Tre punti tanto inattesi quanto meritati. Sbancare Verona per noi è storicamente difficile, farlo in un momento in cui si fa prima a contare chi è arruolabile rispetto a chi non lo è, diventa l’ennesimo merito di questi ragazzi, saggiamente guidati da un ottimo allenatore, che da circa un anno si stanno ritagliando un posto importante nel massimo campionato, barcamenandosi tra successi (tanti), infortuni (troppi) e fallimenti (pochi) consci, probabilmente, che questi ultimi sono parte stessa del successo, come dice il filosofo di Milanello, al secolo Zlatan il Sanremese.

Primo tempo chiuso meritatamente in vantaggio visto che l’unico spavento dalle parti di Donnarumma è arrivato dopo una decina minuti quando Gigio, dopo un retropassaggio sciagurato di Tomori, toccandosi il flessore, ha gettato nel panico il nostro stato d’animo, già provatissimo dagli infortuni che ci hanno letteralmente decimato negli ultimi giorni. Per fortuna la paura è rientrata e la squadra, quadrata e operaia, guidata dal monumentale Kessie, ha impedito al Verona di giocare il calcio che preferisce, ossia quello fatto di pressing e ripartenze. Leao, perfettamente imbeccato dal cross di Calabria, si è divorato il vantaggio di testa prima che Krunic si procurasse una punizione dal limite sinistro dell’area scaligera che ha poi magistralmente trasformato con una parabola arcuata che si è insaccata all’incrocio. Da lì alla fine del tempo non abbiamo concesso niente ma non abbiamo nemmeno creato chissà che, eccetto un destro alto di Leao.

Il raddoppio è arrivato quasi subito, all’inizio del secondo tempo, e, anche stavolta, la firma è di quelle inattese: su imbucata di Saelemaekers e sfruttando il velo di Leao, Dalot ha controllato, fintato e calciato sotto l’incrocio dei pali, lasciando di stucco sia i difensori veronesi sia noi tifosi davanti alla tv. Con il doppio vantaggio la partita è rimasta pienamente in nostro controllo e tutti i rossoneri, ad eccezione del poco incisivo Leao, hanno tirato fuori una prestazione di spessore ed orgoglio, attenta e concentrata, che ha completamente depotenziato la classica aggressività degli scaligeri. La netta superiorità dei nostri ha costretto, ad esempio, Juric a sostituire i 2 calciatori che finora hanno fatto le fortune della sua squadra, ossia Barak e Zaccagni, usciti dopo un’ora di gioco poichè asfaltati da Kessie e Calabria. L’ingresso di Dimarco ha dato vivacità al Verona che, negli ultimi 10 minuti, ha avuto un paio di occasioni con Ceccherini (colpo di testa al lato) e Faraoni (inzuccata con salvataggio sulla linea di Krunic), prima che Orsato decretasse la fine delle ostilità.

Tolto Leao, ancora insufficiente come centravanti, e l’inoperoso Donnarumma, tutti gli altri hanno sfornato una prestazione decisamente importante. Mostruosa quella di Kessie, il cui furore agonistico ha evidentemente contagiato anche Meitè e Krunic, autori di una grandissima partita, con conseguente dominio della zona nevralgica del campo. Ottimi anche i due esterni di destra e gran bella prova di Romagnoli, a cui la concorrenza fa evidentemente bene.

Il momento forse più importante della stagione è appena iniziato, gli impegni saranno probanti e le defezioni di tutti i nostri big non aiutano affatto. Ma questa vittoria ci ricorda che, a volte, anche la classe operaia può andare in paradiso.

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