Buon per Rafa Leao che Stefano Pioli non sia il famosissimo e cattivissimo protagonista della prima parte del capolavoro di Kubrick, Full Metal Jacket (1987).

Fammi una faccia da guerra!!!!!!” ad un certo punto ordina il Sergente Hartman al soldato Joker che per pronta risposta urla e mostra al suo capo una faccia arrabbiata.

E la faccia da guerra di Leao? No, non l’abbiamo vista o forse non esiste proprio. Forse un trattamento da marine servirebbe alla punta portoghese perchè è l’ora che di entrare in campo con fucile ed elmetto, ma soprattutto è il momento di smetterla con questo sorrisino stampato in faccia con l’atteggiamento di chi è perennemente in gita su un campo da calcio, che sia a San Siro o in un qualsiasi altro stadio.

Un peccato questa inversione di marcia del talento portoghese, perchè di talento ne avrebbe davvero da vendere questo ragazzo. Leao era stato fra i più lodati del girone di andata dei rossoneri, con la squadra orfana per buona parte delle partite di Ibrahimovic, il portoghese aveva dato il suo contributo a tenere il Milan in vetta dopo tanti anni con gol, assist e la sensazione di potersi accendere da un momento all’altro per regalare una giocata decisiva.

Poi ecco il 2021, dove paradossalmente Rafa ci aveva illuso con quello splendida parabola con cui aveva sigillato la partita contro il Benevento. Da lì in poi però la parabola è stata tutta sua, la squadra tutta ha cominciato a balbettare ma le prestazioni di Leao sono state imbarazzanti.

In alcune partite, tornato Re Zlatan, si è riaperto il ballottaggio sulla fascia sinistra con Rebic, ma il dualismo anziché spronarlo a dare il meglio è sembrato invece abbatterlo.

E forse questo sembra il suo primo grande limite, perchè quando il portoghese subentra ad un qualsiasi compagno il ragazzo pascola in campo con una indolenza insopportabile. Prenda nota da Muriel che a pochi km di distanza spesso entra in campo ed è un vero terremoto per le difese avversarie. Perchè si può essere decisivi anche nell’ultima mezz’ora di partita, a maggior ragione se con energie fresche rispetto a compagni ed avversari.

Non è andata nemmeno meglio però da titolare nell’ultima partita con l’Udinese, dove il numero 17 rossonero non solo si è esibito nella consueta passeggiata ma ha anche tolto nel finale un pallone sul quale Saelemaekers era pronto a calciare in porta.

Così non va, ed ecco che i più pessimisti rivedono il fantasma di Niang o peggio quello di Balotelli che alla età di anni trenta si è ritrovato per quasi un anno senza squadra per poi finire al Monza in serie B. Altri ancora invece invitano alla calma perché il ragazzo è ancora giovanissimo ed ha i famosi margini di crescita. Tuttavia oggi si devono fare un pò di conti ed allora ricordiamo allo stesso Leao che il portoghese è costato ben 35 milioni e che il suo score al Milan oggi recita 12 gol in 62 partite. Decisamente poco per una punta, Pioli forse farebbe bene ad appendere questi numeri nel suo armadietto.

Tocca a Leao la scelta di capire cosa vuol fare da grande e se diventare un grande. A lui la scelta se grande attaccante o grande bluff. 

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