejo ma la prestazione è rimasta scialba e monocorde da parte di tutta la squadra, senza che nessuno, ad eccezione di Theo e Kessie, tentasse la giocata o provasse a saltare l’uomo. Dopo un altro errore del nostro terzino che ha permesso a De Paul di calciare pericolosamente da dentro l’area di rigore, su un calcio d’angolo bianconero proprio quel Becao che già ci punì alla prima giornata della scorsa stagione ha colpito debolmente di testa ma Donnarumma, forse sorpreso dal velo involontario di Calabria, ha sbagliato completamente l’intervento e ci siamo trovati sotto a venti minuti dalla fine. Nonostante lo svantaggio non si è notata alcuna veemenza nella reazione dei rossoneri, capaci di assaltare l’area avversaria solo quando l’Udinese si è trovata in 10 a causa dell’infortunio di Samir. Nel concitato finale Calabria ha provato una doppia conclusione in area, l’irritante Leao ha tolto una palla invitantissima a Saelemaekers prima che Theo calciasse al lato, infine, quando nessuno ci sperava più, la cazzata di Stryger Larsen, che ha pensato bene di smanacciare il cross di Rebic, ha permesso a Kessie di trasformare l’ennesimo rigore della sua stagione.

Gli attaccanti, tutti, hanno fatto davvero poco e male ma le prestazioni di Brahim Diaz, impalpabile, e di Leao, inesistente, meritano di essere sottolineate per la loro indisponente bruttezza. Anche SuperGigio, purtroppo, va dietro la lavagna per l’erroraccio commesso. Tra i migliori, come detto, Tonali che ha fatto davvero un gran primo tempo e nemmeno stavolta mi è dispiaciuto Kalulu. Sempre grande il Presidente Kessie.

E’ il momento clou della stagione e, purtroppo, lo stiamo affrontando con poca brillantezza e con la solita emergenza-infortuni che sembra aver messo le tende a Milanello. Restiamo uniti, stringiamo i denti e, nostro malgrado, prendiamo per buoni anche pareggi come questo perché siamo in piena corsa per l’obiettivo prefissato. Arriverà anche il tempo di sognare, ma non oggi, non ancora.

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